Prodos Consulting

Pubblicato il 26 Feb 2020
Pubblicato il 26 Feb 2020
Diritti, Uguaglianza e Cittadinanza

Diritti, Uguaglianza e Cittadinanza


Uno dei programmi più importanti dell'UE per quanto riguarda i diritti umani è Diritti, Uguaglianza e Cittadinanza, della Direzione Generale Justice, derivante dalla fusione di 3 programmi del settennio 2007-2013: Diritti fondamentali e cittadinanza, Daphne III e Progress. 

L'obiettivo generale del programma Diritti, Uguaglianza e Cittadinanza, più comunemente detto REC (Rights, Equality and Citizenship) è quello di contribuire ai diritti dei cittadini europei e di tutti coloro che vivono all'interno dello spazio dell'UE. 

 

Diritti, Uguaglianza e Cittadinanza si divide in 2 parti


La prima riguarda la protezione dei diritti e il coinvolgimento della cittadinanza, mentre la seconda riguarda la promozione della non-discriminazione e dell'uguaglianza

In generale le azioni progettuali si focalizzano su:

- lotta alle discriminazioni etnico-religiose, di genere, di orientamento sessuale e nei confronti dei disabili;

- contrasto a razzismo, xenofobia, omofobia e odio religioso;

- promozione della parità di genere;

- contrasto alla violenza su donne, bambini e soggetti più deboli e svantaggiati,
tutela dei minori;

- protezione della privacy e dei dati personali;

- difesa dei diritti dei consumatori e degli imprenditori.


Se pensiamo che il REC possa essere il finanziamento giusto per noi e vogliamo cominciare a definire meglio la nostra idea progettuale, dobbiamo studiare alcuni documenti: il primo è la decisione dell'adozione del REC da parte della DG Justice, che ci da un quadro completo delle motivazioni e degli obiettivi che l'UE mira a raggiungere attraverso questo programma di finanziamento. 

Dopodiché possiamo passare allo studio della call for proposal, o invito a presentare proposte, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell'UE, dove vengono indicate le attività finanziabili da questo programma. 

Una volta appurato che la nostra idea progettuale è coerente con gli obiettivi e le attività del programma, occorre costruire un partenariato transnazionale.

 

Il partenariato si divide in 3 tipi di partner:


1. Lead partner, o capofila
2. Partner
3. Associate partner


Il capofila del progetto può essere un ente pubblico o privato, ma è essenziale che abbia già esperienza con i progetti europei, dato che la gestione di un partenariato internazionale richiede capacità organizzative, di rendicontazione e una spiccata sensibilità interculturale.

I partner hanno il compito di mettere in atto le attività di progettazione e di rendicontare le spese al lead partner.

Infine, gli associate hanno un ruolo più marginale e più di supporto all'interno del progetto e non ricevono alcun budget. E' importante ricordare che nel caso del REC una società profit non può mai essere né lead partner, né partner, ma solo associate. 

Una volta costruita la partnership viene definito un work plan, o piano di lavoro, che ci permette di raggiungere i nostri obiettivi progettuali tenendo conto di alcuni aspetti fondamentali, quali priorità dei soggetti coinvolti, budget disponibile, possibilità di successo, vincoli temporali. 

Il work plan è diviso in gruppi coerenti di attività, chiamati work package, o pacchetti di lavoro. In genere i work-package sono almeno 4: uno per il management, uno per la parte di ricerca e analisi, uno per la parte di formazione/organizzazione di campagne di sensibilizzazione/seminari e uno per la disseminazione del progetto.

Le attività finanziabili sono, per esempio, l'organizzazione di corsi di formazione, workshop, tavole rotonde e seminari di approfondimento.

Importanza fondamentale hanno gli indicatori di progetto, cioè quei valori che misurano l'effettivo raggiungimento degli obiettivi progettuali prefissati.

Un esempio di indicatore è il numero delle persone coinvolte in una campagna di sensibilizzazione, il numero dei seminari organizzati, il numero degli utenti che hanno intercettato la comunicazione di progetto via social network e hanno reagito a un post con un like o un commento.

Gli indicatori permettono alla commissione di valutare oggettivamente il progetto e assegnare il punteggio corretto.

L'assenza di indicatori suggerirà scarsa concretezza progettuale e l'impossibilità di dimostrare i risultati che il progetto mira a raggiungere.

In altre parole, un progetto senza indicatori è un progetto non finanziabile. 

I criteri di aggiudicazione sono:

1.  rilevanza/conformità alla call;

2.  qualità della proposta;

3.  valore aggiunto europeo;

4. valorizzazione del progetto (disseminazione, comunicazione, trasferibilità e sostenibilità);
efficacia in termini di rapporto spesa-risultato. 


Il primo aggiudica 20 punti, il secondo 40 punti, il terzo e il quarto 15 punti ciascuno, e il quinto 10 punti. Altri criteri da considerare sono l'innovazione e l'originalità del progetto; il partenariato deve essere vario da un punto di vista geografico (paesi mediterranei, dell'est e nordici) e deve cercare di coinvolgere sia paesi altamente sviluppati che meno sviluppati.

Infine, ricordiamoci di tenere presenti gli obiettivi della Strategia 2020 che devono guidarci sin dalla primissima fase di ideazione del progetto e che sono innovazione, occupazione, energia, istruzione e lotta alla povertà e al disagio sociale.

