Lavorare nella ristorazione e nel mondo HO.RE.CA.

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Pubblicato 9 Giugno

Lavorare nella ristorazione e il mondo HO.RE.CA: quali opportunità offre, che tipo di formazione serve, retribuzione.

Chi non avrebbe voglia di lavorare nel mondo della ristorazione? Questo settore è tra i più attrattivi per i giovani e il motivo sta nell’estrema dinamicità di un comparto che mescola passione per il cibo, management e innovazione dentro e fuori le cucine.

Andiamo per ordine. La food industry è un universo complesso fatto sia di aziende che producono cibo, bevande e alimenti –  realtà di livello industriale che possono offrire ottime opportunità di lavoro – sia di imprese che operano nei servizi.

Multinazionali come Coca Cola o Unilever – che possiede il marchio di gelati Algida – sono industrie food a tutti gli effetti, in cui i profili più ricercati variano dalle figure tecniche, manageriali, legali e di marketing o comunicazione.

Se si vuole però toccare con mano le opportunità del mondo food il consiglio è di iniziare a conoscere tutto l’indotto dei produttori di cibo e vino, fatto di servizi e consulenze.

 

Food Industry: cos'è?

Quando si parla di food industry, infatti, oggi parliamo essenzialmente di: 

1. Ristorazione. Horeca, sigla che sta per Hotellerie, Restaurant, Cafè, ovvero i canali di chi somministra bevande e alcolici al pubblico o alle imprese del settore;

2. Packaging e tracciabilità dei prodotti (forse non tutti sanno che esiste un Istituto italiano dell’imballaggio);

3. Servizi di food delivery, ambito legato alla gig economy con player come Glovo, Deliveroo,  Moovenda, Uber Eats.

 

Lavorare nella ristorazione: profili ricercati e dove formarsi

In generale, sia per le industrie del cibo e del vino sia per i servizi legati a questi comparti, oltre a cuochi e chef  – che possono formarsi in moltissime accademie di livello in Italia e all’estero, anche se tra le più popolari segnaliamo l’Alma e Gambero Rosso), i profili più ricercati sono:

- Manager della ristorazione e personale di sala (competenze che possono essere apprese sin dalle medie, come alla scuola Engim che a Torino forma personale specializzato e ha da poco lanciato anche una academy per inserire giovani manager della ristorazione in aziende di livello ma c’è l’imbarazzo della scelta tra le scuole di Scienze Gastronomiche di Pollenzo e ancora Almalaurea);

- Enologi, manager di aziende vitivinicole e consulenti del vino per i ristoranti, quindi gli esperti della produzione del vino (per cui occorre una laurea specifica) nonché della fase di commercializzazione (Gambero Rosso ha un master attivo in Business Food & Wine);

- Comunicatori e consulenti per il mondo food (profili che si formano con percorsi in marketing e comunicazione specifici);

- Esperti di sicurezza alimentare, cioè delle regole che riguardano la tracciabilità e la sicurezza degli alimenti (se ad esempio volete fare la differenza provate a specializzarvi con un master ad hoc e magari provare il concorso per entrare all’Efsa, l’Autorità europea dedicata alla sicurezza di ciò di cui ci nutriamo, con sede a Parma);

- Food designer, cioè figure specializzate nella composizione creativa e visiva dei piatti e non solo (inutile dire che esistano già percorsi per chi intende studiare la materia e apprendere le tecniche).

Per lavorare in questa industry, insomma, bisogna prima orientarsi e avere le idee ben chiare su dove si intenda cominciare. Con la consapevolezza che poi, nel settore, le esperienze e le possibilità di carriera vanno oltre la preparazione di piatti da stella Michelin. 

 

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