Come trovare la propria strada nel digitale e nell'innovazione

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Pubblicato il 28 Gennaio

Start2impact

Oggi vi racconterò 3 storie.

La prima è legata al coraggio di cambiare strada e di reinventarsi.

Quando ero a scuola ero un ragazzo calmo, tranquillo e a scuola me la cavavo. Uno come tanti.

Alla fine del liceo non sapevo cosa fare: ero indeciso fra Giurisprudenza e Fashion Design.

I miei mi consigliavano Giurisprudenza perché era un percorso ritenuto sicuro, io sognavo la moda e avevo anche caricato la mia prima collezione sul mio profilo Facebook nell’album "Knit Mania for Him". 

Tutt’oggi, a distanza di 10 anni, non ci sono mi piace! 

Alla fine scelsi Giurisprudenza per diventare avvocato e rendere i miei genitori orgogliosi di me.

Per anni ho studiato mattoni di libri pensando di diventare avvocato, ma senza avere una precisa idea di quale fosse la vita di tutti i giorni dell’avvocato.

Facendo uno stage curriculare al quinto anno, scoprii che la vita tipica dell’avvocato non era quella tipica dei telefilm come Suits, c’era molta meno passione ed era una vita più simile a quella di una costante fila nei vari tribunali.

Ancora oggi, quando passo dall’ufficio del giudice di pace mentre vado a correre a Monte Mario a Roma, vedo spesso le stesse persone che ogni giorno passano le loro mattine aspettando in fila il loro turno.

Oltre a questo, all'epoca - e ancora oggi - tanti studi legali non pagano i neolaureati per i primi mesi con la scusa che ti devono formare e se tu non accetti, tanto ne trovano un altro. Questo succede purtroppo in tanti lavori tradizionali.

Tuttavia, mi laureai comunque perché ormai mi mancava solo la tesi, ma mi sentivo un fallito: ci avevo messo 5 anni a capire che quella carriera non faceva per me.

Quando sei per 5 anni su qualcosa, vi assicuro che è difficile cambiare. È molto più facile andare avanti per inerzia, come fa le maggioranza delle persone.

Eppure se ci pensiamo bene, 5 anni su un’intera vita non sono niente.

Per questo decisi di dire basta alla carriera di avvocato.

Perché se avessi proseguito per accontentare le aspettative che altri avevano su di me, non avrei perso 5 anni, avrei perso un’intera vita.

Dove sono oggi, lo devo al coraggio di aver cambiato strada e scoprire nuove passioni, nuovi mondi, studiando notte e giorno argomenti completamente diversi rispetto agli anni prima.

Così riuscii a reinventarmi come digital marketing manager di alcuni parlamentari.

Un lavoro che all’epoca neanche esisteva. Perché i politici usavano solo gli uffici stampa per comunicare all’esterno, ma avevo intuito che qualcosa stava cambiando, guardando quello che stava succedendo negli Stati Uniti e gli investimenti crescenti nel digitale.

Essere in Italia, dove purtroppo spesso le innovazioni arrivano qualche anno dopo, per certi versi è un vantaggio, perché se sai guardarti bene intorno, puoi prevedere il futuro.

Il coraggio di andare contro corrente e di guardare oltre è qualcosa che va allenato ogni giorno.

Per questo, ad esempio, abbiamo sfidato la nostra community su start2impact (di cui sono fondatore) a compiere dei gesti di cura verso l’ambiente e le persone.

E loro, anziché lamentarsi di come è oggi il mondo e che non spetta a loro occuparsi di queste cose, hanno fatto dei gesti concreti, imparando a conoscere l’impatto di quei piccoli gesti. 

Su start2impact puntiamo a dare ai giovani un futuro in diverse carriere nell’innovazione: Digital Marketing, UX/UI Design, Programmazione, Intelligenza Artificiale e - in Beta - Blockchain e Startup.

In più, da quest’anno abbiamo alzato l’asticella: vogliamo trasmettere ai giovani non solo le competenze più innovative, ma anche la sensibilità per risolvere le grandi sfide della nostra epoca: dal cambiamento climatico alle disuguaglianze.

