Tutored incontra Camillo, Enterprise Sales Specialist in Cisco Italia

Camillo, Enterprise Sales Specialist in Cisco Italia image Camillo, Enterprise Sales Specialist in Cisco Italia
Pubblicato 3 Febbraio

Le esperienze accademiche e professionali di Camillo lo hanno portato in giro per il mondo, a studiare e lavorare in contesti dinamici e internazionali. 


Tutored è il punto di incontro tra studenti, giovani laureati e aziende. All’interno della nostra piattaforma, i membri hanno la possibilità di scoprire gli sbocchi lavorativi in base al loro percorso di studi, conoscere grandi aziende e candidarsi alle numerose opportunità di stage, lavoro e graduate program. La nostra community è formata da giovani uniti dall'ambizione. Su Tutored, raccontiamo le loro storie ed esperienze, con l'obiettivo di ispirare i più giovani e dare un'idea concreta del mondo del lavoro.


Quanto è importante, secondo te, un'esperienza di studio all'estero?


L’aspetto piu’ interessante che mi porto dietro dalle università negli USA e Spagna è la praticità dei concetti studiati (i.e. presentation skills) assieme al network internazionale che mi sono costruito. 

A mio avviso è importante fare un’esperienza all’estero e non importa se essa sia di studio o di lavoro. Credo che vivere a contatto con una cultura diversa porta tre benefit chiave:

1. La sicurezza in se stessi sapendo che mettendosi in gioco si esce profondamente cambiati

2. L’ attitudine all’adattamento e all’accettazione di opinioni discordanti dalle nostre, attributo fondamentale per promuovere il teamwork aziendale

3. L’apertura ad opportunita’ in mercati internazionali che possono accelerare la nostra carriera

Oggi lavori in Cisco: come ci sei arrivato e come si sono svolte le selezioni? 


Durante l’università ho sviluppato una grande passione per la trasformazione digitale curando un blog sull’IoT. Dopo un anno e mezzo d’esperienza lavorativa, ho scritto ad una mia ex compagna d’ università che faceva parte del CSAP (Cisco Sales Associate Program) per chiedere un feedback a riguardo.

Ho capito subito che sarebbe stata l’opportunità per esprimere la mia passione per la trasformazione digitale e mi sono candidato. La selezione si è svolta tra colloqui virtuali ed un assesstment center ad Amsterdam.

Il primo anno di CSAP, infatti, è stato in Olanda, dove assieme ad altri 80 professionisti di 30 paesi diversi abbiamo partecipato a corsi tecnici e commerciali per imparare a comunicare il valore delle tecnologie Cisco ai clienti. Dopo quest’esperienza sono rientrato nel team sales di Cisco Italia; tuttavia le relazioni costruite con la CSAP Family di Amsterdam sono rimaste intatte, rappresentando un grande valore umano e di network professionale. 

Di cosa ti occupi in qualità di Account Manager in Cisco?


Mi occupo di gestire le relazioni tra Cisco e 80 aziende presenti sulla Costa Tirrenica Italiana. Il mio obiettivo è rappresentare la porta d’ingresso per questi clienti all’interno di Cisco, una realtà molto grande e sfaccettata. Sono infatti 5 gli ambiti tecnologi di cui mi occupo: collaboration, data center, networking, cybersecurity e IoT.

Nel ruolo è fondamentale esser curiosi per ascoltare le necessità di business dei miei clienti e costruire forti relazioni umane, così da essere considerato il loro consigliere di fiducia. Oltre che con i clienti si costruiscono forti rapporti con i partner Cisco che hanno il ruolo chiave di fornire servizi d’integrazione e post vendita attorno alle nostre tecnologie. 


Quali sono le differenze tra essere un Account Manager generalista ed un Sales Specialist all'interno di una Tech company?


