Pubblicato il 03 Sep 2020
Pubblicato il 03 Sep 2020
Il percorso internazionale di Beatrice, Consultant in Capgemini

Il percorso internazionale di Beatrice, Consultant in Capgemini


Beatrice ha alle spalle un percorso accademico e professionale dal respiro europeo, vissuto tra la Germania, Strasburgo e Bruxelles.


Tutored è il punto di incontro tra studenti, giovani laureati e aziende. All’interno della nostra piattaforma, gli utenti possono scoprire gli sbocchi lavorativi in base al loro percorso di studio, esplorare le aziende e candidarsi alle numerose opportunità di stage, lavoro e graduate program. 

All’interno della piattaforma, ci piace raccontare le storie di giovani talenti che hanno fatto un percorso di studio brillante e oggi lavorano presso importanti realtà. 


In quale università hai studiato e quale percorso di studi hai scelto?

Il mio percorso di studi universitari è iniziato con l’Università degli Studi di Padova, dove ho studiato Economia Internazionale. I meccanismi economici a livello internazionale hanno iniziato ad affascinarmi già ai tempi delle scuole superiori. Avendo frequentato un istituto tecnico economico avevo già iniziato a conoscere materie come il diritto e l’economia politica. Inoltre, l’internazionalità è sempre stato un “must” nella mia vita. Fin dall’adolescenza cercavo di relazionarmi con altre culture e imparare nuove lingue. 

Durante il percorso di studi in Economia Internazionale ho avuto l’opportunità di frequentare per l’intero terzo anno la Ruhr Universitaet di Bochum (DE). 

Una volta rientrata dall’esperienza decisi di iscrivermi all’Università Ca’ Foscari di Venezia, università che offre moltissimi scambi internazionali. 

Dopo aver frequentato un anno il corso di Global Development and Entrepreneurship partii per uno scambio a Strasburgo (FR) dove ho frequentato il Programme Grande Ecole all’EM Strasbourg Business School. 

Hai svolto parte del tuo percorso universitario all'estero: quale meta hai scelto e perchè? Quanto è importante secondo te svolgere un periodo di studi fuori dall'italia e dalla propria comfort zone?

Data la mia inclinazione per l’internazionalità espressa fin dall’adolescenza, non appena ho sentito parlare del programma Erasmus all’università di Padova non ho esitato a mandare la mia candidatura per la destinazione che da sempre sognavo: Parigi. 

Essendo una destinazione molto ricercata, non fui presa alla prima selezione ma, fortunatamente, il sistema universitario di Padova proponeva una sorta di ripescaggio per le destinazioni rimaste disponibili. Dopo qualche esitazione e paura nei confronti di un paese che non conoscevo e la cui lingua era a me totalmente sconosciuta, partii per la Germania, in un bellissimo campus universitario in una cittadina non distante da Düsseldorf: la Ruhr Universitaet di Bochum. Scelsi questa destinazione dopo un’accurata ricerca tra i corsi proposti dall’università erogati in inglese e in linea con i miei studi (un mix tra economics e management). 

La mia prima esperienza all’estero, da sola, ha decisamente cambiato la mia vita. 

Durante l’esperienza ho avuto l’opportunità di sentirmi una studentessa tedesca, svolgere la tesi con un professore tedesco e svolgere un tirocinio in una start-up tedesca. Mi sono messa in gioco e ho ricevuto moltissima soddisfazione e opportunità in cambio. 

Non potendo parlare la lingua locale, mi esprimevo maggiormente in inglese mentre studiavo tedesco nel tempo libero. Non è stato facile inizialmente uscire dalla comfort zone prima della partenza. Sono molto felice di averlo fatto, dopo pochissimo tempo sono riuscita ad adattarmi e soprattutto, al mio ritorno, non ero più la stessa persona di prima.

