Tutored incontra Giovanni, HR Generalist

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Pubblicato 23 Luglio

Uno psicologo nelle Risorse Umane, con voglia di imparare e aggiorarsi in un mondo sempre più digital, ma mai perdendo di vista le persone. La storia di Giovanni.

Tutored è il punto di incontro tra studenti, giovani laureati e aziende. All’interno della nostra piattaforma, i membri hanno la possibilità di scoprire gli sbocchi lavorativi in base al loro percorso di studi, conoscere grandi aziende e candidarsi alle numerose opportunità di stage, lavoro e graduate program. La nostra community è formata da giovani uniti dall'ambizione. Su Tutored, raccontiamo le loro storie ed esperienze, con l'obiettivo di ispirare i più giovani e dare un'idea concreta del mondo del lavoro.

Qual è stato il tuo percorso universitario?


Dopo un liceo scientifico ho lasciato, con una buona dose di coraggio, un’ammissione al politecnico di Torino per iscrivermi a Psicologia. Una scelta di cuore, che è stata ripagata negli anni, da grandi soddisfazioni. Seguendo i corsi mi sono accorto di prediligere la psicologia del lavoro, e dopo la Laurea Triennale all'Università di Genova mi sono iscritto al corso di Psicologia per le Organizzazioni dell'Università Cattolica. Qui è cominciata la mia avventura milanese, che mi ha dato moltissimi stimoli e opportunità di migliorarmi professionalmente.

Infine, ho proseguito dopo la mia Laurea Magistrale con un Master in “Gestione e Sviluppo delle Persone nelle Organizzazioni”.

 

Durante questi anni, hai coltivato qualche hobby, interesse o esperienza extra-universitaria che ti hanno dato una marcia in più nel lavoro che fai?

 

Ho sempre scritto, fin dalle superiori, ma a giunto a Milano sono riuscito a farne un lavoro e a pagarmi, in parte, gli studi come articolista freelance per giornali, riviste, blog e altri psicologi.  Scrivere è stata una bella sfida, ma anche un modo di approfondire, fare ricerca, imparare e consolidare tantissime nozioni.

La mia esperienza è stata coronata dall’uscita di un libro “Formare alla relazione” pubblicato insieme a quello che consiero un collega e mentore: un manuale psico-educativo per adolescenti, che abbiamo pubblicato con Amazon.

Potrà sembrare banale, ma l'abilità di scrivere bene è molto apprezzata nel mondo del lavoro.

 

Di cosa ti sei occupato presso Banca Sella Holding? In che ambiti ti stai formando?

 

La mia esperienza in Banca Sella Holding è stata molto varia: sono entrato occupandomi di formazione manageriale e poi sono stato inserito in vari progetti di digitalizzazione; infine ho supportato la selezione. Sono entrato in un anno di grandi cambiamenti, che vanno nella direzione di un mondo sempre più connesso, e ho potuto toccare con mano l'innovazione dirompente in atto nell’ambito bancario. È stata un'esperienza fondamentale per il mio percorso. 

Oltre alla formazione universitaria e post-universitaria, sto seguendo individualmente alcuni corsi di piattaforme online delle migliori università al mondo, che mi hanno consentito di approfondire temi estremamente specifici come “People Analytics” e “Behavioral economics”, o di conoscere aspetti dell'organizzazione nella quale ho lavorato come “Open Innovation” e “Fintech”.

 

Quali sono le competenze hard che ritieni fondamentale sviluppare, per un lavoro come il tuo?

È sempre difficile distinguere hard skill e soft skill nelle risorse umane, dove il confine è estremamente sfumato.

Le competenze psicologiche non sono soltanto l’empatia e sensibilità: bisogna conoscere gli autori, il loro pensiero ed estrarne insegnamenti utili per l'agire.

Ugualmente, dal punto di vista economico e giuridico (spesso lacunoso in chi ha studiato psicologia) è utile sia avere le basi teoriche, che conoscere i casi pratici per identificare opportunità e risolvere problemi, e per agire, successivamente, nel modo più efficace possibile.

Per fortuna, grazie a insegnanti e leader di primissimo ordine e tanta curiosità, sono riuscito ad esplorare le connessioni fra queste diverse discipline.

 

Che consigli ti senti di dare agli studenti che hanno un percorso di studi simile al tuo, e vorrebbero intraprendere una carriera professionale nel mondo HR?

 

Per sintetizzare quanto detto sopra direi che è necessaria la consapevolezza di essere in una realtà (quella aziendale) che segue logiche diverse, e parla un linguaggio diverso rispetto a quello psicologico.

Non occorre snaturarsi, anzi: in questi contesti è richiesto uno sforzo che allo psicologo è richiesto sempre e comunque, ossia quello di stabilire un rapporto con chi si ha davanti, cercando di capire e di farti capire, sia esso un singolo o un’intera organizzazione. Per questo serve apertura mentale, tanta curiosità e una voglia non indifferente di mettersi in gioco.

Ecco perché sono convinto che sia un lavoro che conviene fare con entusiasmo, o da non fare assolutamente.

 

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