In questo doppio percorso di crescita non abbiate paura del giudizio dei vostri genitori, né di quello dei vostri amici. Dovete essere voi a guidarli e tenerli aggiornati su come sta cambiando il mondo, che non è più quello di 20 anni fa.

Elisabetta, la nostra Digital Marketing Specialist, ancora lotta per far capire ai suoi la differenza fra startup e app. E, per chiederle come va il lavoro continuano a chiederle “Eli, come va con l’app?”, mentre a Natale continuano a supplicarla di aggiustare lo scanner!

Non lasciatevi trascinare dalle loro paure su lavori che magari non conoscono o non hanno mai sentito. Abbiate il coraggio di prendere le scelte migliori per voi perché vedervi felici è ciò che vogliono davvero i vostri genitori. Tutto il resto è secondario.

Una delle più belle recensioni che abbiamo ricevuto è quella della mamma di Lorenzo, il nostro Social Media Manager: “ti vedevo ogni giorno al computer e pensavo stessi perdendo tempo, ora che ti vedo felice e sto imparando il senso del tuo lavoro, sono felice per te”

Come direbbe Nelson Mandela: “Possano le tue scelte riflettere le tue speranze, non le tue paure”.

Date il tempo alle persone intorno a voi di capire che essere un programmatore non vuol dire aggiustare stampanti o montare computer e che fare il social media manager, udite udite, è un lavoro!

E arriviamo alla seconda storia: trovare la propria strada.

Prima di cambiare e reinventarsi, spesso abbiamo bisogno di capire cos’altro ci piace, quali sono i nostri talenti, dove ci sono opportunità in crescita, qual è la nostra missione. Non è facile.

Alessandro pensava che gli piacesse pubblicare contenuti sui social e quindi fare Content Marketing, poi ha cominciato a parlare con i ragazzi nei messaggi privati, abbiamo notato la sua empatia e si è conquistato il ruolo di Community Manager. Tutti i membri della Community parlano con lui.

Magari, l’unica cosa strana è che quando torna a casa e i genitori gli chiedono che ha fatto, lui risponde: “Ho risposto tutto il giorno ai messaggi su WhatsApp”. E la faccia dei genitori rimane perplessa e poi gli chiedono: “Ti chiedevo cosa hai fatto a lavoro, non in pausa”.

Da quando ho finito l’Università, ormai 10 anni fa, migliaia di giovani continuano ancora a studiare per lavori dove ormai non c’è più spazio e senza poter provare da subito se quel lavoro fa per loro.

Tutto ciò deve cambiare. Insieme a tutto il team di start2impact, vogliamo che utilizziate al meglio i migliori anni della vostra vita.

Questo è il motivo per cui su start2impact potete imparare lavori innovativi e molto richiesti. Perché questo vi dà il potere di scegliere in che azienda lavorare, anziché essere costretti a lavorare gratis.

Questo è il motivo per cui dopo 1 settimana di studio potete già mettervi alla prova su progetti simili a quelli che troverete in azienda e ricevere feedback da persone che lavorano in quel settore. Alessandro ve lo racconta in questo video.

E se scoprite che la programmazione non fa per voi, potete cambiare e mettervi alla prova su Digital Marketing o UX/UI Design, senza nessun costo extra.

L’idea di un abbonamento all inclusive nasce proprio per togliere qualsiasi barriera all’ingresso nella scoperta di cosa vi piace fare e in cosa siete bravi.

Ad oggi, il 100% delle persone che hanno completato il percorso ha trovato lavoro, un percorso che dura generalmente 3 mesi.

Sta a voi decidere se integrarlo o sostituirlo ai percorsi tradizionali. Noi vi supportiamo in entrambi i casi per raggiungere i vostri obiettivi.

Una volta trovato qualcosa che vi piace e in cui vi sentite portati, non accontentatevi. Cercate di capire anche come poter contribuire a migliorare la vita degli altri con il vostro lavoro.

Potete farvi ispirare dagli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, con start2impact oggi ci occupiamo di battaglie che sentiamo profondamente nostre: migliorare la qualità dell’educazione e soprattutto dare migliori opportunità di lavoro.

Ma non preoccupatevi se oggi siete confusi. Trovare la propria missione richiede tempo.

