Tutored incontra Gabriele: Digital HR Specialist in Groupama Assicurazioni

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Pubblicato 24 Febbraio

Dopo la laurea in Management Aziendale, Gabriele si è specializzato in Digital Ecosystem ed HR Digitalization. Oggi lavora nel team HR di Groupama Assicurazioni!

 

Tutored è il punto di incontro tra studenti, giovani laureati e aziende. All’interno della nostra piattaforma, i membri hanno la possibilità di scoprire gli sbocchi lavorativi in base al loro percorso di studi, conoscere grandi aziende e candidarsi alle numerose opportunità di stage, lavoro e graduate program. La nostra community è formata da giovani uniti dall'ambizione. Su Tutored, raccontiamo le loro storie ed esperienze, con l'obiettivo di ispirare i più giovani e dare un'idea concreta del mondo del lavoro.

 

In quale università hai studiato e quale percorso di studi hai scelto? 

Ho conseguito presso l’Università del Salento una laurea triennale in Economia Aziendale ed una laurea magistrale in Management Aziendale con il massimo dei voti. Nonostante le università del sud non siano considerate le più valide devo dire che il livello didattico è stato molto alto, semplicemente per posizione geografiche sono un po’ più svantaggiate a livello di relazione con le aziende, motivo per il quale molti poi “emigrano” al centro o al nord per avere lavori più vantaggiosi. 

Ho sempre avuto una propensione verso l’economia ed il mondo tecnologico sin dalle scuole superiori, quando ho frequentato un Istituto Tecnico Commerciale con indirizzo Programmatori, quindi la prosecuzione logica del mio percorso è stata quella di studiare Economia e Management portando avanti per conto mio una forte passione per il mondo digitale. 

Durante gli studi ho voluto a tutti i costi fare l’esperienza Erasmus: ho vinto una prima una borsa di studio per la Universidad de Valladolid in Spagna e successivamente nella stessa università un professore con il quale avevo seguito un corso mi ha proposto di ritornare per fare ricerca tesi su argomenti legati agli Intermediari Finanziari, ho accettato ed ho svolto una attività di ricerca per la tesi magistrale. 

Una volta terminati gli studi ho iniziato subito dopo a lavorare come Business Proposal Analyst ma sentivo la necessità di certificare e colmare alcuni gap di competenze a livello digitale, ho deciso quindi di dare una spinta in più alla mia carriera frequentando il Master in Management and Technology - Major in Digital Ecosystem presso la prestigiosa LUISS Business School interamente in lingua inglese. 

 

Quale attività extra-universitaria pensi sia stata davvero importante per la tua carriera?

Più che attività extracurriculari, l’attività che ha dato una spinta alla mia carriera e non solo è stato l’erasmus; Penso seriamente che dovrebbero renderla una attività obbligatoria almeno per 3 mesi prima di laurearsi. 

È un qualcosa di unico, un processo di apertura mentale senza paragoni, che ti fa crescere sia dal punto di vista professionale, perché conosci il metodo di studio e l’approccio alla formazione di paesi diversi dal proprio e ti sprona ad imparare a comunicare in lingue differenti, ma anche a livello personale, perché ti insegna a vincere i pregiudizi, a sfidare se stessi e ad essere più sicuri, facendoti diventare una cittadino del mondo, capace di rapportarsi con persone che provengono da tutto il mondo.

Nello stesso periodo in cui sono stato all’estero per studiare però, tante attività extracurriculari hanno arricchito il mio percorso. Mentre ero a Valladolid ho fatto di quella esperienza anche un business: Lavorando in bar, come PR in locali, organizzavo eventi pubblicitari ed attività per studenti stranieri in alcuni ristoranti locali, ho dato lezioni di lingua Italiana, organizzato viaggi, collaboravo con una agenzia per affittare appartamenti. Chiaramente erano attività che centravano poco e niente con quelle che erano le mie idee di futuro professionale, però sono state importanti perché mi hanno reso una persona umile, altruista e soprattutto mi hanno reso indipendente dai soldi dei miei genitori che è per me è un fattore fondamentale di crescita.

 

Quanto è importante, secondo te, intraprendere un Master per lavorare nel tuo settore? 

Un Master secondo me è la consacrazione del percorso che scegli di seguire a livello professionale. È un insegnamento mirato che ti mette di fronte ad esperti del settore ed un ponte diretto con il mercato lavorativo. 

Nel mio settore può essere una scelta strategica importante, perché Risorse Umane è uno di quei settori che ha molte sfaccettature e ci lavorano persone con background molto diversi tra di loro, dai laureati in Economia a Psicologia, da Ingegneria a Scienze Sociali, per questo è importante seguire un master, perché ti da quella capacità di essere sensibile su vari fronti: se hai studiato economia è bene capire gli aspetti che riguardano la selezione dei candidati e l’approccio con le persone, come se hai studiato psicologia avrai sicurante carenze dal punto di vista della gestione di aspetti più amministrativi come buste paga o aspetti tributari, ad esempio. 

Io non ho seguito un master specifico in risorse umane per arrivare dove sono, ma perché il mio obbiettivo era quello di inserirmi in un dipartimento aziendale con una di quelle nuove professioni che la trasformazione digitale sta creando. Durante il primo mese del master poi, grazie ad un Professore, un ex Global HR di una azienda molto rinomata in Italia, ho capito la centralità di questo dipartimento all’interno delle aziende e come con la trasformazione digitale sarà sempre più impattato, al punto che oserei dire che più che parlare di trasformazione digitale nei prossimi anni dovremo iniziare a parlare di trasformazione “umana”. In questo contesto mi sono appassionato a mondo HR e sono molto felice di essere riuscito a trovare quello che cercavo, un ruolo da Digital HR Specialist in un’azienda molto importante. 

