Tutored incontra Irene, ingegnere navale e supervisore di produzione @Fincantieri

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Publié le 10 Juin

Fincantieri

Irene, 28 anni lavora presso il nostro sito di Marghera. Segue le aree catering a bordo delle navi, occupandosi di aree specifiche, dalla tracciatura del locale nella “scatola vuota” dello scafo alla consegna dello stesso finito ed operativo.

Nella sua intervista ci racconta del suo ruolo e di cosa significa essere in prima in linea già dalla prima esperienza lavorativa!

- Cosa hai studiato e dove? Quale aspetto del tuo percorso di studi ti ha aiutato maggiormente nell’inserimento del mondo del lavoro?

Ho studiato a Genova, ingegneria Navale presso la Scuola Politecnica e musica al Conservatorio N. Paganini. Ho sempre cercato di rendere i miei studi il più vari e a 360° possibile, impegnandomi al massimo e mostrandomi sempre ambiziosa e curiosa, cosa che certamente mi ha aiutata nell’inserimento nel mondo lavorativo.

- In cosa consiste il lavoro che svolgi a Fincantieri?

Sono supervisore di produzione all’interno dell’officina Catering del centro Alberghiero che si occupa delle aree della nave che diventeranno cucine, bar per i passeggeri, lavanderie, celle frigo ed aree di svago per l’equipaggio.

Mi vengono assegnate alcune di queste aree a bordo della nave in costruzione per le quali mi occupo della gestione e del controllo delle attività che vengono svolte da terze ditte. Ne verifico la qualità dei lavori e la conformità degli stessi in funzione degli standard vigenti e del progetto nave, controllo e verifico il loro avanzamento, anche nel rispetto dei tempi e delle deadline stabilite. Risolvo le eventuali problematiche riscontrate interfacciandomi con altri colleghi di produzione e degli uffici di progettazione e, una volta che ritengo che le varie fasi di lavorazione siano completate, mi interfaccio con il Cliente (rappresentato dai suoi Ispettori) e con la Società di Classifica mediante consegne ufficiali.

- Come si sono svolti i processi di selezione?

Sono entrata in contatto con Fincantieri tramite LinkedIn per una posizione aperta presso gli uffici COP (Controllo Ore Produzione) di Marghera e, dopo uno scambio di e-mail per l’invio del curriculum vitae, mi hanno organizzato un colloquio presso lo stabilimento di Marghera con alcune delle figure dirigenziali del cantiere: il Vice Direttore di produzione e il Capo Barca di una delle due linee di produzione che Fincantieri ha a Marghera.

 A distanza di qualche giorno, sono stata ricontattata per fissare un colloquio con il Direttore di Cantiere. Dopo avermi conosciuta, hanno ritenuto, per darmi l’opportunità di crescita e di apprendimento, di farmi iniziare a lavorare per un po’ in produzione per “farmi le ossa”… ed eccomi qua, supervisore di produzione a Marghera!

- In ambito produzione, quindi in prima linea già dalla tua prima esperienza lavorativa, quali sfide hai affrontato?

Passare dallo studio in biblioteca con gli amici al lavoro di produzione in prima linea certamente è un bel salto, soprattutto per una ragazza che si ritrova in un ambiente metalmeccanico prettamente maschile per la prima volta. Ho dovuto reagire velocemente dimostrando di sapermi adattare alle diverse situazioni che mi si possono presentare quotidianamente.

- Quali pensi siano stati, per la tua formazione professionale e la tua vita lavorativa, il valore aggiunto di Fincantieri come posto di lavoro? Cosa rende Fincantieri un buon posto per lavorare?

Essere in produzione dà l’opportunità di imparare molto (gli argomenti affrontati nella costruzione di una nave sono veramente infiniti!) e di veder realizzati e messi in pratica molti degli aspetti studiati.

Fincantieri sta puntando molto sui giovani laureati. Mi hanno inserita ad esempio all’interno di un programma di corsi chiamato Academy e ad altri vari incontri di approfondimento che vertono non solo su argomenti tecnici e relativi al mio ruolo specifico, ma anche di crescita personale, cosa che ho apprezzato molto. Infine, un aspetto secondario ma non irrilevante, è che far parte di una grande azienda come Fincantieri in un periodo storico come quello in cui ci troviamo nel quale trovare e mantenere un lavoro non è poi cosa così facile e scontata, non è da poco.  In un certo senso, mi dà la possibilità di pensare al mio futuro con più tranquillità.

- Qual è il progetto più stimolante e appagante che hai supervisionato?

Ci sono tanti aspetti interessanti nel mio lavoro. Se dovessi sceglierne uno a rappresentarli probabilmente sceglierei l’ispezione dell’USPHS, l’United State Public Health Service, ovvero l’ispezione che ogni nave da crociera che costruiamo qui a Marghera deve superare positivamente per poter navigare ed accogliere passeggeri.

Ho avuto la possibilità, lavorando in team, di preparare, seguire ed organizzare l’incontro con gli ispettori dell’USPHS, ovviamente in lingua inglese, con ottimi risultati. Ciò che rende stimolante ed appagante questo progetto è che la sua buona riuscita riguarda sia aspetti progettuali e costruttivi, con una attenzione particolare alla qualità dei lavori svolti nei mesi precedenti alla visita, che la capacità di risolvere velocemente, in uno o due giorni al massimo, i remarks riscontrati dagli ispettori durante la visita che solitamente si tiene a qualche settimana dalla consegna della nave all’Armatore.

- Cosa consiglieresti a una persona che ha svolto un percorso di studi come il tuo? Quali sono le esperienze formative che consiglieresti?

Come avevo accennato prima, penso che l’essere il più eclettico possibile sia un punto di forza che un laureato può avere per entrare nel mondo del lavoro. Soprattutto durante il biennio della Magistrale presso l’università ho cercato di partecipare a tutti gli eventi che venivano organizzati sia di approfondimento che “ricreativi” e sfidanti come lo sono stati un Design Game ed un Business Game organizzati in collaborazione con società esterne. In quest’ultimo, ad esempio, con studenti di diverse facoltà divisi in squadre, si siamo sfidati in una lotta economica fingendo di essere quattro compagnie di traghetti che dovevano accaparrarsi i trasporti nel mediterraneo. Per vincere era dunque necessario non focalizzarsi solamente sulle caratteristiche delle navi in sé ma anche su altri fattori come i prezzi delle cabine, le tratte, quanto e se investire sulla pubblicità e persino sul nome da dare alla nostra compagnia, orecchiabile e facile da ricordare.

Le esperienze extracurriculari di questo tipo aiutano a capire cosa ti piace e cosa no, e…sono un ottimo argomento in fase di colloquio ;)