E ricordate che potete essere il cambiamento che volete vedere nel mondo, anche semplicemente migliorando la vita di ogni persona che incontrate. A volte basterà questo a rendere il mondo un posto migliore per le persone che vi circondano.

E arriviamo alla terza storia: trovare le persone con cui crescere insieme.

Ho conosciuto Virginia a 27 anni. Da allora la mia vita è cambiata molto e sicuramente non sarebbe mai stata così movimentata senza di lei, la zona di comfort con lei semplicemente non esiste.

Il giorno del nostro matrimonio, prima di arrivare, mi ha mandato sua cugina al suo posto. Non sapevo che fare, ero spiazzato. La gente mi guardava come dire: “E mo’ che fai?”. Io, arreso, sapevo che era solo l’inizio.

Dopo la finta sposa è arrivato un altro colpo di scena, Jacopo Mele (tra i 30 under 30 più influenti nella politica europea secondo Forbes), che il giorno del nostro matrimonio, ha finto di opporsi perché diceva di essersi innamorato. No, non di Virginia. Di me.

Ovviamente anche questa è stata un’idea di Virginia e io mi sono pure innervosito perché fino alla fine sembrava che Jacopo si riferisse a Virginia con il suo discorso d’amore. Ricordo di aver interrotto Jacopo guardando Virginia e dicendole: “Ma lo devo buttare fuori? Come si esce da questa situazione?”. Sembrava di essere al cinema, la gente piangeva dal ridere.

Ricordate quando vi dicevo che la zona di comfort con lei semplicemente non esiste? Adesso penso sia chiaro a tutti cosa intendevo e una grande parte della mia crescita la devo a lei e al suo modo di essere.

Virginia è una persona incredibile, fuori dagli schemi in ogni senso e allo stesso tempo con una capacità fuori dal comune di entrare in contatto con l’anima delle persone. È qualcosa che è difficile spiegarvi a parole.

Con lei ho imparato ad andare oltre il lavoro. Considerate che amo talmente tanto il mio lavoro che i primi 2 anni ho lavorato molto spesso 16 ore al giorno. Poi mi sono spezzato la schiena. E per un mese ho dovuto staccare e passavo le mie giornate a nuotare in piscina.

Con Virginia sono riuscito a trovare un equilibrio fra vita personale e vita lavorativa, perché noi due oltre a vivere insieme, lavoriamo anche insieme dato che abbiamo co-fondato start2impact.

Con lei sono andato oltre le credenze con cui sono cresciuto, ho scoperto la filosofia buddista e la tradizione inca, riuscendo a risolvere problemi che avevo sin da quando ero bambino, in particolare quello del sonno.

Sembra paradossale, ma se vogliamo cambiare il mondo, dobbiamo prima “cambiare” noi stessi e toglierci tutte le paure, gli schemi e le strutture con cui siamo nati e che scopriamo che non ci appartengono.

Conoscere altre culture, entrare nel loro modo di pensare, non è una perdita, ma è invece fondamentale per conoscere meglio noi stessi.

Mentre conoscerete altre culture, altri modi di pensare, ci saranno momenti in cui sembrerete strani agli occhi degli altri, ma saranno proprio quei momenti a definire chi volete essere.

Una persona che ha paura del giudizio degli altri, o una persona che è libera di conoscere se stesso.

L’augurio che vi faccio è di svegliarvi ogni giorno felici di quello che state facendo e delle persone che avete intorno. Se per troppi giorni questo non succede, ricordatevi che potete cambiare strada.

E una volta trovata la vostra strada ricordatevi l’importanza di contribuire anche alla felicità degli altri, perché quando accendete un fuoco per gli altri, in realtà state illuminando anche la vostra strada!

 

Spero che questo discorso vi possa essere di ispirazione, è stato il discorso con cui ho inaugurato il ciclo di eventi start2inspire. Trovate qui il video completo.

 

Per commenti su questo articolo potete scrivermi nei commenti oppure se volete maggiori informazioni su start2impact potete scrivere su WhatsApp ad Alessandro, il nostro Community Manager.

 

Menzionate che arrivate da Tutored e riceverete in regalo una risorsa personalizzata per voi.

 

Un abbraccio,

 

Gherardo Liguori

CEO start2impact