Tutored incontra Andrea, Consulente Analista

Andrea, Consulente Analista image Andrea, Consulente Analista
Pubblicato 27 Ottobre

Combinare studio e lavoro è stato fondamentale per Andrea, che ha mosso fin da subito i primi passi nel mondo del lavoro, fino ad arrivare oggi a lavorare come Analista. 


Tutored è il punto di incontro tra studenti, giovani laureati e aziende. All’interno della nostra piattaforma, gli utenti possono scoprire gli sbocchi lavorativi in base al loro percorso di studio, esplorare le aziende e candidarsi alle numerose opportunità di stage, lavoro e graduate program. 

All’interno della piattaforma, ci piace raccontare le storie di giovani talenti che hanno fatto un percorso di studio brillante e oggi lavorano presso importanti realtà. 

Hai avuto un percorso di studi molto interessante: puoi raccontarcelo?


Innanzitutto, premetto subito di essere stato uno studente assolutamente nella norma ma molto motivato nel raggiungere gli obbiettivi, quindi non mi ritengo assolutamente diverso da altri, anzi!

In generale posso dire di essermi laureato presso l’università di Parma in “Business Administration” con specializzazione in “Marketing” mentre lavoravo, così da presentarmi nel mondo del lavoro con le giuste skills che solo la pratica può insegnare.

A due settimane dal conseguimento del titolo, preferii investire al meglio ciò che mi venne messo a disposizione dai miei genitori trasferendomi in un College privato in Irlanda del Nord con formula di studio e lavoro.

Qui ho scoperto effettivamente la necessità di colmare le mie lacune sia linguistiche che esperienziali all’estero; per questo consiglio sempre ai giovani laureandi di investire il loro tempo fuori dal paese per poter aprire la mente e capire come funziona il mondo visto dall’altra parte.

Dopo circa 3 mesi di permanenza, al ritorno in Italia, tento di approcciare ad un mondo nuovo uscendo da quella che consideravo l’eccesso di confort-zone della mia città natale. 

Mi iscrivo alle selezioni dell’università Cattolica del Sacro Cuore di Milano con l’intento di trasferirmi. A fine Agosto ricevo l’esito positivo per il Master Degree in Account e Sales Management che mi impegnerà tra studio full time e lavoro per circa 14 mesi.

Questa esperienza mi ha fortemente cambiato non solo come studente ma come professionista, permettendomi di conoscere non solo il mondo delle multinazionali ma anche ad interfacciarmi con il management.

Dopo 2 anni circa dal termine degli ultimi studi, ho deciso durante la pandemia e in questi periodi molto incerti di investire ulteriormente sul mio percorso iscrivendomi ad un programma MBA presso una scuola Internazionale, in quanto tra giornate intense di lavoro e notti insonni desideravo accrescere  le mie competenze; meglio ora a 30 anni che a 35/40 quando le forze saranno minori! 

L’esperienza di studio/lavoro la consiglio fortemente per mettersi alla prova costantemente.

 Quale attività extra-universitaria pensi sia stata davvero importante per la tua carriera? 

Sicuramente non nego che unire esperienza professionale agli studi forma davvero tanto sia all’individuo in quanto ti “plasma” in un’ottica di miglioramento personale, sia ti prepara ad impostare quella sorta di “forma mentis” che ti accompagnerà poi verso le vere esperienze al termine degli studi. 

Oggi con un sistema sempre più volto al consumismo, le aziende diventano sempre più “fast-mover” e quindi la risorsa deve essere subito pronta a cambiare idea e a mettersi in discussione (seppur molto difficile per chiunque, me in primis).

Un altro caposaldo che mi sento di consigliare è sicuramente quello dell’internazionalizzazione in quanto permette di scoprire realtà diverse ed essere messo subito in mezzo all’ignoto aprendo inesorabilmente il proprio cervello a nuove esperienze.

Consiglio inoltre di svolgere corsi ufficiali e non, specialmente nel campo tecnologico e suite office, ma nulla toglie anche qualche certificazione di lingue straniere che male non fanno di certo; anzi in alcuni ambienti sono persino condizione senza la quale non si viene nemmeno selezionati.


Date le tue passate esperienze, hai modo di indicarmi in linea generica come si sono svolte le selezioni? 


In genere si viene contattati dalle risorse umane sia se si viene scelti dall’azienda perché il profilo risulta interessante, sia se l’application è stata mandata in maniera proattiva.

La selezione principalmente si svolge in 1/2 colloqui con le HR di gruppo in primis per definire le aspettative e le competenze delle Industry in cui si ha lavorato, per poi passare ai colloqui tecnici con i manager di linea volte ad approfondire più gli aspetti tecnici delle proprie competenze; infine l’ultima chiamata motivazionale che confermasse le intenzioni.

Mi raccomando sempre per i più giovani, siate buoni ascoltatori in queste fasi, preparatevi bene sulla storia e le attività svolte dall’azienda che vi contatta e non parlate mai e poi mai di soldi se non alla fine di tutto il processo; questo risalta il fatto che non siete spinti solo dalla motivazione prettamente economica ma che volete stringere una collaborazione per convinzione.

Viste le passate esperienze come consulente e analista, come definisci il tuo lavoro?

Circa le mie passate esperienze, sia di consulente che di analista, posso dire che le figure spesso coincidono, e spesso prendono anche sfumature diverse a seconda dell’impiego e del task.

Prevalentemente l’analista svolge analisi del business del cliente volta a migliorare ed ottimizzare i processi gestionali, testare i sistemi e processi interni e definire quelle che sono le esigenze di sviluppo/implementazione del cliente. 

Il consulente è colui che dai dati, sia propri che forniti esternamente, propone la soluzione o il prodotto migliore al cliente.

Chiaramente per questione di professionalità non posso entrare nello specifico ma in generale possono essere visti come ponte tra il cliente, le sue esigenze e la stesura di soluzioni da implementare al fine di migliorare il business di quest’ultimo, ma anche come l’interconnessione azienda – cliente al fine di portare vantaggi ad entrambi.

Mai queste figure devono essere intese monodirezionali e a scopo di singolo vantaggio, in quanto guidano poi ad asimmetrie, e insoddisfazione del cliente sia esso business che retail.

Hai lavorato in grandi realtà multinazionali: cosa hai imparato da tutte queste esperienze lavorative?


Posso darvi una visione generica di ciò che ho potuto cogliere in questi anni di esperienza e sicuramente una di queste è risultata essere l’umiltà, che ammetto prima dovevo sviluppare.

Aggiungo la capacità di collaborare e condividere quanto in mio possesso per sviluppare un senso di appartenenza al gruppo, cosa che al giorno d’oggi con l’ammontare di stress e difficoltà nel raggiungere gli obbiettivi non guasta davvero mai.

Aggiungo anche la capacità di ascolto che mi ha cambiato tanto, dovendola sviluppare sempre più nel tempo, la quale mi guida in ogni attività verso la crescita professionale e non.

Nello specifico posso dirti di aver sviluppato una buona dose di coraggio, la capacità di gestire un parco clienti e la capacità analitica che poi si crea nel tempo.

Infine, forse la più importante, la capacità di gestire situazioni a forte carico di stress, che tuttora voglio migliorare in quanto basilare per ogni attività.


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