Quest’esperienza mi ha fatto sentire decisamente più Europea che italiana e mi ha mostrato come sia possibile studiare e lavorare in altri paesi. Mi ha decisamente aperto la mente e fatto conoscere molte altre culture. Dopo questa prima esperienza infatti, non ho esitato a farne una seconda: l’EM Business School di Strasburgo

Aver già fatto una prima esperienza fuori mi ha decisamente aiutato per la seconda. Strasburgo per me era come essere a casa con l’opportunità di avere professori da tutto il mondo e studenti da tutto il mondo. Inoltre, data la prima esperienza durante la quale ho migliorato tutte le mie skills linguistiche e non solo il tedesco o l’inglese (ma anche spagnolo e francese), non avevo nessuna difficoltà linguistica e ho potuto frequentare corsi in francese e inglese e integrarmi al 100% con gli altri studenti locali.

La qualità dei corsi offerti dalla Business School era notevole e, grazie a quest’esperienza, ho scoperto il mondo dell’IT e del coding (frequentai un corso di Visual Basic for finance) 

Dopo questa seconda esperienza di un anno, mi dissi che dovevo restare nel nord europa e continuare a conoscere i punti di vista diversi delle persone di diverse culture, migliorare le skills linguistiche e creare un networking per riuscire a raggiungere il mio posto di lavoro ideale. 

Al tempo non ero ancora consapevole del tipo di lavoro che cercavo ma iniziavo ad interrogarmi su cosa mi piaceva e non mi piaceva. Iniziai quindi ad inviare dei curriculum per poter svolgere un tirocinio che mi permetteva di svolgere un lavoro di ricerca per la mia tesi. Iniziai a lavorare a Bruxelles in un centro di ricerca per studi europei.

Grazie a queste esperienze ad oggi sono bilingue in italiano e francese e conosco, a diversi livelli, altre quattro lingue. Ho inoltre avuto l’opportunità di conoscere nuove culture, punti di vista, avere visibilità su quanto il mercato del lavoro può offrire e trovare la mia strada nel mondo dell’IT.

Quale attività extra-universitaria pensi sia stata davvero importante per la tua carriera? Un consiglio che daresti a chi sta studiando in questo momento?


Tutte le attività extra-universitarie sono state per me molto importanti per la mia carriera. Sono soprattutto le attività extra universitarie che mi hanno permesso di capire cosa mi piace, le mie inclinazioni e i miei valori. Con attività extra universitarie intendo laboratori di orientamento, corsi di lingua, tirocini, corsi extra a libera scelta.

Mi sento di consigliare gli studenti di svolgere il maggior numero di tirocini possibili durante gli studi, è estremamente importante cogliere l’opportunità di essere in pieni studi per poter sperimentare diversi posti di lavoro e chiedersi se davvero ci piacciono.

Personalmente ho svolto un tirocinio al ministero degli affari esteri a Roma dove svolgevo analisi economiche e supportavo nell’organizzazione di eventi e conferenze; un tirocinio nell’ambito del marketing in una start up tedesca che è proseguito poi da remoto per un anno come “mini job” durante gli studi; un tirocinio in un importante think tank a bruxelles dove facevo ricerca economica e dove ho scritto una tesi sulle politiche dell’unione europea sulla plastica. 


Oggi lavori in Capgemini: come ci sei arrivata e come si sono svolte le selezioni? 


Quando ho mandato la mia candidatura a Capgemini vivevo in Belgio e svolgevo il ruolo di Business Analyst in un’azienda di consulenza, parte di un grosso gruppo francese che si occupa di telecomunicazioni. 

Le selezioni con Capgemini si sono svolte totalmente da remoto data la mia distanza geografica e consistevano in una serie di colloqui con diverse figure interne all’azienda per un totale di cinque colloqui. Ho deciso di mandare la candidatura in Capgemini perché il lavoro che svolgevo in Belgio mi piaceva e volevo avere l’opportunità di poterlo svolgere nel mio paese d’origine portando il background acquisito durante le mie esperienze all’estero.

Di cosa ti occupi in qualità di Consultant in Capgemini?

Ad oggi svolgo il ruolo di Business Analyst/Data Analyst per il settore Financial Services e mi sto formando professionalmente verso tematiche innovative come Business Intelligence e Big Data. Sono sempre stata interessata a lavorare per Capgemini in quanto azienda leader mondiale e all’avanguardia nell’innovazione e soprattutto, che ritiene che le persone siano importanti ed è infatti portatrice di valori in cui crede e rispetta: onestà, iniziativa, fiducia, libertà, spirito di squadra, modestia, divertimento. 

