Colloquio di gruppo (collettivo): come affrontarlo al meglio

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Pubblicato 28 Maggio

Colloquio di gruppo (collettivo): come affrontarlo al meglio


Affrontare un colloquio di lavoro richiede metodo. Capire come comportarsi, come presentarsi - persino come vestirsi - e soprattutto cosa dire al selezionatore o recruiter è infatti cruciale per avere più possibilità di superarlo e ottenere il posto di lavoro. Ma delle varie fasi di avvicinamento a un’azienda - invio del curriculum in risposta a un’offerta di lavoro e primo colloquio telefonico o online - il colloquio di gruppo o collettivo è forse il test cruciale per eccellenza.


Prima di capire nel dettaglio di che si tratta bisogna ricordare che, come per ogni esame o prova, l’unico modo per aumentare le possibilità di successo è prepararsi, provare con delle simulazioni, stendere una strategia. Il che è un’ottima notizia: significa che per superare una job interview non è necessario nascere con una buona parlantina o innate doti di presentazione al pubblico, ma è sufficiente studiare e allenarsi per convincere chi vi ha davanti che oltre al curriculum avete anche ottime qualità per ottenere il posto.


Già, ma quali sono gli esercizi e gli step da seguire?  Le regole che ora illustreremo e che sono frutto dei consigli forniti da grandi aziende di recruiting  - come Adecco, Gi Group, Manpower - serviranno proprio a stendere un programma di allenamento ai colloqui di lavoro di gruppo con consigli pratici ed esempi concreti su cosa fare e cosa non fare.


Cos’è il colloquio di gruppo


Avete mai inviato una candidatura per un posto in una grande azienda? Se lo avete fatto e siete stati ricontattati, dovreste sapere che il colloquio individuale è in genere l’ultimo gradino della scala che porta alla possibile assunzione. 

Come abbiamo detto, dopo un primo contatto che può essere telefonico, la società può invitare i candidati al cosiddetto colloquio collettivo. Visto che in genere per un posto le candidature sono numerose, i recruiter ottimizzano il tempo di selezione facendo una sorta di esame o screening di massa. 

Il colloquio di gruppo altro non è che un colloquio di lavoro in cui più candidati, contemporaneamente, si sottopongono a una serie di test e prove organizzate dall’azienda per capire chi scegliere. 


Ed è proprio questa la grande differenza con il classico colloquio individuale:

- Più del cv, in questa fase i recruiter osservano le interazioni tra candidati;

- I colloqui di gruppo durano in genere mezza giornata o più a seconda delle prove stabilite dai recruiter e possono coinvolgere anche 20-25 candidati per volta;

- Queste prove puntano alla pratica e non alla teoria: non hanno come scopo quello di farvi parlare della vostra esperienza, vogliono che la mettiate in pratica durante i test;

- Infine, obiettivo del colloquio di gruppo è emergere rispetto al gruppo senza prevaricare gli altri.


Colloquio di lavoro di gruppo: come funziona


Dopo essere arrivati nel luogo in cui si svolgeranno le prove di gruppo, i candidati sono in genere invitati a seguire un piccolo briefing introduttivo. Qui i selezionatori spiegheranno come si svolgeranno le prove.

Facciamo un esempio concreto. Una grande azienda, mettiamo PwC, potrebbe articolare un colloquio di gruppo per una posizione di apprendistato nella divisione finanziaria della multinazionale in questo modo:

- Breve presentazione sia dell’azienda sia del proprio profilo davanti agli altri candidati e recruiter;

Questo breve giro di presentazione è molto importante: oltre a carpire le informazioni utili sull’azienda, serve a presentarsi agli altri, ma poiché il colloquio è di gruppo bisogna essere molto concisi. 

Cosa fare - Dire nome, cognome e il proprio background - laurea in giurisprudenza, economia - è sufficiente. Saranno i recruiter a chiedere poi che tipo di informazioni condividere nella presentazione iniziale, ed è bene attenersi a quelle senza divagare.

Cosa non fare -  Andare fuori tema, parlare per più del tempo indicato dai recruiter, portare all’attenzione degli altri stati d’animo personali o aneddoti che non c’entrano nulla con la presentazione (es. per poco stamattina non mi svegliavo in tempo per venire al colloquio!)


- Case study, ovvero i recruiter suddividono il gruppo di candidati in piccoli sottogruppi perché possano risolvere un problema aziendale, quindi un caso pratico, impersonando un ruolo. 

Queste simulazioni sono organizzate sempre nella stessa stanza e sempre sotto gli occhi dei selezionatori. Ad esempio, i sottogruppi potrebbero dover rappresentare il senato accademico dell'università e decidere insieme alle altre accademie - quindi gli altri candidati - come finanziare le borse di studio per le matricole.