 

Uno dei programmi più importanti dell'UE per quanto riguarda i diritti umani è Diritti, Uguaglianza e Cittadinanza, della Direzione Generale Justice, derivante dalla fusione di 3 programmi del settennio 2007-2013: Diritti fondamentali e cittadinanza, Daphne III e Progress. 

L'obiettivo generale del programma Diritti, Uguaglianza e Cittadinanza, più comunemente detto REC (Rights, Equality and Citizenship) è quello di contribuire ai diritti dei cittadini europei e di tutti coloro che vivono all'interno dello spazio dell'UE. 

 

Diritti, Uguaglianza e Cittadinanza si divide in 2 parti


La prima riguarda la protezione dei diritti e il coinvolgimento della cittadinanza, mentre la seconda riguarda la promozione della non-discriminazione e dell'uguaglianza

In generale le azioni progettuali si focalizzano su:

- lotta alle discriminazioni etnico-religiose, di genere, di orientamento sessuale e nei confronti dei disabili;

- contrasto a razzismo, xenofobia, omofobia e odio religioso;

- promozione della parità di genere;

- contrasto alla violenza su donne, bambini e soggetti più deboli e svantaggiati,
tutela dei minori;

- protezione della privacy e dei dati personali;

- difesa dei diritti dei consumatori e degli imprenditori.


Se pensiamo che il REC possa essere il finanziamento giusto per noi e vogliamo cominciare a definire meglio la nostra idea progettuale, dobbiamo studiare alcuni documenti: il primo è la decisione dell'adozione del REC da parte della DG Justice, che ci da un quadro completo delle motivazioni e degli obiettivi che l'UE mira a raggiungere attraverso questo programma di finanziamento. 

Dopodiché possiamo passare allo studio della call for proposal, o invito a presentare proposte, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell'UE, dove vengono indicate le attività finanziabili da questo programma. 

Una volta appurato che la nostra idea progettuale è coerente con gli obiettivi e le attività del programma, occorre costruire un partenariato transnazionale.

 

Il partenariato si divide in 3 tipi di partner:


1. Lead partner, o capofila
2. Partner
3. Associate partner


Il capofila del progetto può essere un ente pubblico o privato, ma è essenziale che abbia già esperienza con i progetti europei, dato che la gestione di un partenariato internazionale richiede capacità organizzative, di rendicontazione e una spiccata sensibilità interculturale.

I partner hanno il compito di mettere in atto le attività di progettazione e di rendicontare le spese al lead partner.

Infine, gli associate hanno un ruolo più marginale e più di supporto all'interno del progetto e non ricevono alcun budget. E' importante ricordare che nel caso del REC una società profit non può mai essere né lead partner, né partner, ma solo associate. 

Una volta costruita la partnership viene definito un work plan, o piano di lavoro, che ci permette di raggiungere i nostri obiettivi progettuali tenendo conto di alcuni aspetti fondamentali, quali priorità dei soggetti coinvolti, budget disponibile, possibilità di successo, vincoli temporali. 

Il work plan è diviso in gruppi coerenti di attività, chiamati work package, o pacchetti di lavoro. In genere i work-package sono almeno 4: uno per il management, uno per la parte di ricerca e analisi, uno per la parte di formazione/organizzazione di campagne di sensibilizzazione/seminari e uno per la disseminazione del progetto.

Le attività finanziabili sono, per esempio, l'organizzazione di corsi di formazione, workshop, tavole rotonde e seminari di approfondimento.

Importanza fondamentale hanno gli indicatori di progetto, cioè quei valori che misurano l'effettivo raggiungimento degli obiettivi progettuali prefissati.

Un esempio di indicatore è il numero delle persone coinvolte in una campagna di sensibilizzazione, il numero dei seminari organizzati, il numero degli utenti che hanno intercettato la comunicazione di progetto via social network e hanno reagito a un post con un like o un commento.

Gli indicatori permettono alla commissione di valutare oggettivamente il progetto e assegnare il punteggio corretto.

L'assenza di indicatori suggerirà scarsa concretezza progettuale e l'impossibilità di dimostrare i risultati che il progetto mira a raggiungere.

In altre parole, un progetto senza indicatori è un progetto non finanziabile. 

I criteri di aggiudicazione sono:

1.  rilevanza/conformità alla call;

2.  qualità della proposta;

3.  valore aggiunto europeo;

4. valorizzazione del progetto (disseminazione, comunicazione, trasferibilità e sostenibilità);
efficacia in termini di rapporto spesa-risultato. 


Il primo aggiudica 20 punti, il secondo 40 punti, il terzo e il quarto 15 punti ciascuno, e il quinto 10 punti. Altri criteri da considerare sono l'innovazione e l'originalità del progetto; il partenariato deve essere vario da un punto di vista geografico (paesi mediterranei, dell'est e nordici) e deve cercare di coinvolgere sia paesi altamente sviluppati che meno sviluppati.

Infine, ricordiamoci di tenere presenti gli obiettivi della Strategia 2020 che devono guidarci sin dalla primissima fase di ideazione del progetto e che sono innovazione, occupazione, energia, istruzione e lotta alla povertà e al disagio sociale.