In Capgemini offro consulenza lavorando a progetto con l’obbiettivo di fornire servizi B2B in ambito system integrations con l’obbiettivo di capire i bisogni del business, raccogliere i requisiti funzionali relativi al sistema da implementare e integrare, comunicarli in termini tecnico-funzionali ai developpers/data scientists rispettando e garantendo una metodologia progettuale Agile per poter dare flessibilità e risposte rapide ai cambi di requisiti fornendo qualità ai nostri clienti. 

Prima di arrivare in Capgemini hai svolto numerose esperienze lavorative: quali sono quelle che ti hanno formato di più professionalmente?


Credo personalmente che ogni esperienza sia formativa e aiuti a crescere e capire cosa può e non piacere. Col senno di poi mi sono resa conto che anche le esperienze che m erano piaciute meno o che erano meno in linea con le mie corde sono state per me formative anche in termini di soft skills e language skills, ad oggi fondamentali. 

Lavorare al ministero degli esteri e in un think tank svolgendo ricerche e analisi è stato sicuramente fondamentale per provare da vicino cosa significa lavorare nel settore pubblico e del no profit. Ho infatti grazie queste esperienze capito che quel tipo di settore sono sicuramente di mio interesse ma un po’ più lontani rispetto a quello che cerco: un luogo di lavoro che rispecchi i miei valori e che porti a dei concreti miglioramenti delle nostre società. 

La mia prima esperienza in Belgio come Business Analyst mi ha sicuramente formato e permesso di entrare ad oggi in Capgemini. Mi ha fatto inoltre capire come tecnologia e sostenibilità ambientale siano in realtà due temi molto correlati tra loro. Questo mi permette di poter lavorare in un settore in crescita e poter acquisire competenze applicabili anche in ambito di sostenibilità ambientale attraverso la digitalizzazione.  


Sei un recruiter? Scopri come digitalizzare le strategie di employer branding e recruiting della tua azienda grazia a tutored. Attrai e assumi giovani talenti: scopri Tutored Business.

Beatrice ha alle spalle un percorso accademico e professionale dal respiro europeo, vissuto tra la Germania, Strasburgo e Bruxelles.


Tutored è il punto di incontro tra studenti, giovani laureati e aziende. All’interno della nostra piattaforma, gli utenti possono scoprire gli sbocchi lavorativi in base al loro percorso di studio, esplorare le aziende e candidarsi alle numerose opportunità di stage, lavoro e graduate program. 

All’interno della piattaforma, ci piace raccontare le storie di giovani talenti che hanno fatto un percorso di studio brillante e oggi lavorano presso importanti realtà. 


In quale università hai studiato e quale percorso di studi hai scelto?

Il mio percorso di studi universitari è iniziato con l’Università degli Studi di Padova, dove ho studiato Economia Internazionale. I meccanismi economici a livello internazionale hanno iniziato ad affascinarmi già ai tempi delle scuole superiori. Avendo frequentato un istituto tecnico economico avevo già iniziato a conoscere materie come il diritto e l’economia politica. Inoltre, l’internazionalità è sempre stato un “must” nella mia vita. Fin dall’adolescenza cercavo di relazionarmi con altre culture e imparare nuove lingue. 

Durante il percorso di studi in Economia Internazionale ho avuto l’opportunità di frequentare per l’intero terzo anno la Ruhr Universitaet di Bochum (DE). 

Una volta rientrata dall’esperienza decisi di iscrivermi all’Università Ca’ Foscari di Venezia, università che offre moltissimi scambi internazionali. 

Dopo aver frequentato un anno il corso di Global Development and Entrepreneurship partii per uno scambio a Strasburgo (FR) dove ho frequentato il Programme Grande Ecole all’EM Strasbourg Business School. 

Hai svolto parte del tuo percorso universitario all'estero: quale meta hai scelto e perchè? Quanto è importante secondo te svolgere un periodo di studi fuori dall'italia e dalla propria comfort zone?

