L’esperienza di Lorenzo, Business Analyst in BIP

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Pubblicato il 23 Novembre

Bip

Tutored intervista Lorenzo, giovane laureato di 25 anni che in BIP ricopre il ruolo di Business Analyst nella Practice Grandi Utilities. Nella sua intervista ci racconta il suo percorso di formazione e la sua esperienza nel mondo della consulenza, dal processo di selezione al ruolo ricoperto in azienda alle opportunità di crescita in BIP.

1. Hai da poco conseguito la laurea in Business Administration ma il periodo universitario non è stato sempre lineare, quali difficoltà hai incontrato e cosa ti ha aiutato a fare chiarezza sul tuo futuro?

Credo che due delle problematiche più comuni che deve affrontare un giovane ai giorni nostri siano l’incertezza sul proprio futuro e la paura di commettere scelte sbagliate. Quello che ho capito dalla mia esperienza personale è che ogni scelta, sbagliata o giusta che sia, può essere fondamentale per mettersi in gioco e iniziare a fare il primo passo in avanti.

Quando ho scelto l’università non ero tanto sicuro della decisione presa, avevo paura di non farcela ma ero certo che le difficoltà che avrei incontrato mi avrebbero permesso di crescere e di migliorare.

Per questo motivo mi sono iscritto al corso di laurea interamente in lingua inglese, in Business Administration presso l’Università di Roma Tor Vergata.

Ricordo che il primo anno e mezzo è stato molto complesso perché venivo da un istituto tecnico, il metodo di studio che avevo acquisito non era così efficace e non mi consentiva di stare al passo con il programma, con gli esami e con i miei compagni di corso.

Ho da subito realizzato la problematica e mi sono immediatamente attivato per riuscire a risolverla anche chiedendo aiuto a chi era più bravo e più preparato.

Questo mi ha aiutato a capire quanto l’ambiente in cui ci si trova sia fondamentale perché se positivo, è fonte di crescita e di arricchimento.

Dopo esser riuscito a trovare il giusto metodo di studio la situazione è migliorata e sono iniziati ad arrivare i primi risultati, esami superati con successo e altre soddisfazioni personali che mi hanno accompagnato fino al momento della laurea.

Mentre si avvicinava il giorno della discussione della tesi, l’ansia del “dopo” era sempre più forte, vedevo intorno a me tutti i miei amici che si erano già iscritti ad un master o a una magistrale, tutti decisi sul loro futuro ed io ero l’unico che non aveva la minima idea di che strada intraprendere.

Ho pensato che l’unico modo per fare chiarezza fosse quello di cercare un’esperienza lavorativa che mi consentisse di fare pratica e di approfondire quello che avevo studiato durante la triennale. 

Una volta terminate alcune esperienze di stage, svolte anche all’estero grazie al bando Erasmus plus, ho deciso di proseguire gli studi con una magistrale in Business Administration ma, dopo aver conseguito con successo tre esami, ho deciso di lasciare perché sentivo che quella non era la strada giusta per me.

Il mio momento di svolta è stato quando è arrivato il Covid perché tutto è come se si fosse fermato, sono riuscito a fare il punto su me stesso, sui miei desiderata e sulle mie ambizioni e mi sono dedicato a cercare l’azienda che più rispecchiasse i miei valori.

 

2. Qual è stato il tuo primo contatto con BIP e quale impressione hai avuto?

Conosco BIP dai tempi dell’università, è sempre stata tra le aziende nelle quali mi sarebbe piaciuto lavorare, ricordo che tutti parlavano dell’ambiente unico che si respirava al suo interno ed è stato proprio questo che mi ha spinto a inviare loro il mio CV.
Sono stato contattato dall’ufficio risorse umane qualche giorno dopo l’invio della candidatura per fissare un primo colloquio conoscitivo on line.

Il giorno del colloquio è stato speciale: ho avuto per la prima volta la sensazione di esser valutato in modo vero e trasparente, mi sono trovato a parlare con una persona che realmente mi stava ascoltando e cercava con professionalità di comprendere la mia persona, abbassando le barriere formali che solitamente si creano durante un normale colloquio di lavoro.

Dopo qualche giorno ho ricevuto il feedback positivo e l’invito al secondo colloquio tecnico con il manager.

La stessa sensazione provata durante il primo colloquio è stata ritrovata anche nel secondo, mi sono state fatte delle domande tecniche che avevano l’obiettivo di creare un confronto al fine di andare a scoprire e valutare le mie competenze sul campo.
Non c’erano risposte sbagliate o giuste, la cosa importante era il ragionamento e l’interazione con il manager che mi ha permesso di capire nuovamente l’approccio unico che viene utilizzato, che mi ha convinto a scegliere questa azienda rispetto ad altre. 

 

3. Ci racconti che cosa fa un Business Analyst in BIP?

Le giornate da Business Analysit non sono mai monotone, ogni giorno c’è sempre qualcosa di diverso da fare. È importante per questo avere una buona gestione dei task richiesti, io personalmente mi aiuto con una “To Do List”, elenco tutte le richieste e le ordino per priorità, così riesco a tenere traccia delle deadline concordate con il mio supervisor.  

Il lavoro principale che svolgo è quello di analizzare, comprendere e gestire i dati per riuscire a fornire al cliente un output chiaro e definito atto a risolvere una determinata problematica.

