Biotecnologie: informazioni utili per lo studente

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Pubblicato 18 Marzo

Alcune informazioni utili per chi studia Biotecnologie

Partiamo con il dire complimenti a chi ha scelto biotecnologie, sicuramente è una facoltà non di poco impegno.

Biotecnologie o tecnologia biologica è un termine generico con il quale si indicano tutte le applicazioni tecnologiche della biologia.

"Le biotecnologie sono l'applicazione tecnologica che si serve dei sistemi biologici, degli organismi viventi o di derivati di questi per produrre o modificare prodotti o processi per un fine specifico".

La biotecnologia, quindi, può essere definita come quel ramo della biologia riguardante l'utilizzo di esseri viventi al fine di ottenere beni o servizi utili al soddisfacimento dei bisogni della società. Nel linguaggio corrente, si utilizza più frequentemente il termine al plurale, ad indicare la pluralità di tecnologie sviluppate e i relativi ambiti di applicazione.

Le biotecnologie sono utilizzate nel settore agroalimentare per ottimizzare il ruolo dei microrganismi nella produzione di alimenti comuni. La conoscenza più approfondita dei processi fermentativi ha portato negli ultimi decenni il settore agroalimentare ad essere sempre più influenzato dalle biotecnologie.

5 cose che devi sapere

1.  Cosa studi alla triennale?

Studi soprattutto Scienze Biologiche, Chimica e Scienze Mediche. 9 su 10 studenti laureati ha conquistato il titolo a 24 anni, impiegando mediamente 4 anni e mezzo e con voto medio pari a 100,8. Gli studi sono stati supportati da qualche esperienza di studio all’estero e stage formativi.

2. Dopo il primo livello

In questa facoltà si tende a proseguire gli studi con la magistrale (84%), puntando o su Biotecnologie mediche, veterinarie e farmaceutiche (scelto dal 59%) o Biotecnologie industriali (20%), ma anche Biologia (10%).

3. Dopo aver concluso la magistrale?

Dopo 5 anni dalla laurea, per chi ha scelto la magistrale nel ramo industriale il mercato del lavoro é aperto ed attivo (85%), ma non va male neppure a chi ha fatto Biotecnologie mediche, veterinarie e farmaceutiche (81%). Un po’ meno bene, ma non malissimo a chi ha puntato su Biologia (76%).

4. Prospettiva futura del lavoro?

I laureati in Biotecnologie industriali, a 5 anni dal titolo, guadagnano in media 1.450 euro netti al mese. Di poco diminuisce ai professionisti laureati in Biotecnologie mediche, veterinarie e farmaceutiche, che si assestano su 1.419 euro mensili. Segue Biologia con uno stipendio mensile pari a 1.161 euro.

La stabilità lavorativa coinvolge 53 laureati/100 per Biologia, e circa il 52% dei laureati in Biotecnologie Industriali. Biotecnologie mediche, veterinarie e farmaceutiche, il 41% è stabile. Ma dentro a questi “stabili” c’è anche chi sceglie di mettersi in proprio.

5. Dove vai? Sanità, Istruzione e Industria chimica

La maggioranza dei laureati in Biotecnologie mediche, veterinarie e farmaceutiche si inserisce nel settore della sanità (28%) e dell’istruzione e ricerca (25%), così come i laureati in Biologia (26% lavora nella sanità, il 23% nell’istruzione e ricerca). C’è poi un bel gruppetto, il 31%, dei laureati in Biotecnologie industriali che opera sempre nel campo dell’istruzione e ricerca; a seguire l’industria chimica ed energetica, dove trova lavoro circa 1 laureato su 5.

Prospettive di lavoro

Tra la tanta incertezza sul lavoro nel contesto italiano attuale, salta subito all'occhio un commento fatto dal "Sole 24 Ore". La nota testata afferma che "Una laurea in questo settore può essere una fortuna!". Nel biotecnologico tricolore lavorano più di 9.200 persone, e il rapporto evidenzia che è un settore ad alta intensità di ricerca. Sono quasi 500 imprese, fatturano oltre 9,4 miliardi di euro e hanno previsioni di crescita nel medio-lungo periodo.

Questo settore in continua evoluzione, conta però ancora troppi pochi iscritti alla facoltà (circa 10000 studenti) suddivisi per i diversi rami attinenti alla macro area. L’industria biotecnologica italiana è protagonista di uno sviluppo, riconducibile a diversi fattori tra i quali l’eccellenza della ricerca accademica e industriale, e la straordinaria capacità delle imprese di trasformare l’innovazione in prodotti di valore.

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