Data la mia inclinazione per l’internazionalità espressa fin dall’adolescenza, non appena ho sentito parlare del programma Erasmus all’università di Padova non ho esitato a mandare la mia candidatura per la destinazione che da sempre sognavo: Parigi. 

Essendo una destinazione molto ricercata, non fui presa alla prima selezione ma, fortunatamente, il sistema universitario di Padova proponeva una sorta di ripescaggio per le destinazioni rimaste disponibili. Dopo qualche esitazione e paura nei confronti di un paese che non conoscevo e la cui lingua era a me totalmente sconosciuta, partii per la Germania, in un bellissimo campus universitario in una cittadina non distante da Düsseldorf: la Ruhr Universitaet di Bochum. Scelsi questa destinazione dopo un’accurata ricerca tra i corsi proposti dall’università erogati in inglese e in linea con i miei studi (un mix tra economics e management). 

La mia prima esperienza all’estero, da sola, ha decisamente cambiato la mia vita. 

Durante l’esperienza ho avuto l’opportunità di sentirmi una studentessa tedesca, svolgere la tesi con un professore tedesco e svolgere un tirocinio in una start-up tedesca. Mi sono messa in gioco e ho ricevuto moltissima soddisfazione e opportunità in cambio. 

Non potendo parlare la lingua locale, mi esprimevo maggiormente in inglese mentre studiavo tedesco nel tempo libero. Non è stato facile inizialmente uscire dalla comfort zone prima della partenza. Sono molto felice di averlo fatto, dopo pochissimo tempo sono riuscita ad adattarmi e soprattutto, al mio ritorno, non ero più la stessa persona di prima.

Quest’esperienza mi ha fatto sentire decisamente più Europea che italiana e mi ha mostrato come sia possibile studiare e lavorare in altri paesi. Mi ha decisamente aperto la mente e fatto conoscere molte altre culture. Dopo questa prima esperienza infatti, non ho esitato a farne una seconda: l’EM Business School di Strasburgo

Aver già fatto una prima esperienza fuori mi ha decisamente aiutato per la seconda. Strasburgo per me era come essere a casa con l’opportunità di avere professori da tutto il mondo e studenti da tutto il mondo. Inoltre, data la prima esperienza durante la quale ho migliorato tutte le mie skills linguistiche e non solo il tedesco o l’inglese (ma anche spagnolo e francese), non avevo nessuna difficoltà linguistica e ho potuto frequentare corsi in francese e inglese e integrarmi al 100% con gli altri studenti locali.

La qualità dei corsi offerti dalla Business School era notevole e, grazie a quest’esperienza, ho scoperto il mondo dell’IT e del coding (frequentai un corso di Visual Basic for finance) 

Dopo questa seconda esperienza di un anno, mi dissi che dovevo restare nel nord europa e continuare a conoscere i punti di vista diversi delle persone di diverse culture, migliorare le skills linguistiche e creare un networking per riuscire a raggiungere il mio posto di lavoro ideale. 

Al tempo non ero ancora consapevole del tipo di lavoro che cercavo ma iniziavo ad interrogarmi su cosa mi piaceva e non mi piaceva. Iniziai quindi ad inviare dei curriculum per poter svolgere un tirocinio che mi permetteva di svolgere un lavoro di ricerca per la mia tesi. Iniziai a lavorare a Bruxelles in un centro di ricerca per studi europei.

Grazie a queste esperienze ad oggi sono bilingue in italiano e francese e conosco, a diversi livelli, altre quattro lingue. Ho inoltre avuto l’opportunità di conoscere nuove culture, punti di vista, avere visibilità su quanto il mercato del lavoro può offrire e trovare la mia strada nel mondo dell’IT.

Quale attività extra-universitaria pensi sia stata davvero importante per la tua carriera? Un consiglio che daresti a chi sta studiando in questo momento?


