Ingegneria edile: sbocchi professionali e opportunità di carriera

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Pubblicato 25 Agosto

L'ingegneria edile è uno dei settori che presenta compiti fra i più sfidanti e affascinanti nel mondo del lavoro: scoprine gli sbocchi occupazionali!

 

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La laurea magistrale in ingegneria edile, che in Italia è strutturata talvolta come una laurea magistrale di due anni (è il caso di Ingegneria dei sistemi edilizi), talvolta come una magistrale a ciclo unico di cinque (è il caso di Ingegeneria edile e architettura), prepara a figure altamente professionalizzate nel campo della progettazione edilizia e architettonica di edifici di vario genere (ma anche del loro restauro, recupero, ristrutturazione e riqualificazione). Prima di proseguire col nostro discorso, è importante operare un distinguo fra i due corsi sopracitati: i corsi biennali di Ingegneria dei sistemi edilizi (quello linkato è il corso offerto dal Politecnico di Milano) non formano, come le lauree in Ingegneria Edile e Architettura, alla figura dell'architetto ma hanno un impianto ancor più ingegneristico (quello linkato è il corso in Ingegneria Edile e Architettura offerto dall'Università di Trento). Ciò nonostante, non mancano buone nozioni di architettura anche in questo corso. Ad esso si può accedere dopo una laurea triennale, preferibilmente in Scienze e tecniche dell'edilizia. 

Il compito che si pone oggi a un laureato in Ingegneria edile è affascinante e sfidante: anche gli edifici devono adeguarsi a nuovi standard di innovazione e tecnologia. Fra le nuove mansioni che un ingegnere edile deve affrontare ci sono la costruzione (o il rimodernamento) di edifici a basso fabbisogno energetico, ma capaci di garantire allo stesso tempo elevati livelli di comfort, edifici a basso impatto ambientale ma ad alto contenuto tecnologico (smart building, smart environment), oltre ovviamente di edifici resilienti e sicuri a eventi come incendi e terremoti.

Vediamo, in questo articolo, che cosa fa l'ingegnere edile, gli ambiti in cui di può inserire, assieme alle mansioni che è chiamato a svolgere.

 

Cosa fa l'ingegnere edile

 

Qui di seguito, abbiamo riportato schematicamente un elenco delle mansioni svolte tipicamente da un ingegnere edile:

-progettazione di costruzioni edilizie: questo è senz'altro il compito principale che è chiamato a svolgere un ingegnere edile. Dalla genesi, al completamento fino al collaudo di un edificio, tutto passa sotto l'occhio vigile dell'ingegnere edile, che soprattutto nella prima parte del lavoro fa leva anche sulle sue basi architettoniche: per progettare un edificio, e far sì che oltre a "reggersi in piedi" ed essere funzionale sia anche bello esteticamente, questa doppia formazione può essere di grande aiuto.

-ideazione e progettazione di interventi edilizi: accanto alla creazione del nuovo, all'ingegnere edile si chiede anche di "riaggiustare il vecchio". Che sia per rimodernare, restaurare o riqualificare un edificio (ma anche un bene culturale), e l'area ad esso antistante, l'ingegnere edile è spesso chiamato a interventi edilizi di vario genere. Questo, anzi, per molti ingegneri edili è il compito principale, specie per quelli che abitano in zone altamente urbanizzate, in cui il terreno edibile è ormai poco e gli edifici esistenti, da quelli vecchi a quelli addirittura abbandonati, vanno sfruttati al meglio.

-supervisione dei lavori in cantiere: come gli altri ingegneri, anche l'ingegnere edile è chiamato alla supervisione dei lavori in cantiere. In particolare, spesso svolge il ruolo di coordinatore della sicurezza, un compito molto importante (e remunerativo) ma dalle grandi responsabilità.