Uso quotidianamente Excel per l’elaborazione dei dati e Power Point per la creazione di presentazioni grafiche, è importante che i lavori quantitativi creati con Excel si parlino con quelli qualitativi, creati con Power Point per riuscire a fornire al cliente un output complementare.

Per fare tutto questo è necessario comprendere ogni aspetto del progetto, perché è utile metterci sempre del proprio.

 

4. Oltre agli aspetti tecnici il tuo lavoro prevede un confronto costante con figure interne ed esterne al tuo team, quali competenze stai sviluppando da quando sei entrato in BIP?

La figura di Business Analyst non si limita solamente alla gestione dei dati ma deve anche riuscire ad essere il collante tra il manager (supervisor) e il cliente.

In alcuni progetti è richiesto il coinvolgimento di uno o più centri di eccellenza di cui BIP dispone: i centri di eccellenza o anche definiti COE sono gruppi interni all’azienda, altamente specializzati su temi legati prevalentemente alla digital transformation.

Quando all’interno del gruppo di lavoro è presente un COE, il BA diventa ancora più importante perché si dovrà interfacciare con tre attori fondamentali: il manager (supervisor), il cliente e il team tecnico.

Per essere in grado di collaborare con ognuno di loro è importante lavorare sulle proprie doti comunicative e relazionali, avendo chiaro il metodo e l’approccio che utilizzano i vari colleghi per sviluppare il progetto.

In questi casi esser flessibili aiuta, perché consente di adattarsi al proprio interlocutore per riuscire a comunicare in modo efficace la soluzione proposta.

 

5. Per un neolaureato entrare in un’azienda grande e articolata come BIP può suscitare timore, come sono stati i primi giorni di lavoro?

Esser riuscito ad entrare in BIP è stato un grande traguardo, una volta dentro però ti rendi conto che avevi immaginato forse l’1%.

Ricordo che il primo giorno è stato davvero speciale perché è stata organizzata una giornata virtuale di benvenuto in cui veniva spiegato il mondo BIP a tutti i nuovi assunti.

Sono state create delle presentazioni interattive che ci hanno permesso comprendere tutte le fasi del processo di onboarding.

In particolare ho trovato molto utile l’illustrazione della piattaforma dedicata al training che consente a tutti i dipendenti di accedere a materiale formativo di altissimo livello.

Nelle prime settimane il supporto costante degli HR è stato fondamentale per farmi sentire da subito integrato e ben inserito in azienda

Credo di esser stato fortunato perché sono stato inserito immediatamente in un progetto stimolante che mi ha permesso di mettermi alla prova e di sperimentare in prima persona il “mestiere del consulente”.

 

6. Com’è il tuo rapporto con i superiori e colleghi?

Io sono uno degli ultimi arrivati in BIP ma, nonostante il lavoro in smartworking ho sentito fin da subito di far parte di una grande famiglia,

Durante la mia esperienza ho collaborato con diversi colleghi e tutti si sono dimostrati disponibili ad aiutarmi mettendo sul tavolo le loro esperienze e i loro suggerimenti per permettermi di essere da subito parte attiva del progetto.

Il mio manager di riferimento è stata una delle prime persone che ho conosciuto prima di entrare in BIP, con lui ho svolto il secondo colloquio tecnico ed è la persona che ritengo mi conosca di più, abbiamo iniziato a lavorare insieme fin dal primo giorno, è stato subito chiaro nel spiegarmi la sua modalità di lavoro e il suo approccio verso i clienti, mi ha fatto capire l’importanza di aver compreso l’obiettivo e di chiedere sempre un supporto quando si è in difficoltà perché solo così si possono creare sinergie positive.  

 

7. Che consiglio daresti ad un/a neolaureato/a per affrontare al meglio il processo di selezione in BIP?

Il primo consiglio che mi sento di dare per affrontare al meglio un colloquio di lavoro è quello di andare a reperire più informazioni possibili sull’azienda di riferimento, cercare di capire il settore in cui opera, i valori aziendali e se possibile anche chi sarà il recruiter che gestirà l’intervista.

Quello che però ho capito esser fondamentale durante un processo di selezione in BIP, così come in ogni altra azienda, è quello di lasciare un segno a chi ci sta ascoltando o, in questo caso, valutando.

Ho impiegato tanto tempo ad analizzare la mia persona, le mie debolezze, i miei punti di forza, quello che mi piace ma ancora prima, quello che non mi piace!

Il consiglio che mi permetto di suggerire è quello di avere le idee chiare, non tanto su ciò che ci piace ma su quello che non ci fa stare bene, su quello che ci infastidisce e che, di conseguenza, non ci valorizza.

E’ importante fare un’analisi sul tipo di ambiente che vorremmo trovare all’interno di un’azienda al fine di crescere ed essere costantemente stimolati, una volta chiariti i valori che ricerchiamo dobbiamo fare di tutto per trovare l’azienda che più ci rispecchia.

L’ultimo suggerimento che mi sento di dare è quello di godersi il viaggio perché un colloquio con BIP è una vera e propria esperienza di crescita che assicurerà una maggiore consapevolezza dei propri punti di forza e di debolezza, quindi indipendentemente dall’esito della selezione vale la pena mettersi in gioco e buttarsi.