Lanciare una carriera internazionale: la storia di Andrea, Finance Partner in Novo Nordisk

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Pubblicato 4 Dicembre 2020

Dopo il percorso in Bocconi, Andrea ha proseguito gli studi prima alla LBS, poi in Cina. Ha lavorato in numerosi paesi in tutto il mondo, occupandosi principalmente di Finanza.


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Hai svolto un percorso di studi estremamente interessante e internazionale. Puoi raccontarlo?



Ho iniziato gli studi in Bocconi, nel corso di laurea in inglese. Durante il liceo avevo fatto uno scambio di un anno negli Stati Uniti e volevo continuare a studiare in un ambiente internazionale, mantenendo però il contatto con l’Italia. La Bocconi è stata una scelta perfetta in questo senso, ha una alumni network fortissimo sia in Italia che all’estero.

Durante la triennale ho deciso di fare lo scambio in America Latina, poiché non avevo mai avuto l’opportunità di vivere in un paese del Sud America. Ho passato un semestre all’Università di Lima, esperienza veramente diversa ma bellissima. Durante il semestre in Perù feci domanda per diversi stage pubblicati sul portale della Bocconi. Ho avuto la fortuna di poter scegliere tra due offerte e ho deciso di accettare lo stage a Groupon in Sud Africa. Mi sono trasferito a Città del Capo dopo appena poco più di un mese dal rientro a Milano, dove ho dovuto dare esami addizionali per poter completare la triennale con un semestre di anticipo. 

Sono rimasto a Città del Capo tre mesi ed è stato mentre ero in viaggio con degli amici in Sud Africa che ho ricevuto la lettera di ammissione per il double degree della London Business School - Fudan University. Un programma articolato su due anni, il primo a Londra e il secondo a Shanghai.

L’anno ad LBS è stato probabilmente il più bello di tutta la mi esperienza accademica. L’università attrae ragazzi da ogni parte del mondo. Il livello è molto alto ma la qualità dei ragazzi italiani è molto apprezzata dall’Università, durante il mio anno eravamo la seconda nazionalità più rappresentata dopo i ragazzi Cinesi. Dopo aver completato il MiM ad LBS sono andato in Cambogia a lavorare per un fondo di Private Equity americano con focus su mercati frontiera.

Da Phnom Penh mi sono poi trasferito a Shanghai, città incedibile. A Shanghai ho finito il secondo master a Fudan e allo stesso tempo ho lavorato con una professoressa Italiana alla New York University, nel campus cinese. Poter fare ricerca ad NYU è stata un’ottima opportunità per vedere la realtà cinese attraverso due lenti molto diverse, quella Americana e quella Cinese. 

Finito il master mi sono poi trasferito a Dubai per iniziare il primo lavoro full-time.


Oggi lavori in Novo Nordisk: come ci sei arrivato e come si sono svolte le selezioni? 



Ho visto l’offera di lavoro tramite il career service di Fudan. L’università promuoveva il track per i ragazzi cinesi ma una volta sul sito ho visto tutti le posizioni aperte per i vari graduate programs. Non conoscevo Novo Nordisk, ma ho presto scoperto essere una delle compagnie farmaceutiche più grandi ed innovative al mondo. Ho deciso quindi di provare. Avendo un interesse per i mercati emergenti e pre-emergenti ho mandato la mia domanda per la regione AAMEO (Africa, Asia, Medio Oriente ed Oceania) con sede a Dubai.

La serietà del processo di selezione è stato il fattore che mi ha fatto convinto ad accettare l’offerta. Estremamente serio, strutturato e professionale.

Dopo la classica application online (CV, CL e domande varie), ho avuto un colloquio di un’ora e mezza su Skype con il Direttore Finanziario dell’ufficio di Dubai. Dopo nemmeno 10 giorni mi hanno invitato per il Graduate Recruitment Center a Copenaghen, nell'headquarter di Novo Nordisk.

La compagnia si è fatta carico di tutte le spese. L’investimento dietro il GRC è importante. Ogni anno ci sono tra le 40 e 60 posizioni aperte per graduate, in tutte le geografie e functions (medical, marketing, finance, procurement, risorse umane, etc). Nel mio anno le domande sono state 2000 per 50 posti. Di questi 2000, 150 sono stati selezionati per andare a Copenaghen. La compagnia quindi porta al GRC tre finalisti per ogni posizione aperta. A Copenaghen mi sono trovato con ragazzi da tutte le parti del mondo.

Il GRC sono due giornate intense, la prima è un lungo colloquio con l’HR, il direttore della funzione per cui hai fatto domanda ed altri colleghi. Il secondo giorno invece è una maratona di assessment center, con inizio alle 7 di mattina e fine dopo cena in hotel, molto ben organizzato ma fisicamente e mentalmente massacrante. In questa seconda giornata si lavora in gruppi con i ragazzi con cui ti stai andando a giocare il posto, quindi è un precario equilibrio che oscilla tra la necessità di farsi notare e quella di non sembrare arroganti. Finito il GRC ho avuto la risposta immediatamente, mi trovato ancora al gate all’aeroporto di Copenaghen. 


