Tutored incontra Beatrice, vincitrice della Unilever’s Future Leaders League

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Pubblicato il 27 Agosto

Unilever

Unilever segue e guida costantemente gli studenti universitari con l’obiettivo di avvicinarli concretamente al mondo del lavoro. È per questo che ogni anno organizza la Unilever’s Future Leaders League, la marketing competition dinamica che riunisce studenti da tutto il mondo, desiderosi di sperimentare e conoscere più da vicino quali sono gli esempi di Leaders, cosa significa Leadership e come essa si evolve.

L’esperienza dell’UFLL è 100% pratica e permette ai partecipanti di capire e conoscere dall’interno il funzionamento di un business di successo e, al tempo stesso, di sviluppare competenze soft e hard che permetteranno loro di sperimentare e prepararsi per diventare leader di domani.

La Competition è suddivisa in due grandi parti, una prima parte nazionale e una seconda internazionale, dove i vincitori di ciascun Paese coinvolto si sfidano per aggiudicarsi il premio finale. 

Nell’edizione di quest’anno, che si è svolta in modalità digitale per via dell’emergenza Covid-19, Unilever e Tutored hanno collaborato insieme, proponendo una challenge dedicata a Gelateria Carte D’Or, il brand di Unilever lanciato appositamente per il formato da asporto dei prodotti della marca.

I team sfidanti si sono cimentati nel trovare una soluzione per rispondere ai quesiti richiesti nel business case, attraverso la realizzazione di un’analisi di mercato, l’elaborazione di una strategia e di un piano d’azione che hanno presentato alla giuria, composta da senior managers provenienti da funzioni diverse.

Insieme a Francesco e Pietro, Beatrice è uno dei membri di The Vanilla Surfers, la squadra vincitrice del round italiano, nonché terza classificata sul podio nel round mondiale!

Ecco l'intervista realizzata con il team di Tutored:

Quale università e quale percorso di studi hai scelto? 

Sono al primo anno di magistrale del Master in International Business and Entrepreneurship con major in Digital Management all’università Pavia.

Hai avuto l'opportunità di vivere e studiare all'estero. Quanto è stato importante per te, a livello accademico e/o professionale? 

Il semestre che ho passato in Francia durante la laurea triennale è stato decisivo per me. Ho cambiato le mie abitudini, imparato ad essere più flessibile, ho decisamente migliorato le mie skills relazionali e ho imparato a sfidare me stessa ad uscire dalla mia zona di comfort e superare continui ostacoli, piccoli e grandi. Sono una forte sostenitrice del fatto che dalla diversità si impari molto: fare esperienze all'estero, sperimentare diversi metodi di insegnamento e lavorare con team internazionali è uno dei fattori che contribuisce di più alla crescita sia personale che professionale, motivo per il quale a Settembre partirò per un programma di doppia laurea in Francia.

Ti sei candidata per partecipare alla UFLL tramite tutored: come hai scoperto la challenge? Com'è stato il processo di candidatura e selezione? 

Ho visto una pubblicità su Instagram a due giorni dalla deadline. Volevo in team due persone capaci e di cui potermi fidare: Pietro e Francesco erano perfetti. Così ci siamo candidati come team The Vanilla Surfers. Dopo qualche giorno ci è arrivata la mail dicendo che avevamo passato la selezione.

Che tipo di esperienza è stata per te l’UFLL: descrivila in una parola

Se dovessi scegliere una parola per descrivere questa esperienza, direi “Elettrizzante”

Cos'hai imparato da quest'esperienza? Credi siano importanti questi tipi di attività? Perché? 

Ho imparato a non fermarmi alla prima idea, a svilupparne anche più d'una contemporaneamente e valutare strada facendo qual è la migliore. Ho imparato ad avere un metodo di lavoro più preciso. Ho anche imparato ad essere più creativa, a non stancarmi di fare ricerche e studiare e approfondire diversi temi.

Ho imparato che in un team coeso le difficoltà aiutano a crescere.  Credo che queste attività siano fondamentali. In Francia ho realizzato che studiare dai libri non è l'unico modo che abbiamo per imparare; facevo molti laboratori e progetti. Una volta tornata in Italia non volevo abbandonare questa modalità di apprendimento, motivo per il quale ho iniziato a partecipare a diversi progetti extra universitari. 

 

Leggi tutte le storie del team: 

- Tutored incontra Francesco

- Tutored incontra Pietro