 

Oggi lavori in Groupama Assicurazioni: come hai conosciuto questa realtà e come sono state le selezioni?

Conoscevo già Groupama Assicurazioni in quanto grande azienda di grande successo, ma sono entrato in contatto con loro proprio grazie alla LUISS Business School ed al master che ho frequentato. 

Svolgevano una selezione per una figura molto particolare da aggiungere al dipartimento, con un animo digital ed una passione per il mondo HR. 

Sono stato selezionato per fare un primo colloquio con gli addetti alle selezioni ed uno dei responsabili del dipartimento, che durante questo periodo di pandemia poteva essere solo online, inizialmente. Il secondo colloquio è stato con la Direttrice del dipartimento. Infine sono stato convocato in sede per un ultimo incontro face to face con la Direttrice ed il Responsabile, a distanza di sicurezza chiaramente. 

I colloqui sono stati impegnativi, ma io sono una persona estremamente determinata e come ci vuole preparazione per studiare dei libri universitari, ci vuole preparazione per affrontare i colloqui. 

Il mio consiglio infatti è: per quanto pensiate di essere bravi, di conoscere l’azienda, e di essere self-confident, bisogna sempre allenarsi tanto per fare colloqui di successo. 

Io personalmente mi preparo molto, sono di solito una persona molto sicura di me stesso ma ai primi colloqui sbagliavo tutto o entravo in confusione. Poi ho iniziato ad allenarmi, ripetendo copiosamente cose che riguardano me stesso davanti allo specchio, studio attentamente le persone che mi faranno il colloquio perché non è una cosa di tutti i giorni rapportarsi con figure ai vertici di un’azienda, studio il business aziendale, la posizione che dovrei ricoprire, la postura e l’abbigliamento perché non va lasciato niente al caso. 

 

Di cosa ti occupi in qualità di Digital HR Specialist in Groupama Assicurazioni?

La figura del Digital HR Specialist è una nuova figura strategica all’interno del dipartimento ed una delle professioni che la digital transformation ha creato. 

Sono poche le aziende che hanno già questa figura all’Interno quindi sono molto felice di ricoprirla perché questo fa di me uno degli apripista. 

In Groupama Assicurazioni hanno deciso di adottare un gestionale in cloud per inglobare in un’unica piattaforma molte delle attività del dipartimento e rendere tutto molto più fluido, user friendly ed accessibile in qualsiasi situazione. 

Faccio parte del team di HR Operations ed oltre a svolgere le mansioni che questa unità organizzativa richiede, sarò una figura chiave nell’implementazione ed amministrazione di questo gestionale, dal settaggio al supporto, dalla reportistica alla performance management con tutte le dinamiche legate all’HR Analytics, con l’obiettivo di semplificare, velocizzare determinate operazioni e favorire all’interno dell’azienda un rapido ed indolore processo di Change in Cloud. 

Oltre a questo, lavoro trasversalmente nella Direzione con più team e sono chiamato ad un rinnovamento ed automazione di processi ed attività che spesso richiedono del tempo perché svolte con pratiche consolidate ma obsolete, un ruolo dunque di raccordo tra IT e DRU di cui in azienda hanno sempre avvertito il bisogno.

 

Nella nostra community di oltre 500.000 utenti ci sono molto studenti e giovani laureati che vorrebbero lavorare nel mondo HR: un consiglio che daresti a chi vorrebbe seguire la tua strada?

Il mondo HR è affascinante, e la cosa più importante da sapere è che sta cambiando. Le funzioni principali di selezione, formazione ed amministrazione del personale continueranno ad esistere ovviamente, ma si adattano ogni giorno ad un contesto mutevole, il cosiddetto V.U.C.A. Context. 

Uno degli obiettivi delle aziende oggi non è solo di creare valore dal profitto, ma soprattutto dal capitale umano: la facilità con la quale un candidato può essere condizionato da alternative valide oggi, il facile accesso a tanti canali per la selezione, fa si che assumere nella propria azienda i migliori talenti, aumentare al massimo il retantion rate sono obiettivi tanto importanti quanto lo è il principio di economicità, è quindi necessario lavorare per creare best practices aziendali per mettere in condizione i manager e gli executive di gestire le proprie persone e far si che le persone comprendano ciò che sta accadendo intorno a loro, facendo diventare la propria azienda il best place to work.

Per questo il mio consiglio è: iniziare a pensare fuori dagli schermi ordinari, il contesto mutevole ci impone di non considerare più l’attività delle risorse umane come la semplice selezione del candidati ed il pagamento dello stipendio a fine mese. L’attività delle risorse umane oggi ed in futuro richiederà sempre di più persone con competenze trasversali, che sappiano valutare i candidati soggettivamente, ma che sappiano anche prendere decisioni basate sulle reportistiche, le analitiche ed i dati, che sappiano lavorare con le nuove tecnologie e rapportarsi con i servizi digitali offerti di vario tipo. Pensare fuori dagli schemi significa quindi formarsi in modo funzionale su vari fronti, facendo un autovalutazione dei nostri gap e colmandoli, considerando l’aspetto umano, economico e soprattutto digitale. 

Ricordiamo sempre che la tecnologia corre molto veloce e se non ci adattiamo e rimaniamo indietro, diventeremo in pochissimo tempo obsoleti.

 

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