L’arte di fare domande: quelle giuste da porre durante un colloquio di lavoro

L’arte di fare domande: quelle giuste da porre durante un colloquio di lavoro image
LIDL Italia logo
Publié le 7 Juin

LIDL Italia

Se hai seguito i nostri consigli su come ottimizzare il tuo cv, le probabilità che tu venga contattato per fissare un colloquio di lavoro potrebbero non essere così remote (se invece ti stai chiedendo come emergere dalla massa dei cv, ti consigliamo di leggere qui). In questo articolo vogliamo aiutarti a comprendere quanto sia importante non fare scena muta quando durante un colloquio ti verrà data la possibilità di fare domande e, al tempo stesso, darti qualche suggerimento utile per condurre un buon colloquio di lavoro e ottenere il ruolo che ti interessa.

Il colloquio è un vero e proprio momento di scambio e dialogo tra candidato e selezionatore: non bisogna quindi essere preparati a fornire le risposte “giuste”, ma essere pronti a fare la differenza e lasciare il segno; per fare una buona impressione è sicuramente utile provare di essere interessati, proattivi e dimostrare di impegnarsi per ottenere risultati.

Durante il colloquio viene solitamente data l’opportunità di fare domande ed eventualmente di chiarire alcuni aspetti: generalmente il momento giusto in cui puoi fare domande giunge nella fase finale del colloquio, quando ti verrà chiesto se è tutto chiaro o se vuoi approfondire ancora qualche aspetto.

Le aziende cercano molto spesso collaboratori che siano in grado di portare il proprio valore personale e lasciare un segno: porre le giuste domande durante un colloquio potrà aiutarti a lasciare un impatto positivo.

Inoltre le risposte che ti verranno fornite, potranno aiutarti a prendere una decisione in merito al fatto che il lavoro possa essere quello giusto per te o fornirti indicazioni preziose per essere considerato un’assunzione di successo.

Partiamo allora con i nostri consigli:

1. Leggi (e rileggi) tutta la documentazione relativa all’opportunità lavorativa e presta la giusta attenzione alle informazioni fornite. Questo ti assicurerà prima di tutto di non fare domande per le quali hai già ricevuto una risposta e di porre domande che dimostrino la tua comprensione delle responsabilità, dei compiti e del ruolo più in generale.


2. Assicurati di porre domande a risposta aperta, ovvero che richiedono una risposta completa. Le domande a risposta chiusa, ovvero quelle alle quali si può rispondere con si/no o con una parola sola, non invitano il rispondente ad elaborare la risposta e quindi potrebbero interrompere la conversazione e non fornire alcuna informazione utile. Prova a resistere alla tentazione di porre la domanda “Questa posizione esisteva già?” e trasformarla in “Mi può raccontare il perché questa opportunità lavorativa è diventata disponibile?”

3. Presta attenzione a porre una domanda per volta e non porre più domande contemporaneamente: mosso dalla curiosità o più semplicemente per riempire i silenzi, potrebbe capitarti di continuare ad aggiungere dettagli alla domanda, facendola diventare più ampia. Potresti confondere chi ti sta ascoltando (e dovrà poi risponderti) rischiando ottenere risposte generiche ad un mix di domande invece che un riscontro preciso per una singola domanda.

4. Una buona idea può essere quella di preparare in precedenza un paio di domande e scrivertele su un’agenda o un blocco appunti: durante l’intervista di lavoro, chiedi pure un paio di minuti per controllare la lista delle domande che hai preparato e usare il tempo a disposizione per selezionare quelle più pertinenti ed evitare quelle per le quali hai già ottenuto una risposta.

5. Non eccedere nella quantità delle domande e, ora che sei tu a guidare il dialogo, tieni sotto controllo tu il tempo a disposizione. Il nostro suggerimento è quello di limitarti a quattro/cinque domande strategiche sui seguenti aspetti:


- Il lavoro: ad esempio "Quali saranno le prime sfide da affrontare?" o "Quali sono, dal suo punto di vista, le tre caratteristiche personali essenziali per poter ricoprire questo ruolo?
- La formazione e lo sviluppo professionale: con domande del tipo "Che tipo di formazione potrebbe essere prevista per questo ruolo?" e ancora "Quali possono essere le evoluzioni di carriera per la posizione?"
- L’azienda:  chiedendo "Quali sono i progetti dell’azienda per i prossimi anni?" o meglio ancora "Ho letto questo questa informazione relativa all’azienda, ma può dirmi di più su..."
- L’ambiente lavorativo:  provando a chiedere "Mi può dare qualche informazione in più sul team in cui lavorerò?" e "Cosa c’è di diverso nel lavorare qui rispetto ad altre aziende?"


E come "evergreen" o ancora di salvezza in caso in cui davvero non ti venga in  mente nulla da chiedere, assicurati che entrambi le parti (tu e il selezionatore) disponiate delle informazioni necessarie attraverso queste domande:

- Qual è il prossimo passo nel processo di selezione?
- Ci sono altre domande a cui posso rispondere?
- Posso contattarvi in caso di altre domande?

Ora che siamo arrivati quasi al termine di questo articolo, sappiamo che ti è venuta voglia di chiedere “ci sono invece delle domande che non dovrei porre?

Ti lasciamo quindi con due semplici consigli che ti aiuteranno a dimostrarti preparato ed entusiasta:

Non fare domande che possano far pensare che il tuo attuale lavoro (o la tua attuale azienda) non ti piaccia

Evita domande le cui risposte si possono trovare facilmente su Google ?