Un Ingegnere nella PA: il percorso di Christian, Business Unit Controller presso il Ministero della Difesa

Christian, Business Unit Controller presso il Ministero della Difesa image Christian, Business Unit Controller presso il Ministero della Difesa
Pubblicato 3 Dicembre 2020

Dopo il percorso unviersitario, Christian ha avviato la sua carriera professionale in società di consulenza per poi passare al mondo della PA


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In quale università hai studiato e quale percorso di studi hai scelto?


Ho scelto il percorso di studi in Ingegneria Gestionale presso l’Università degli studi di Roma Tor Vergata, con curriculum “Organizzazione” per la laurea triennale e “Direzione d’impresa” per la magistrale. 

Tra le molte opzioni che propone l’Università, ho scelto proprio questi curricula perché proponevano un approccio meno “settoriale” ma maggiormente multidisciplinare e completo per affrontare le diverse problematiche in un contesto complesso come quello aziendale/organizzativo. In tal senso, consiglierei questo percorso perché fornisce gli strumenti e quell’attitudine al “problem solving” tanto richiesto oggi dal mercato del lavoro.


Oggi lavori presso il Ministero della Difesa: come ci sei arrivato e come si sono svolte le selezioni?


Il processo di selezione per entrare a far parte del mondo della Difesa è molto complicato ed ovviamente soggetto a procedura di selezione pubblica. Quasi per caso, mi sono imbattuto nel bando di questa procedura e ho colto la palla al balzo: credo fosse la prima o comunque una delle rarissime occasioni in cui nel settore Public venisse ricercata la figura dell’Ingegnere Gestionale.

Le posizioni disponibili erano solamente tre ma non mi sono lasciato spaventare: dopo tre prove scritte sono arrivato all’orale, in cui ho avuto modo di confrontarmi con ufficiali militari e dirigenti che hanno valutato positivamente le mie conoscenze e competenze in ambito economico/gestionale, inserendo anche domande di più ampio respiro di cultura generale, un colloquio specifico in Business English e infine il mio curriculum professionale.


Di cosa ti occupi in qualità di Business Unit Controller presso il Ministero della Difesa?


Oggi lavoro presso l’Agenzia Industrie Difesa, ente del Ministero Difesa, che nasce con la mission istituzionale di rivalorizzare e portare all’economica gestione alcune unità produttive della Difesa che le sono affidate. 

In qualità di Business Unit Controller, nell’ufficio Controllo di gestione e miglioramento processi, insieme ai miei colleghi mi occupo di monitorare le performance delle attività produttive attraverso la redazione di piani industriali pluriennali, piani operativi e budget, l’analisi degli scostamenti dagli obiettivi prefissati, identificando le cause e contribuendo alla definizione di azioni correttive, con il fine ultimo di realizzare la mission istituzionale. 

In parallelo, con un approccio Kaizen, portiamo avanti iniziative di innovazione e Business process re-design, utili a migliorare le operations quotidiane delle unità produttive, la qualità del lavoro e come conseguenza la loro efficienza e la performance.


Nel corso della tua carriera, hai lavorato molto in consulenza, prima di EY e successivamente in NTT Data: di cosa ti sei occupato?


Durante il secondo anno di laurea magistrale, ho cominciato a guardarmi intorno alla ricerca di qualche prima esperienza per avviare la mia crescita professionale e le mie idee erano chiare: avrei voluto collaborare con grandi e rinomate società di consulenza su progetti di innovazione, per poi stabilirmi in un contesto “cliente”. 

A posteriori, posso dire che un primo periodo lavorativo nel mondo Consulting serve, e non solo, a “farsi le ossa” come si sente spesso dire. Grazie a queste esperienze, infatti, ho avuto l’opportunità di:

> Collaborare a progetti d’innovazione per principali realtà aziendali italiane e multinazionali (4 in 2 anni circa), confrontandole e riuscendo ad elaborare un mio personale concetto di realtà lavorativa;

> Conoscere diversi professionisti con background più disparati, facendo networking e toccando con mano che è sempre possibile imparare e “rubare” qualcosa da ogni persona, sia in termini di capacità lavorative e soft skills che personali;

> Imparare a lavorare per obiettivi, interiorizzando il concetto di cliente (valido in ogni contesto, non solo in quello consulenziale) e gestendo scadenze e rapporti con il team.


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