Tutored incontra Cecilia, Assistant Brand Manager in Luxottica

Prodotto, dati e tanta creatività: il lavoro di Cecilia, Assistant Brand Manager in Luxottica image Prodotto, dati e tanta creatività: il lavoro di Cecilia, Assistant Brand Manager in Luxottica
Pubblicato 15 Luglio

Cecilia Caparrotti è Assistant Brand Manager in Luxottica, dove si occupa di un brand a 360°


Tutored è il punto di incontro tra studenti, giovani laureati e aziende. All’interno della nostra piattaforma, gli utenti possono scoprire gli sbocchi lavorativi in base al loro percorso di studio, esplorare le aziende e candidarsi alle numerose opportunità di stage, lavoro e graduate program. 

All’interno della piattaforma, ci piace raccontare le storie di giovani talenti che hanno fatto un percorso di studio brillante e oggi lavorano presso importanti realtà. 


In quale università hai studiato e quale percorso di studi hai scelto? Quanto consideri importante la scelta di proseguire gli studi all'estero? 

Ho svolto un’interfacoltà di economia e lettere presso l’università Cattolica di Milano. Ho sempre creduto di avere una certa predisposizione bivalente, da un lato quella analitica e dall’altro quella per l’estetica e la cultura. Con questa interfacoltà ho avuto la possibilità di continuare ad accrescere questi miei due aspetti combinando gli studi prettamente economici con alcuni esami delle facoltà di storia dell’arte e lettere, riuscendo così a rimanere fedele a ciò che ero.

Durante il mio percorso in Cattolica, ho svolto un periodo in Francia all’Université Catholique de Lyon. E’ stata un’esperienza che, oltre a imparare un'altra lingua, mi ha aperto la mente e che credo sia fondamentale in qualsiasi tipo di percorso accademico. Uscire dalla propria quotidianità e imparare a vivere a contatto con culture diverse dalla nostra, anche se apparentemente simili, aiuta a sviluppare una flessibilità mentale non indifferente. Un'esperienza che senza dubbio consiglierei a tutti.


Puoi raccontarci brevemente del master che hai svolto in SDA Bocconi: di cosa trattava e perchè l'hai scelto? Lo consiglieresti? 

Dopo un’esperienza lavorativa all’interno dell’industry in cui ho sempre sognato di lavorare, la moda, ho sentito la necessità di andare piu a fondo su alcune dinamiche come quella strategica aziendale. Sentivo che mi stavo perdendo qualcosa, mi mancava un quadro completo della realtà aziendale.

Ho iniziato così in SDA Bocconi un Master Executive in Imprenditorialità e Strategia aziendale (MISA) ed è stata una delle scelte migliori che abbia intrapreso nel mio percorso accademico.

Il MISA è un master che da una formazione a 360 gradi molto trasversale su tutte le funzioni aziendali permettendo così di acquisire competenze in diversi ambiti e avere cognizione di causa su come realmente lavorino le aziende, dalla supply chain al finance, dal marketing alla strategia aziendale. Inoltre, il master fornisce anche una big picture sul mondo imprenditoriale e sulla creatività che dietro vi si cela; quello delle start-up era un mondo prima a me totalmente ignoto, ora ammetto che non mi è per nulla indifferente. 

E’ stato un percorso che lavorativamente parlando mi ha davvero reso una persona migliore, ho acquisito una consapevolezza e una sete di conoscenza che davvero hanno cambiato molto le mie prospettive future. 


Quale attività extra-universitaria pensi sia stata davvero importante per la tua carriera? Un consiglio che daresti a chi sta studiando in questo momento? 

Fin da piccola ho sempre avuto chiaro dove sarebbe stato il mio posto nel mondo, per cui ho sfruttato molto del mio tempo libero durante l’università per raccogliere quelle conoscenze necessarie per mettere a terra basi solide e riuscire a raggiungere il mio sogno.

Durante la pausa estiva del secondo anno di università ho svolto una summer school in Luxury Goods Management dove ho avuto la possibilità di mettermi a diretto contatto con professionisti del settore e da li ho iniziato davvero a rendermi conto di cosa significasse lavorare in quel mondo, quali competenze avrei dovuto sviluppare maggiormente e come mi sarei dovuta muovere. Sicuramente questa esperienza è stata molto rivelatrice per le mie scelte professionali successive e mi ha dato consapevolezza su quali competenze avrei dovuto affinare.

