Lavorare nell'Automotive: opportunità di carriera, aziende, competenze richieste

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Pubblicato 7 Febbraio

Scopri cosa vuol dire lavorare nel settore automotive (automobilistico), quali sono le principali aziende, le opportunità offerte, lo stipendio medio e quali sono le competenze richieste a studenti e giovani laureati.

Non possiamo ridurre il mondo dell’auto alle sole quattroruote. Oggi questo comparto è quello più interessato dall’Industria 4.0, cioè l’introduzione nelle fabbriche di processi automatizzati e robot in grado di fare una parte dei componenti che servono al grande settore dei trasporti, il che oltre a rappresentare una sfida apre nuove prospettive di lavoro e sperimentazione.


Questo settore, solo in Italia, vale oltre 189 miliardi di euro e occupa in Europa oltre 13 milioni di persone (secondo i dati dell’Associazione europea dei produttori di auto). E’ quindi un universo che non è appannaggio dei soli ingegneri. I colossi dell’auto, da FCA a BMW passando per Maserati o Tesla Motors hanno bisogno di bravi manager, specie nel settore delle risorse umane vista la quantità di addetti per ogni singola società.

Uno degli aspetti meno noti dell’automotive è infatti cosa ci sia prima e dopo la fase di produzione di un auto. Per questo bisogna familiarizzare con i termini:


- Aftermarket, ovvero tutto il settore dei componenti di ricambio e del servizio di assistenza per l’automobilista;

- Supplier, cioè le aziende che forniscono alcuni pezzi, componenti o servizi (es. i sistemi antifurto, la componentistica digitale, il motore, i freni, gli assali, i sedili, ecc..);

- Car dealer, quindi l’universo dei rivenditori di auto.

 

Lavorare nell’automotive quindi non si esaurisce nella manifattura, ma riguarda anche settori collaterali che richiedono continuamente personale e innovazione. Bosch, ad esempio, sta digitalizzando tutto il suo aftermarket, mentre molte case automobilistiche stanno sperimentando sistemi di test virtuale per risparmiare sui collaudi fatti da persone in carne e ossa, quindi lavorando a stretto contatto con modellatori 3D e programmatori.


Spesso poi ci si dimentica di multinazionali e colossi dei componenti automotive, che prosperano a cercano ingegneri ma anche esperti di marketing e comunicazione con ottime prospettive di carriera ed esperienze di lavoro anche nel campo dei motori elettrici o dei mezzi pesanti (Meritor e Lohr solo per citare i più noti).


Fatte queste premesse, quando parliamo di automotive oggi parliamo anche di:


- Guida autonoma, quindi i meccanismi che permettono a un’auto sia di guidare da sola sia di essere manovrata con sistemi ibridi;

- E-mobility, ovvero le soluzioni per sostituire i combustibili fossili con fonti di energia meno inquinanti o green per far muovere i mezzi (es. Tesla è il classico caso di brand automotive rivoluzionario, perché le auto vanno a carica elettrica);

- Sharing mobility, vale a dire un nuovo modo di vivere l’auto mettendola in condivisione e su cui le case automobilistiche lavorano da anni per far concorrenza alle start-up del car-sharing;

- Modellazione 3D e realtà virtuale per il design automotive;

- Test drive virtuali, cioè la creazione di software per simulare test e incidenti;

- Manutenzione predittiva, cioè tutto il mondo matematico e dei big data che permette di stabilire quando un componente o un’intera rete di trasporto sta per avere un problema, così da poter intervenire per tempo.

 

Figure ricercate e dove formarsi.

Le figure ricercate dal mondo automotive spaziano molto dall’ingegnere dell’automazione dei processi fino al data scientist e al responsabile comunicazione. Al momento le figure che si  tenta di intercettare sono:


- Meccatronico digitale, e in generale i profili con un diploma tecnico (se si studia a un Itis con indirizzo robotico le chance di essere assunti sono altissime) o  laurea in ingegneria meccanica e di automazione dei processi in grado di digitalizzare sia la manifattura - tramite Industra 4.0 - sia la gestione della filiera automotive (il Politecnico di Torino è famoso per i suoi corsi ed ha anche aperto un’accademia dedicata al mondo dell’auto del futuro ma anche il Politecnico di Milano offre una formazione ad hoc);

- Industria 4.0 expert, un profilo che in realtà si compone di più competenze trasversali che è possibile apprendere a Torino, Milano - sia presso Bicocca sia presso la Liuc Business School  - Roma;

 
- Automotive digital manager, molto ricercato dalle concessionarie e quindi dal settore aftermarket e che gestisce la vita digitale dell’auto e dei suoi componenti - mettendo mano sui registri online ma anche comunicando con i clienti e i fornitori (Anfia, associazione di categoria, offre un master apposito); 

- Car influencer, il nuovo venditore d’auto ma in versione youtube. E’ la figura che promuove sui canali social, per conto di un brand, un modello o un servizio automotive testandoli in prima persona (qui è necessaria una preparazione in ambito comunicazione, videomaking, marketing e digital come quella offerta dai formatori di Ninjamarketing o dai più classici corsi di laurea in comunicazione);

- Designer e modellatori 3D, cioè i profili che sanno unire creatività, competenze per il disegno tecnico e conoscenza dei più innovativi sistemi di modellazione virtuali - compresa la VR (sempre Torino offre un percorso dedicato al design).

FCA e Maserati sono due importanti realtà di questo settore le quali pubblicano spesso su tutored opportunità di carriera per studenti e giovani realtà di varie facoltà come ingegneria, economia, comunicazione, scienze politiche e studi umanistici,

Il settore automotive ribolle di innovazione e sperimentazione e anche le start-up che offrono soluzioni per il mondo auto sono destinate a crescere e assumere sempre più personale. Da Vislab e 2Hire o Route220 fino a MotorK c’è davvero l’imbarazzo della scelta (e delle opportunità).

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