Grazie della domanda, che cade a pennello: al momento, infatti, mi sto spostando dalla posizione generalista a quella di specialist. Nel sales il teamwork e’ fondamentale. L’Account Manager gestisce un certo territorio (i.e. costa tirrenica) o vertical (i.e. sanita’ o retail). Data la grande varietà tecnologica di Cisco, quando il cliente vuole approfondire la conversazione su un ambito specifico (i.e. data center) si collabora con uno specialist che ascolta le necessità del cliente in profondità per comunicare il valore di quella tecnologia.

Nel mio nuovo ruolo di Enterprise Sales Specialist collaboro con gli account manager di tutti i vertical e territori Cisco per aiutare le aziende italiane a semplificare la loro trasformazione digitale connettendo il management delle risorse IT a quello della user experience e del business con soluzioni SaaS, come AppDynamics, IWO e Thousand Eyes. 


Prima di arrivare in Cisco, hai svolto numerose esperienze lavorative: ENI, FAO, The TJX Companies, Prysmian Group. Puoi raccontarci brevemente di queste esperienze?


Pur avendo sempre l’obbiettivo di lavorare nel settore tech, sono estremamente grato di aver fatto esperienze arricchenti in altre industries e ruoli. In ENI svolgevo un ruolo Sales B2B che mi ha fatto scoprire la mia inclinazione per le vendite.

In FAO ho fatto un interniship con il team che si occupa di curare le relazioni con gli investitori esterni come la World Bank. Facendo parte di un’organismo delle United Nations ho capito la bellezza di lavorare in ambito internazionale. Con TJX a Londra mi occupavo di acquisti per 500 store in Nord Europa. Ho deciso di accettare questo ruolo, per capire il lato opposto delle negoziazioni, quello degli acquisti, e così accrescere la mia cognizione commerciale.

Infine, in Prysmian, una grande azienda Italiana, ho fatto parte del loro rotational program lavorando in R&D, Operations e Sales, fino a che mi fu offerta una posizione di sales manager a Miami che pero’ ho deciso di non accettare per perseguire i miei sogni in ambito tech con Cisco. Il motivo per cui ho cambiato diverse aziende non e’ stata la mancanza di fedelta’, ma la voglia di raggiungere un ruolo per cui fossi davvero appassionato.

Anche se a volte bisogna prendersi dei rischi, consiglio a tutti gli studenti di non accontentarsi di fare qualcosa che non ci appassiona completamente. Infatti, la chiave del successo è trovare un lavoro che ci restituisce energia, tanto più è l’energia che ci mettiamo. 


Analizzando il tuo profilo LinkedIn, noto che molte di queste esperienze sono state svolte a Los Angeles, Londra, Madrid e Amsterdam. Cosa hai imparato da queste città? Quali sono le differenze in ottica lavorativa che hai trovato tra l'estero e l'italia?


In California ho appreso quanto la diversità tra le persone ci rende speciali, un elemento che ho sempre cercato nel mio ambiente lavorativo ideale. In Inghilterra ho imparato come non ci sia solo un modo per condividere il feedback.

Ho scoperto che gli Inglesi preferiscono essere indiretti, attraverso il British humour, e così ho capito come cambiare la mia modalità in base alla persona che ho davanti. A Madrid, ho svolto un master molto competitivo, durante il quale ho capito che le sfide nel lavoro e nella vita non sono mai contro gli altri ma sempre e solo contro noi stessi.

Ad Amstedam, ho appreso l’importanza di bilanciare il lavoro con abitudini positive come lo sport, la lettura e la meditazione che migliorano la qualità della vita e dell’output lavorativo. Mi reputo fortunato di far parte di Cisco, nominata #1 Great Place to Work al mondo ed in Italia negli ultimi due anni.

Lavorando in questa azienda (a prescindere se in Olanda o Italia) ho apprezzato come il focus sia sui risultati e non sugli orari di lavoro. Credo che tutte le aziende Italiane, spinte anche dallo smart working, dovrebbero avere questo focus che motiva le persone a vivere il proprio lavoro in ottica imprenditoriale e a migliorarsi sempre. 


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