Lavorare da Google: come affrontare la selezione?

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Pubblicato 17 Settembre

Lavorare da Google: come funziona il processo di selezione e come affrontarlo al meglio?


Lavorare da Google è un’ambizione che tanti studenti e neolaureati hanno, ma il processo di selezione, al pari di quello previsto per altri colossi industriali mondiali,  è lungo, complesso e non affrontabile senza un’adeguata preparazione.


Tra il primo contatto e il colloquio possono passare settimane, anche mesi, e nel caso si superino i primi scaglioni o step è possibile dover sostenere anche fino a quattro incontri selettivi prima di ottenere un’offerta di lavoro. Un processo molto attento a scegliere i candidati giusti per una realtà estremamente potente e innovativa nel settore hi-tech - ma non solo - che ha rivoluzionato anche il modo di lavorare nelle grandi corporations. 


Google infatti si colloca di nuovo al primo posto del World’s Most Attractive Employers Ranking 2019, dimostrando ancora una volta di essere l’azienda in cui la maggior parte dei giovani (ma non solo) vorrebbe lavorare.


Google Alphabet, cos’è?

Regola numero uno per essere anche solo considerati per un colloquio è avere presente la struttura in cui Google è organizzata. Molti ad esempio credono ancora che la multinazionale si occupi solo di tecnologia e digitale, ma non è così: Google LLC dal 2015 è una società del gruppo Alphabet Inc., cappello creato dai fondatori storici del motore di ricerca per raggruppare anche altre attività imprenditoriali avviate da Google, ad esempio quelle nel mondo dell’investimento e del venture capital (Google Venture e Google Capital), quelle relative alla ricerca e sviluppo biotecnologiche (Calico) o di ricerca pura (Google X Lab). 


Avere presente questa mappa significa sapere sia che esistono realtà parallele in cui poter proporre il proprio curriculum, sia di non fare brutta figura nel caso il o la recruiter chiedano semplicemente di descrivere che cos’è Google Alphabet.


Come essere selezionati da Google

Talvolta Google fa firmare ai candidati che sostengono il colloquio un accordo di non divulgazione, per questo non esiste un elenco esaustivo delle procedure di selezione. Ad ogni modo qui in tutored, grazie a varie testimonianze, abbiamo raccolto alcuni consigli e domande fatte dai recruiter per aiutarvi a capire come affrontare un eventuale colloquio.


Per quanto riguarda i neolaureati, Google tiene ampiamente conto del voto di laurea e dei corsi seguiti all’università. Se i vostri voti non sono eccellenti, potete specializzarvi in un settore e diventare quello che Google chiama una “T-shaped person”: una persona che emerge per le sue skills in una determinata area, ma che comunque coltiva altri interessi.


Google riceve oltre 3mila candidature al giorno, come emergere dunque rispetto a questo numero di concorrenti? Intanto, se si aspira a una posizione nella divisione ricerca e sviluppo, sviluppo informatico e data analysis o data science,  è chiaro che il più importante biglietto da visita per un neolaureato siano: 1) il voto di laurea; 2) le attività che ha svolto durante gli studi (erasmus, associazioni, stage e seminari). 

Ma c’è un elemento che permette di emergere: il modo in cui il curriculum è costruito. Diversi recruiter intervistati negli anni sul cv perfetto da presentare, rispondono che Google prediliga: 


- Il bullet point CV: cioè un elenco puntato con le competenze, le skills e le capacità appunto in formato riassuntivo e schematico. Sono un ottimo biglietto da visita e fanno capire se il candidato abbia davvero letto l’offerta di lavoro. Come? Bè, nei bullet point devono essere presenti almeno 2 parole chiave dell’offerta, ad esempio “software engineer”;
- Le misure dei risultati ottenuti: invece di dire ciò che pensate di poter fare, date delle metriche misurabili ai recruiter, ad esempio potreste sottolineare che nell’ultimo anno una newsletter da voi concepita con strumenti Google ha raggiunto tot utenti, o che nel corso dei vostri studi avete contribuito a tot progetti di sviluppo di successo;
- L’inglese e la correttezza linguistica: presentare un Curriculum con errori di grammatica, o di ortografia, vi toglie automaticamente dalla rosa dei possibili candidati. Allo stesso modo, mai inviare a Google un cv in Italiano. Tutto deve essere rigorosamente in inglese. 
- Brevità: il proprio biglietto da visita così concepito non deve superare una pagina. Se siete neolaureati non dovrebbe essere un problema, se invece avete già qualche esperienza lavorativa tagliare il cv è semplice, perché dovete farne uno più corto per ogni job application togliendo le informazioni non necessarie per quella posizione (ad esempio il fatto che a 10 anni avete frequentato i boy scout o vinto una competizione sportiva);
- Avere un account Gmail: inviare curriculum e lettera di presentazione o rispondere a un form per una job application senza un account creato dall’azienda per cui si vuole lavorare è un autogol.


