Il System thinking

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Pubblicato 8 Ottobre

Ehi ciao!

Sono di nuovo io, Alex, Founder e Chief Coach di Skill Hackers.

Ormai l’avrai capito, in Skill Hackers ci piace imparare cose nuove e lanciarci in mille progetti.

Non devono nemmeno essere progetti monetizzabili, devono semplicemente essere progetti che ci ispirano.

Come puoi immaginare però, quando lanci molti progetti o impari molte cose nuove, devi fronteggiare un rischio che tutti conosciamo e a cui non siamo abituati: il fallimento.

Solo la parola fa rabbrividire i più, perché è sempre associata a qualcosa di negativo.

Non mi fraintendere, non sono certo qui a dirti che fallire è divertente o di “festeggiare” il fallimento, come è diventato quasi di moda nel mondo startup di oggi.

Sono qui a dirti come ripensare al fallimento, e di fatto eliminare completamente la possibilità di fallire riconsiderando il modo in cui approcci i tuoi progetti.

Questo metodo prende il nome di System Thinking.

Il System Thinking è un metodo che è stato inventato da Scott Adams, il creatore delle vignette “Dilbert”, e postula: Approccia i tuoi progetti in modo che, worst case scenario, impari qualcosa.

Nulla di straordinario, detto da uno Skill Hacker, giusto?

Ma se ci pensi a fondo, in realtà cambia tutto.

In Skill Hackers reputiamo un fallimento un progetto che, una volta completato o abbandonato, ci lascia esattamente allo stesso punto in cui siamo iniziati.

 Se non abbiamo imparato nulla e nulla nel mondo è cambiato, abbiamo effettivamente fatto un buco nell’acqua.

Ma possiamo strutturare attivamente e coscienziosamente i progetti in modo che, worst worst case, ci insegnano qualcosa!

In tal caso non sarà mai un fallimento, perché mentre lo stai facendo stai imparando, e mentre impari sei generalmente felice!

Ti faccio due esempi: uno proprio con Skill Hackers, e uno con un colloquio di lavoro.

Skill Hackers è nato come un progetto, no?

Mi piace il mondo della formazione e dell’education e dare il mio contributo. Tutto ciò che sto facendo in Skill Hackers lo sto facendo sforzandomi al massimo di imparare tutto ciò che posso nel processo.

Per girare i videocorsi ho fatto interviste con videomaker professionisti, ho letto libri sulle luci, come parlare davanti alla videocamera, come montare i video etc.

Ho creato un team per avere la prima esperienza vera e propria da startup, una cosa che volevo da sempre, e sto usando tool per gestire il team in modo nuovo.

Sto imparando di marketing, partnership, formazione e gestione.

A fronte di tutto questo, domani potrebbe essere che Microsoft si svegli e cancelli Excel (Ok, improbabile, ma facciamo finta).

In tal caso, Skill Hackers dovrebbe chiudere o quantomeno reinventarsi da zero.

Ma questo sarebbe un fallimento? Io penso proprio di no!

Anche se ci perdessi dei soldi, quello che sto imparando e ho imparato vale qualsiasi cifra io stia rischiando di perdere.

Pensando cosi, l’outcome di Skill Hackers sarebbe lo stesso: la chiusura. Ma il mio outcome sarebbe estremamente diverso: prima sarebbe “ho fallito”, adesso sarebbe “madonna ho imparato davvero un sacco di cose”.

Lo stesso sarebbe per il colloquio di lavoro.

Se ti stai preparando per un colloquio, il fatto che ti prendano o no è al di fuori del tuo controllo.

Però puoi divertiti mentre ti prepari!

Puoi studiare cose interessanti, che ti piacciono e che ti rendono una persona e un professionista migliore.

Puoi imparare ad utilizzare Canva o Adobe InDesign per preparare il CV. Puoi studiare la composizione grafica, la User Interface, la gerarchia dei font all’interno di un documento.

Puoi imparare la psicologia che sta dietro ai colloqui: il linguaggio del corpo, la comunicazione non verbale etc.

Non studiare solo ed unicamente per il colloquio, studia le cose che più ti piacciono a riguardo.

Sta a noi scegliere il modo in cui affrontare i progetti.

A presto,

Alex

Il tuo skill hacker di quartiere

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