Tutte le attività extra-universitarie sono state per me molto importanti per la mia carriera. Sono soprattutto le attività extra universitarie che mi hanno permesso di capire cosa mi piace, le mie inclinazioni e i miei valori. Con attività extra universitarie intendo laboratori di orientamento, corsi di lingua, tirocini, corsi extra a libera scelta.

Mi sento di consigliare gli studenti di svolgere il maggior numero di tirocini possibili durante gli studi, è estremamente importante cogliere l’opportunità di essere in pieni studi per poter sperimentare diversi posti di lavoro e chiedersi se davvero ci piacciono.

Personalmente ho svolto un tirocinio al ministero degli affari esteri a Roma dove svolgevo analisi economiche e supportavo nell’organizzazione di eventi e conferenze; un tirocinio nell’ambito del marketing in una start up tedesca che è proseguito poi da remoto per un anno come “mini job” durante gli studi; un tirocinio in un importante think tank a bruxelles dove facevo ricerca economica e dove ho scritto una tesi sulle politiche dell’unione europea sulla plastica. 


Oggi lavori in Capgemini: come ci sei arrivata e come si sono svolte le selezioni? 


Quando ho mandato la mia candidatura a Capgemini vivevo in Belgio e svolgevo il ruolo di Business Analyst in un’azienda di consulenza, parte di un grosso gruppo francese che si occupa di telecomunicazioni. 

Le selezioni con Capgemini si sono svolte totalmente da remoto data la mia distanza geografica e consistevano in una serie di colloqui con diverse figure interne all’azienda per un totale di cinque colloqui. Ho deciso di mandare la candidatura in Capgemini perché il lavoro che svolgevo in Belgio mi piaceva e volevo avere l’opportunità di poterlo svolgere nel mio paese d’origine portando il background acquisito durante le mie esperienze all’estero.

Di cosa ti occupi in qualità di Consultant in Capgemini?

Ad oggi svolgo il ruolo di Business Analyst/Data Analyst per il settore Financial Services e mi sto formando professionalmente verso tematiche innovative come Business Intelligence e Big Data. Sono sempre stata interessata a lavorare per Capgemini in quanto azienda leader mondiale e all’avanguardia nell’innovazione e soprattutto, che ritiene che le persone siano importanti ed è infatti portatrice di valori in cui crede e rispetta: onestà, iniziativa, fiducia, libertà, spirito di squadra, modestia, divertimento. 

In Capgemini offro consulenza lavorando a progetto con l’obbiettivo di fornire servizi B2B in ambito system integrations con l’obbiettivo di capire i bisogni del business, raccogliere i requisiti funzionali relativi al sistema da implementare e integrare, comunicarli in termini tecnico-funzionali ai developpers/data scientists rispettando e garantendo una metodologia progettuale Agile per poter dare flessibilità e risposte rapide ai cambi di requisiti fornendo qualità ai nostri clienti. 

Prima di arrivare in Capgemini hai svolto numerose esperienze lavorative: quali sono quelle che ti hanno formato di più professionalmente?


Credo personalmente che ogni esperienza sia formativa e aiuti a crescere e capire cosa può e non piacere. Col senno di poi mi sono resa conto che anche le esperienze che m erano piaciute meno o che erano meno in linea con le mie corde sono state per me formative anche in termini di soft skills e language skills, ad oggi fondamentali. 

Lavorare al ministero degli esteri e in un think tank svolgendo ricerche e analisi è stato sicuramente fondamentale per provare da vicino cosa significa lavorare nel settore pubblico e del no profit. Ho infatti grazie queste esperienze capito che quel tipo di settore sono sicuramente di mio interesse ma un po’ più lontani rispetto a quello che cerco: un luogo di lavoro che rispecchi i miei valori e che porti a dei concreti miglioramenti delle nostre società. 

La mia prima esperienza in Belgio come Business Analyst mi ha sicuramente formato e permesso di entrare ad oggi in Capgemini. Mi ha fatto inoltre capire come tecnologia e sostenibilità ambientale siano in realtà due temi molto correlati tra loro. Questo mi permette di poter lavorare in un settore in crescita e poter acquisire competenze applicabili anche in ambito di sostenibilità ambientale attraverso la digitalizzazione.  


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