Tutored incontra Edoardo, Consultant in Protiviti

Edoardo Marchi Zigliani, Consultant in Protiviti image Edoardo Marchi Zigliani, Consultant in Protiviti
Pubblicato 20 Novembre

Dopo un'esperienza di studio e lavoro in Danimarca, Edoardo Marchi Zigliani è tornato in Italia per avviare la sua carriera nell'ambito della consulenza


Tutored è il punto di incontro tra studenti, giovani laureati e aziende. All’interno della nostra piattaforma, i membri hanno la possibilità di scoprire gli sbocchi lavorativi in base al loro percorso di studi, conoscere grandi aziende e candidarsi alle numerose opportunità di stage, lavoro e graduate program. La nostra community è formata da giovani uniti dall'ambizione. Su Tutored, raccontiamo le loro storie ed esperienze, con l'obiettivo di ispirare i più giovani e dare un'idea concreta del mondo del lavoro.

In quale università hai studiato e quale percorso di studi hai scelto? Quanto è importante secondo te fare un'esperienza di studi all'estero?


Ho iniziato il mio percorso universitario alla Bocconi dove ho frequentato il CLEAM, mentre per la specialistica mi sono spostato alla Copenaghen Business School nel corso di Management of Innovation and Business Development.

L’esperienza all’estero mi ha certamente aiutato ad aprire i miei orizzonti, sia dal punto di vista professionale che personale. In un mondo sempre più connesso, rapido e complesso, è fondamentale capirne le dinamiche, e uscire dall’Italia ti consente di vedere approcci diversi nella gestione strategica delle aziende. Le differenze culturali che trainano queste dinamiche sono molto forti e radicate nei tessuti sociali ed è vivendole in prima persona che riesci a interiorizzarne gli insegnamenti.


Nel 2019 hai anche frequentato un corso ad Harvard: che tipo di esperienza è stata?


Sono arrivato negli USA con la paura di non essere all’altezza della situazione e un po’ intimorito dal fatto che in classe c’erano persone con background molto eterogenei, invece la realtà è stata molto diversa dalle aspettative. 

Essere in classe con persone di età e percorsi disparati ha reso le lezioni molto formative, con continui dibattiti nei quali il professore fungeva da moderatore. È stata un’esperienza avvincente, dove ho fatto una full-immersion nella vita del college Americano. Per me ha rappresentato la conferma che la strada che avevo intrapreso 5 anni prima era quella giusta per il mio futuro.

Ad oggi gli Stati Uniti rivestono ancora un ruolo di primaria importanza nell’economia globale anche se questo cambierà nei prossimi decenni. Per questo motivo credo che un periodo negli States sia importante per capire la cultura economica tuttora dominante. Sotto molti aspetti, l’approccio americano nell’ambito business è davvero coinvolgente e appassionante e non a caso le università europee stanno cercando di importare il loro stile di insegnamento qui da noi.


Quale attività extra-universitaria pensi sia stata davvero importante per la tua carriera? Un consiglio che daresti a chi sta studiando in questo momento?


Oltre agli studi prettamente accademici, le competenze digitali e di programmazione vengono sempre più considerate anche in consulenza. Per questo ritengo che un ruolo importante lo abbiano giocato i due corsi di programmazione in Python e R che ho seguito nella seconda metà del 2019.

Se il vostro percorso universitario non include lo studio di linguaggi di programmazione né di programmi per l’elaborazione dei dati (ad esempio, Tableu), consiglio di dedicare un po’ di tempo extra per approfondire questi temi, almeno da capirne i contorni e le implicazioni pratiche in ambito professionale.


Oggi lavori in Protiviti: come ci sei arrivato e come si sono svolte le selezioni?


I processi di selezione in consulenza sono abbastanza standard e vengono testate le stesse competenze anche se con modalità differenti. Quello che consiglio a chiunque voglia iniziare una carriera in questo settore è di prepararsi ad affrontare i business cases.

Questa modalità di colloquio prevede che all’intervistato si richieda di valutare le azioni da seguire al fine di raggiungere l’obiettivo richiesto da un ipotetico cliente. Per superarlo, non occorre solo dare una risposta convincente svolgendo correttamente i calcoli - ovviamente senza calcolatrice - ma è anche necessario spiegare i vari passaggi logici che hanno portato a quel risultato. La gestione dello stress è quindi fondamentale, anche per evitare errori di distrazione. 

Al di fuori del business case, consiglio poi di familiarizzare con l’approccio STAR. Questo metodo di risposta prevede uno schema con cui si inizia descrivendo in modo dettagliato la situazione (Situation), descrivendo il proprio ruolo (Task), per poi spiegare come si è agito (Action) al fine di ottenere il risultato desiderato (Result). Ragionare in questi termini consente di dimostrare le proprie capacità di adattamento, motivazione e intraprendenza - qualità spesso ritenute fondamentali.


Di cosa ti occupi in qualità di Consultant in Protiviti?


Dopo essere entrato come intern a Gennaio 2020, sono stato poi assunto a Luglio nella practice che serve le aziende del mondo Products & Services.

Lavoro principalmente con grandi società, italiane e non, quotate e non quotate, che si rivolgono a noi generalmente per 3 motivi: verificare la conformità a norme e regolamenti interni (e.g. procedure, policy, linee guida) ed esterni (e.g. leggi); migliorare le proprie attività gestionali, operative e amministrative con un focus sull’efficacia, efficienza e economicità dei processi; adeguare le operazioni aziendali sotto il profilo contabile e finanziario.


Prima di arrivare in Protiviti, hai lavorato in diverse realtà tra Brescia, Milano e Copenaghen: qual è stata l’esperienza più formativa?


L’esperienza presso ISS A/S è stata quella che più di ogni altra mi ha permesso di capire come le grandi multinazionali innovano e sono in grado di garantirsi una crescita duratura nel tempo.

Ho avuto la possibilità di lavorare con il Corporate Garage della sede Danese il quale viene inteso come un vero e proprio hub di innovazione dove si seguono diversi progetti contemporaneamente senza un vero e proprio interesse a un ritorno economico.

Il tutto è collocato all’interno di un open-space nel quale si alternano lunghi tavoli, schermi, piccole conference rooms separate da muri mobili e piani di lavoro. Un luogo di lavoro dove si approccia l’innovazione per trial and error anziché in modo sistematico, valutando gli errori come un’opportunità. Nei paesi nordeuropei questo metodo ha portato alla formazione di un panorama di start-up molto attivo e in costante crescita con una stretta relazione tra università, incubatori e piccole aziende.


Nella nostra community di oltre 500.000 utenti ci sono molto studenti e giovani laureati che vorrebbero intraprendere una carriera in consulenza: quale consiglio ti senti di dare a loro?


Se è vero che il mercato del lavoro diventa sempre più competitivo, in tanti rami della consulenza le prospettive di crescita sono buone così come sono numerose le società costantemente in cerca di nuovi talenti.

Tuttavia, arrivare ad avere una laurea specialistica con buoni voti non sempre è abbastanza. Per questo agli studenti di oggi consiglio di guardarsi sempre intorno con l’obiettivo di distinguersi. Così, trarre ispirazione dalle persone vicine per identificare nuove opportunità può aiutare a dar vita al proprio percorso di carriera. Spendere tempo per informarsi e per definire gli obiettivi futuri è stata per me ragione di soddisfazioni e di crescita a 360 gradi.

Mando un grosso in bocca al lupo a tutti!


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