-valutazione preventiva per la realizzazione del progetto, in termini di tempo e costi

-predisposizione di tutti i documenti tecnici relativi;

-collaudo degli edifici;

-redazione dei piani di manutenzione;

 

Ingegneria edile: sbocchi professionali

Ingegnere edile o architetto libero professionista o membro di studi professionali e/o società di ingegneria

Il ruolo assunto da questa figura professionale è ovviamente quello del progettista (sia nella creazione, che nella ristrutturazione) di opere di architettura ed ingegneria; ma questa figura può, e deve, avere anche competenze di natura tecnico-manageriale, con capacità di coordinamento di strutture professionali ed imprenditoriali: la creazione o il restauro di un edificio non passa solo per l'elaborazione di un progetto, ma anche per il calcolo di una serie di fattori (risorse umane e materiali a disposizione, costi, tempistiche e così via) che un ingegnere edile deve saper valutare.

I principali sbocchi professionali sono:


-Professionista libero o associato in studi professionali o in società di ingegneria.
-Direttore dei lavori e dei cantieri per le opere di architettura ed ingegneria, anche complesse.
-Perito estimativo per assicurazioni, banche e società di Due Diligence e Consulente Tecnico di Ufficio del Tribunale per le attività peritali in ambito giudiziario.

 

Ingegnere edile o architetto dipendente di impresa di costruzioni edili

Il ruolo assunto da questa figura professionale è di tipo prettamente tecnico-manageriale, con capacità di coordinamento e gestione di attività imprenditoriali con funzioni direttive. Per conto dell'azienda per cui lavora elabora progetti, è responsabile della loro attuazione e supervisione, dirige cantieri e redige ed applica i piani relativi alla sicurezza.

I principali sbocchi professionali sono:

-Ruoli direttivi e dirigenziali in aziende private come responsabile di strutture tecniche o commerciali.
-Direttore dei lavori e dei cantieri per le opere di architettura ed ingegneria, anche complesse.

 

Ingegnere edile o architetto dipendente di impresa di produzione di componenti e materiali edili

Un ingegnere edile (o architetto) che lavora in queste aziende progetta e sperimenta i prodotti, organizzandone i processi produttivi e la messa in vendita (commercializzazione), e assumendosi anche la responsabilità di valutarne aspetti relativi alla qualità, alla sicurezza e all'impatto ambientale durante la produzione.

I principali sbocchi professionali sono:

Ruoli direttivi in industrie manifatturiere per la progettazione, produzione, installazione, di componenti e materiali per l'edilizia.

 

Ingegnere edile o architetto dipendente di amministrazioni ed enti pubblici

 

Nell'ambito della pubblica amministrazione, un ingegnere edile o architetto può svolgere funzioni dirigenziali negli uffici in cui è inserito, anche assumendosi responsabilità relative a progetti, realizzazioni e procedimenti amministrativi riguardanti l'edilizia, il territorio, l'ambiente (in collaborazione con altri enti e altri ingegneri). Per conto del proprio ente elabora progetti, è responsabile della loro attuazione, dirige cantieri e redige e applica piani relativi alla sicurezza.

I principali sbocchi professionali sono ruoli direttivi in enti della Pubblica amministrazione, come:
- Uffici Urbanistici e dei Lavori Pubblici;
- Soprintendenze e Direzioni regionali dei Beni Culturali e Paesaggistici;
- Enti Locali (ASL, Agenzie del Demanio, Agenzie del Territorio, Uffici Genio Civile, ...);
- Vigili del Fuoco;
- Motorizzazione Civile. 

 

Stipendio dell'Ingegnere edile

Sulla base dei dati resi disponibili da Almalaurea, riportiamo di seguito gli stipendi medi che i laureati di Ingegneria edile e Architettura e i laureati in Ingegneria dei sistemi edilizi percepiscono mensilmente, a cinque anni dal conseguimento del titolo:

Ingegneria Edile e Architettura: sulla base di un'intervista a 2.207 laureati, lo stipendio medio è risultato essere 1.456€. 

Ingegneria dei sistemi edilizi: sulla base di un'intervista a 369 laureati, lo stipendio medio è risultato essere 1.622€.

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