Cosa fare -  Prendersi il tempo per analizzare il case study e se qualcosa non è chiaro fare domande ai recruiter;

Cosa non fare -  Dare segni di insofferenza, dire “non so niente di questo argomento” oppure pretendere di dare la soluzione in autonomia, senza confronto con gli altri candidati e in un tempo troppo breve.


- Presentazione della soluzione al case study, una fase importante ma che non deve trarre in inganno: i recruiter valutano il modo in cui è stato svolto il lavoro di gruppo pregresso, per arrivare a quella soluzione.

Si tratta del momento in cui finalmente si espone il frutto del confronto, del lavoro in team.

Cosa fare - Scegliere di comune accordo con gli altri membri chi deve esporre la soluzione

Cosa non fare - Intervenire nella presentazione di altri candidati, correggendoli mentre parlano, indugiare durante la propria presentazione o chiedere tempo per migliorarla: non siete a scuola.


In un articolo più approfondito (Assessment: cos'è, come affrontarlo al meglio e casi pratici) abbiamo specificato ancora meglio quali sono tutti gli step di questa parte del colloqui di lavoro collettivo, chiamata appunto assessment, con esempi pratici di case study che potrebbero essere sottoposti.


Cosa valutano i recruiter a un colloquio di gruppo


Qui a Tutored abbiamo un punto di vista privilegiato su ciò che le aziende cercano dai candidati. E questo grazie al nostro network composto da oltre 50 imprese e multinazionali e più di 400 mila utenti che come voi hanno bisogno di una piattaforma per far combaciare i loro percorsi formativi, la loro esperienza, i loro talenti e skills con i posti di lavoro messi a disposizione dal mercato.


Ciò vuol dire avere anche accesso a molte informazioni sui colloqui. A partire da ciò che i selezionatori osservano e valutano durante un colloquio di gruppo. 

Tra queste, le capacità del candidato di: 

- Team working;

- Negoziazione;

- Comunicazione;

- Analisi

Vediamo questi elementi nel dettaglio, con gli occhi di un recruiter.


Team working, vale a dire la capacità di lavorare in gruppo 

Lavorare in gruppo significa non mettersi in un angolo da soli a risolvere il problema, a leggere il case study, ma cercare di interagire e impostare insieme agli altri membri del team il metodo con cui intendiamo affrontare l’analisi del problema.


Negoziazione, cioè l’attitudine a trovare un accordo con i  compagni di lavoro - anche se si tratta di una simulazione - durante la risoluzione del case study.

Ad esempio, osservano il modo in cui ascoltate le soluzioni altrui, come parlate e vi rivolgete agli altri, se siete prevaricatori o siete inclini a dare spazio e a trovare il compromesso. Attenzione a questo aspetto: fare la voce grossa e imporre la propria visione non è il modo di superare il colloquio. I recruiter puntano a persone con capacità di leadership, non dei dittatori, persone in grado di veicolare le proprie idee per il bene dell’azienda ma senza spegnere o minimizzare il contributo degli altri. 


La parola chiave, dunque, è mediazione: anche se non siete d’accordo in toto con le soluzioni proposte dai colleghi, dovete trovare un punto d’incontro perché è questo che interessa ai recruiter e non la soluzione al case study che, spesso, non ha una soluzione giusta o sbagliata in assoluto.


Comunicazione verbale e non verbale, ovvero il tono di voce usato, le parole scelte e il modo di muoversi;

Non dite mai “questa proposta è un’idiozia!”, ma invece “questa proposta è buona ma forse per raggiungere il nostro obiettivo potrebbe essere utile modificarla in questo modo…” - allo stesso tempo, evitate di stendervi sulla sedia o sul divano, non guardate il telefonino, se avete il permesso di tenerlo durante il colloquio, mentre gli altri candidati parlano e soprattutto non chiedete di andare al bagno quando è il turno di parlare di qualcun altro. Quando poi sarà il momento di esporre la soluzione, fatelo in modo chiaro, semplice, perché possa essere compreso da tutti e non siate criptici o troppo tecnici.


Analisi del case study, ovvero il metodo utilizzato per risolvere il case study

A questo punto dovrebbe essere chiaro che il vero test della simulazione non è trovare la soluzione al problema sottoposto dai selezionatori, ma il modo in cui si arriva a una decisione comune.  

I recruiter infatti fanno attenzione al tempo dedicato alla lettura del briefing, del case study - in genere presentato su un documento di una pagina - da parte dei candidati.

Uno degli errori più  frequenti nei colloqui di lavoro collettivi, infatti, è non leggere bene e con calma il caso aziendale o il caso studio da risolvere. Invece, prendersi cinque minuti per leggere tutto e segnare i punti principali anche insieme agli altri candidati del proprio team  è una cosa valutata molto positivamente. Anche ragionare a voce alta sulle caratteristiche del case study è un modo utile per emergere.



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