ICT World: la storia di Flavio, studente di ingegneria informatica al Politecnico di Milano

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Pubblicato 8 Luglio

In questa rubrica, Tutored ha raccolto le storie di brillanti studenti in ambito informatico, provenienti dalle migliori università italiane. 

 

Tutored è il punto di incontro tra studenti, giovani laureati e aziende. All’interno della nostra piattaforma, i membri hanno la possibilità di scoprire gli sbocchi lavorativi in base al loro percorso di studi, conoscere grandi aziende e candidarsi alle numerose opportunità di stage, lavoro e graduate program. La nostra community è formata da giovani uniti dall'ambizione. Su Tutored, raccontiamo le loro storie ed esperienze, con l'obiettivo di ispirare i più giovani e dare un'idea concreta del mondo del lavoro.

 

Innanzitutto, ti chiederei di presentarti come persona, focalizzandoti in particolare sui tuoi interessi, le passioni e le ambizioni che hai avuto sin da giovane, e che ti hanno portato a studiare al Politecnico.

 

Ciao! Sono Flavio, un ragazzo di 22 anni con la passione per lo sport, la montagna e ovviamente l’informatica. Sono originario della Valtellina, e abito a Milano da quasi tre anni, dove studio ingegneria informatica.

La passione per l’informatica non è nata da subito: nel paesino dove abitavo la connessione internet arriva a stento. Con gli anni, però, questo mondo mi ha affascinato sempre di più, al tal punto di scegliere un’università totalmente scollegata dal mio percorso di studi precedente (studiavo ragioneria alle superiori!).  Il desiderio di imparare di più sull’argomento e di intraprendere una carriera lavorativa in questo ambito mi ha portato, di conseguenza, a iscrivermi a ingegneria informatica al Politecnico di Milano.

Cambiare totalmente ambito di studi non è stato semplice: per entrare al Politecnico ho faticato molto, e ho dovuto rifare più volte il test d’ingresso. Una volta entrato, il primo anno mi sentivo un po’ un pesce fuor d’acqua, e ho faticato molto per recuperare le lacune accumulate in anni di studi molto differenti; tuttavia, con grinta e determinazione, alla fine ce l’ho fatta (se tutto va bene, a presto la laurea triennale!).

Se c’è un insegnamento che si può trarre dalla mia semplice storia, è che se si crede fino in fondo nei propri sogni e obiettivi, e si è pronti a mettercisi d'impegno, i risultati arrivano sicuramente! Mai mollare!

 

Come ti trovi al Politecnico di Milano? Come trovi che sia il bilanciamento fra teoria e pratica nella didattica?

 

Sono ormai al termine del mio percorso di laurea triennale e posso dire che iscrivermi al Politecnico è stata sicuramente la scelta migliore per il mio percorso. Il Politecnico è un ambiente molto dinamico, che offre sempre nuove possibilità di formazione professionale, ma anche caratteriale. Tornassi indietro, rifarei sempre questa scelta, nonostante le difficoltà iniziali di percorso.

Ovviamente, come tutte le università, ha anch’esso i suoi lati negativi: la didattica è a mio parere troppo sbilanciata sulla teoria, a discapito della pratica. Io personalmente ho spesso cercato di ovviare a questo "deficit" di pratica, seguendo in parallelo qualche corso online e facendo ricerche personali.

 

Potresti raccontarci di una tua esperienza extrauniversitaria (ma anche, se desideri, più di una) particolarmente rilevante per la tua formazione? Uno stage, un erasmus, un progetto, un’esperienza di volontariato, una passione particolare…

 

­­Credo che fondamentalmente siano due le cose che mi abbiano formato maggiormente in questi ultimi anni, a livello caratteriale: lo sport e le esperienze lavorative. Ho messo per primo lo sport, che da sempre mi aiuta a rimanere determinato e concentrato sui miei obbiettivi, non saprei davvero come fare senza!

In secondo luogo, credo che le esperienze lavorative, anche semplici, siano fondamentali per formarsi professionalmente prima di entrare “ufficialmente” nel mondo del lavoro. In parallelo all’università, io svolgo qualche lavoretto come consulente informatico e questa esperienza lavorativa mi ha davvero aperto gli occhi sulle differenze molto grandi fra mondo universitario e scolastico, e mondo lavorativo. Un’esperienza che consiglio di fare a tutti i miei colleghi studenti.

 

Raccontaci di una ambizione per il futuro: cosa pensi di fare dopo il Politecnico? Dove ti piacerebbe andare a lavorare? Quali pensi che siano gli step necessari per arrivarci?

 

Una volta finito il percorso magistrale, che ho intenzione di svolgere ancota al Politecnico, mi piacerebbe molto lavorare nell’ambito dell’Intelligenza Artificiale o dei Big Data. Credo che questi due ambiti diventeranno sempre più fondamentali nel mio futuro professionale; e in parte, lo sono già tanto.

Rimango però molto aperto a nuove possibilità che si presenteranno durante il mio percorso di laurea Magistrale: niente nella vita è sicuro, e tutto può essere sorprendente; perciò è sempre bene tenere d’occhio nuove possibilità.

 

Secondo te qual è una tecnologia già esistente (un algoritmo, una componente hardware, una componente software, un progetto…)  le cui potenzialità non sono state a pieno sfruttate? O che ha ampi margini di sviluppo? Una tecnologia che, se sfruttata a dovere, potrebbe avere successo in futuro?

 

Una tecnologia che secondo me ha enormi potenzialità per il futuro è il Quantum Computing. La crescita costante della mole di dati prodotta dai sistemi informatici moderni, rende necessario migliorare di anno in anno il mofo di gestire queste informazioni, e il Quantum Computing permette di minimizzare tutte quelle operazioni di ricerca che un normale computer impiegherebbe molto tempo ad elaborare. Inoltre, il quantum computing potrebbe essere fondamentale per uno sviluppo successivo dell’AI, grazie alle sue capacità di elaborazione elevatissime.

Credo, però, che il bello dell’informatica stia anche nel fatto che è molto difficile predire come, e quali saranno le tecnologie future che cambieranno radicalmente la nostra vita (chi avrebbe immaginato negli anni ’90 che, vent’anni dopo, gli smartphone sarebbero stati così presenti nella nostra società?). Il bello, insomma, sta nelle sorprese che la tecnologia ci riserva!

 

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