ICT World: la storia di Antonio, studente di ingegneria informatica del Politecnico di Milano

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Pubblicato 23 Giugno

In questa rubrica, Tutored ha raccolto le storie di brillanti studenti in ambito informatico, provenienti dalle migliori università italiane. 

 

Tutored è il punto di incontro tra studenti, giovani laureati e aziende. All’interno della nostra piattaforma, i membri hanno la possibilità di scoprire gli sbocchi lavorativi in base al loro percorso di studi, conoscere grandi aziende e candidarsi alle numerose opportunità di stage, lavoro e graduate program. La nostra community è formata da giovani uniti dall'ambizione. Su Tutored, raccontiamo le loro storie ed esperienze, con l'obiettivo di ispirare i più giovani e dare un'idea concreta del mondo del lavoro.

 

Innanzitutto, ti chiederei di presentarti come persona, focalizzandoti in particolare sui tuoi interessi, le passioni e le ambizioni che hai avuto sin da giovane, e che ti hanno portato a studiare al Politecnico.

 

Salve a tutta la comunità di Tutored, mi chiamo Antonio è sono uno studente di Ingegneria Informatica al politecnico di Milano. Il percorso che mi ha portato qui inizia da lontano: sin da piccolo, mi sono sempre sentito incline alle materie scientifiche, per le quali provavo una forte ammirazione e un’insaziabile curiosità. 

A 13 anni è arrivata la folgorazione: ho scoperto il mondo dell’informatica e della programmazione. Il mio primo programma? Come molti, 5 righe di codice in C, il cui unico scopo era quello di mostrare all’utente la scritta “Hello, World!”. Da quel momento capii con certezza che quella sarebbe stata la mia strada: ho iniziato a programmare a 13 anni, e da oltre 8 anni non smetto di farlo. 

Molte persone (purtroppo) affrontano l’informatica come qualcosa da imparare (o da inserire nel curriculum...) per trovare un lavoro: io fortunatamente ho iniziato a programmare con l’unico scopo di divertirmi, di creare che fosse interamente progettato da me.

Quando avevo 15 anni iniziai a studiare i principali protocolli di networking, e in che modo questi avessero corrispondenza con il mondo dell’hacking… fu cosi che durante una serata estiva, mentre tutti i miei coetanei erano impegnati a godersi le vacanze, io feci il mio primo esperimento di “hackeraggio”, per l’esattezza SQL-Injection, verso un semplicissimo sito di in un paese extraeuropeo che preferisco non citare. Nulla di particolarmente eclatante o illegale, ma penso che questi piccoli aneddoti lascino chiaramente intuire la  passione che ho per ciò che faccio.

Dopo aver frequentato l’istituto tecnico informatico a Siracusa in Sicilia, mi sono trasferito a Milano per frequentare il Politecnico, dove ho avuto modo di conoscere tantissime persone e di crescere sia come studente, che (soprattutto) come persona. 

 

Potresti raccontarci di una (o più di una) tua esperienza extrauniversitaria, che trovi particolarmente rilevante per la tua formazione? Uno stage, un erasmus, un progetto, un'esperienza di volontariato, una passione particolare…

 

Un consiglio che sento di dare a tutte le matricole, attuali studenti, e in generale a chiunque avesse intenzione di iniziare un percorso universitario è quello di mettersi in gioco. Inizialmente ho commesso (come un po’ tutti) l’errore di non vivere realmente le opportunità e le esperienze che si possono cogliere. 

Ad esempio, al PoliMi ci sono tantissime associazioni e progetti a cui si può partecipare, e che sono utilissimi per crescere, imparare, mettere in pratica ciò che si è imparato e soprattutto conoscere persone in gamba e farsi delle nuove amicizie.

Una volta capito quanto mettersi in gioco fosse importante, mi sono subito buttato in diverse associazioni studentesche: il che mi ha portato, nel corso del tempo, ad intraprendere la mia primissima esperienza lavorativa come Data Scientist presso una super Startup in ambito Healthcare, PatchAi. Inoltre, fra i progetti personali che sto portando avanti, c'è la cura del mio sito personale, in cui parlo di Coding, Data Science, Machine Learning and Artificial Intelligence... lo trovo un buon modo per coniugare lavoro e passione, che è poi ciò che ho scelto di fare intraprendendo questo percorso di studi.

Non smetterò mai di ripeterlo: mettetevi in gioco!

 

 Raccontaci di una tua ambizione per il futuro: cosa pensi di fare dopo il Politecnico? Dove ti piacerebbe andare a lavorare? Quali pensi che siano gli step necessari per arrivarci?

 

È difficile dire con esattezza dove gli eventi, le situazioni e le opportunità mi porteranno. Crescendo, ho sempre più capito che la cosa più importante per me è cercare di avere un impatto nel mondo: se non siamo noi giovani a cambiare il mondo, non lo farà nessuno!

Quel che mi auguro per il futuro è di continuare a mettere passione in tutto ciò che faccio e di poter in qualche modo migliorare la vita delle persone.

 

Secondo te qual è una tecnologia già esistente (un algoritmo, una componente hardware, una componente software, un progetto…)  le cui potenzialità non sono state a pieno sfruttate? O che ha ampi margini di sviluppo? 

 

Le tecnologie già esistenti le cui potenzialità non sono ancora state sfruttate al meglio sono: quasi tutte! Anche dai i più semplici computer possono ancora dare molto. 

In particolare mi sento di citare il settore dell’Intelligenza Artificiale, e le VR and AR Technology, tutti ambiti in forte crescita che sicuramente rappresenteranno il futuro tecnologico di ogni settore: energia, healthcare, istruzione, media, …

 

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