Che tipo di domande vengono fatte a un colloquio a Google

Iniziamo dai candidati classici, gli ingegneri informatici e gli sviluppatori. Google può cercare attivamente questi profili usando anche strumenti con LinkedIn, quindi è bene organizzare il proprio profilo online in modo impeccabile. I primi contatti sono molto informali e in inglese.


Dopo di ché, si inizia sempre con un primo colloquio via Hangout  - funzione di Gmail - che può poi prosegue con incontri in sede a Milano o a Dublino. Nel primo step le domande sono generali, servono a testare la padronanza di linguaggio e il modo in cui il candidato si pone (ad esempio, il recruiter cerca di capire se il candidato ha letto la job description). Ad esempio, una domanda tipica può essere:


- Perché crede di essere il profilo giusto per questa posizione?
- Che cosa l’ha colpita della job description?

Negli step successivi le richieste si fanno più tecniche. Google può chiedere ad esempio di risolvere in un’ora un problema di programmazione di una app o di una funzionalità dei suoi prodotti o sistemi. Oppure chiedere al candidato di presentare un prodotto Google come se il recruiter fosse un’azienda o un cliente a cui venderlo. 


Come si supera un colloquio da Google

Non c’è una regola o una formula unica, ma Google sceglie tra più candidati quelli che fanno a loro volta domande e impostano la risoluzione di un problema o di una task in base alla raccolta e all’analisi dei dati e delle informazioni. Pretendere di dare una risposta giusta a un quesito senza prima avere la conoscenza degli elementi è infatti sbagliato e fa perdere la possibilità di proseguire la selezione. Mentre un candidato che, anche non avendo la soluzione, dimostra di saper porre le domande giuste per creare la strategia risolutiva passa allo step successivo.


Un esempio di domande poste durante i colloqui di Google

Premessa importante: qualora non aveste grande esperienza lavorativa, perché neolaureati, e il vostro sogno è lavorare da Google, meglio attendere qualche anno: più ci si allontana dalla laurea meno saranno rilevanti i voti.


Ciò detto, ecco alcune delle domande tipiche del colloquio da Google:

– Racconta di un’occasione nella tua vita lavorativa in cui hai dimostrato la tua leadership;

– Descrivi il tuo prodotto Google preferito;

– Qual è il progetto più interessante a cui hai lavorato?

– Quante persone stanno usando Facebook alle ore 14:30 di venerdì a San Francisco?

– Racconta di una sfida che hai dovuto affrontare al lavoro e di come l’hai superata;

– Quali esperienze speri di ottenere durante lo stage?

– Fai una stima del numero delle palline da tennis che possono entrare in un aereo;

– Descrivi una situazione in cui non eri d’accordo con i tuoi colleghi;

– Se tutti a San Francisco iniziassero ad utilizzare i trasporti pubblici per andare al lavoro, di quanti nuovi bus la città avrebbe bisogno?

– Come modificheresti Google Maps in Giappone affinché sia più appealing per i teenagers?

– Quando devi risolvere un problema, da dove inizi?


Le domande sono dirette a verificare determinate capacità e abilità del candidato che esulano dalle competenze tecniche, le quali vengono poi testate a seconda della posizione. Se vi state affacciando al mondo del lavoro e dovete sostenere i primi colloqui, vi consigliamo la lettura di Colloquio conoscitivo: domande e (possibili) risposte.

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