Non mi sento ad oggi nella posizione di poter dare chissà quali consigli, sono all’inizio del mio percorso e ho tanto da imparare ancora. Mi sento però di dire questo: ponetevi sempre degli obbiettivi -  non c’è cosa piu bella che svegliarsi la mattina sapendo che ciò che si sta facendo ha un fine ben preciso -  e siate curiosi! Fermarsi a parlare con persone che apparentemente non c’entrano nulla con noi può dare grandi spunti di riflessione, appassionarsi a materie che trascendono dal nostro percorso di studi può dare vita a idee innovative. Insomma, siate delle spugne e, sempre con grande umiltà, apprendete il più possibile da chiunque. Questi sono sempre stati i miei mantra e credo che valgano a qualsiasi età e in qualsiasi momento della vita. 


In questo momento lavori in Luxottica: come ci sei arrivata e come si sono svolte le selezioni? 

A seguito del mio master in SDA avrei voluto continuare il mio percorso professionale in un’azienda leader di settore con una grande visione, trainata da innovazione e passione. Credo che per un giovane che si affacci al mondo del lavoro non ci sia nulla di più stimolante che vedere come lavorano i grandi e cosa li abbia resi tali.

Era capitato spesso durante il master di citare Luxottica come grande esempio di leadership innovativa ed essendo un’azienda che opera anche nel settore di mio interesse, speravo ci fosse la possibilità di intraprendere un percorso con loro. L’incontro è stato abbastanza provvidenziale: stavo facendo un colloquio in un’azienda non di mio grande interesse e nel mio speravo di poter provare a fare application in Luxottica non appena si fossero aperte le posizioni. Uscita da quel colloquio vidi che mi aveva scritto su LinkedIn una recruiter dell’azienda dicendomi di essere interessata al mio profilo per una posizione che si stava aprendo di li a breve. Pensai che fosse destino. 

Il processo di selezione prevedeva 3 colloqui: due con HR motivazionali e uno con i manager più tecnico.  

Quello che credo mi abbia fatta spiccare è  stata la mia grande sete di conoscenza, la mia passione per quell’azienda e la consapevolezza di essere in quel posto perché lo volevo, non per sbaglio.


Di cosa ti occupi in qualità di Assistant Brand Manager in Luxottica?

La posizione che ricopro si occupa della gestione a 360 gradi di un brand di Luxottica, Vogue Eyewear. E’ una posizione che permette di interfacciarsi e lavorare con tantissime funzioni, gestendo il brand nella sua totalità, passando dal business al lato più creativo.  

Nello specifico mi occupo di fare analisi di andamento del marchio cross-mercati e in base alle performance trovare delle soluzioni per migliorarle. Essendo nell’ufficio Global ho la possibilità di interfacciarmi con tutti i mercati e capire le logiche di vendita che si celano dietro ciascuno di essi. Ogni settimana organizziamo dei meeting al fine di allinearci e supportarli dove possibile. C’è un grande lavoro di squadra.

Lavoro poi molto a stretto contatto con il team prodotto supportandoli nelle analisi di performance e nella creazione di materiali di training per la forza vendita, avendo così la possibilità di combinare tutti gli aspetti analitici e quantitativi a quelli più estetici e tangibili del prodotto.

Mi occupo anche di tutta la parte a stampo più creativo inerente alle visibilità dei nostri prodotti in tutti i vari negozi in cui sono venduti, la creazione di spazi a noi dedicati durante le fiere di settore e l’ideazione di contenuti comunicativi digital e social con i team di riferimento. E’ sicuramente un lavoro dove capacità analitiche, creative e di project management devono inevitabilmente fondersi. 

Per quanto Luxottica sia una grande realtà, lavorare per i singoli brand è un po’ come lavorare per una startup. Si è molto trasversali, ci si sporca le mani facendo davvero qualsiasi cosa con il fine comune di far performare bene il brand. Credo sia davvero un ottimo punto di partenza per un giovane, si impara tanto e viene lasciato spazio di parola anche agli ultimi arrivati, cosa non scontata soprattutto nelle grandi realtà. 


Sei un recruiter? Scopri come digitalizzare le strategie di employer branding e recruiting della tua azienda grazia a tutored. Attrai e assumi giovani talenti: scopri Tutored Business.

Le opportunità di carriera più popolari su tutored
Vedi tutti
Vedi tutti