Di cosa ti occupi in qualità di Finance Partner in Novo Nordisk?


Durante il graduate program ho ricoperto vari ruoli, principalmente nel dipartimento di finance, in vari uffici. Finito il programma non si ha un posto assicurato. 

In base alle necessità della compagnia e alle aspirazioni personali si cerca la posizione post-graduate. Questo forse è il punto più debole del programma perché, nonostante la compagnia faccia di tutto per tenere i graduate, dato l’investimento, la posizione post graduate varia molto a seconda di cosa serve in quel momento. Ho avuto la fortuna di avere un Director molto in gamba durante la mia ultima rotation che mi ha offerto questa posizione.

Come finance partner nella Business Area mi occupo delle funzioni di controllo e corporate finance (I.e. budget, reporting, analisi, etc.) e in aggiunta sono  il punto di riferimento per gli uffici locali dell’Africa, dell’Asia Centrale e dell’Iraq.

Il mio ruolo è quello di supportare i team locali nelle funzioni di finanza e di strategy. È un ruolo molto interessante perché punto di contatto tra i vari mercati e anche tra dipartimenti. Ricoprirò questo ruolo fino a fine dicembre, dopodiché sono stato promosso a Strategic Operations Project Manager per la nuova regione LEMA (Libano, Marocco, Tunisia, Giordania e Siria). In questo nuovo ruolo avrò il compito, insieme al Vice President, di creare da zero un nuovo mercato, collaborando con i colleghi basati nei vari paesi. 


Da quando sei arrivato in Novo Nordisk, ti sei trasferito spesso: prima Dubai, poi Nairobi, Zurigo e oggi Istanbul. Puoi raccontarci di come stai gestendo tutti questi trasferimenti e cosa stai imparando?


Onestamente cambiare ogni 6 mesi non è facile, infatti quando ho saputo che sarei rimasto a Dubai un anno intero ero molto felice. Dico questo perché 6 mesi è un periodo estremamente breve, appena ti abitui e cominci a fare amicizie e conoscere persone, devi ripartire.

La compagnia aiuta su tutto quello che riguarda la logistica e i vari hotel/residence quindi da questo punto di vista è estremamente facile. Il bello però è che vedi tanto in pochissimo tempo e hai la possibilità di capire un po’ com’è vivere in questi paesi e non solo passarci da turista. Anche dal punto di vista lavorativo è una bella sfida.

Se sei mesi non sono tanti per la vita privata, non lo sono neanche per quella lavorativa. I colleghi si aspettano risultati e devi capire velocemente dove ti trovi, chi sono i tuoi key stakeholders e quali sono le necessità di quel particolare mercato. Però questo ti permette di vedere molto di più, perché non appena ti senti a tuo agio nel ruolo, è il momento di ricominciare da capo da un altra parte. Oltretutto questo spostarsi e girare dà la grande opportunità di conoscere colleghi e creare un network interno forte, cosa estremamente importante in una compagnia di queste dimensioni. 


Nel corso della tua carriera, hai svolto numerose esperienza lavorative sia in diverse aziende e sia in diverse città: Groupon in Sud Africa, Leopard Capital in Cambogia, Ricerca presso l'NYU di Shanghai. Come hai trovato queste opportunità? Quale di queste pensi ti abbia formato maggiormente?


Per questo riguarda il “come” sono arrivato a trovare queste opportunità ne ho parlato un po' in precedenza. Devo dire che forse essere un po’ “fuori le righe” aiuta.

Lo stage a Leopard Capital l’ho trovato pubblicato sul sito della Bocconi, ma non essendo più uno studente non potevo mandare la domanda, quindi ho cercato l’email di una persona all’interno della compagnia e ho scritto direttamente.

Per NYU ero probabilmente underqualified, in quanto queste posizioni sono spesso date a dottorandi, ma comunque ho scritto alla professoressa e mi sono presentato. Quello che posso aggiungere è un suggerimento; provare a fare cose meno convenzionali, soprattutto all’inizio, di sperimentare e dire sì a offerte al di fuori della comfort zone.

Quando si fa domanda per una posizione entry level, i curriculum sono tutti più o meno uguali. Avere esperienze fuori dal comune fa sì che il curriculum provochi interesse e questo può aprire le porte ad un interview. Quindi suggerisco di non fermarsi a pensare solo a come inanellare i nomi “altisonanti”, ma a cercare di capire come rendere il proprio profilo diverso da quelli degli altri.

Per quanto riguarda la seconda parte della domanda, “quale ti ha formato maggiormente”, non penso di avere una risposta definitiva. Ognuna è stata un esperienza unica nel suo genere e sono contento di averle fatte tutte. Forse Groupon è stata la più importante perché è quella che mi ha permesso di iniziare, quella che mi ha permesso di avere quel qualcosa di diverso sul mio curriculum. Sono convinto che mi abbia aiutato molto per entrare al double degree e da lì le altre opportunità sono venute, quindi se non avessi detto si, forse ora farei altro. 


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