Lavorare nello Sport

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Pubblicato 9 Giugno

Lavorare nello sport: quali sono le opportunità di carriera? Che tipo di formazione è necessaria? Qual è la retribuzione media?

Non solo partite o campionati, non solo calcio e rugby. Lo sport è diventato una vera e propria industria fatta di aziende, fornitori, prodotti. Insomma, un mondo in cui anche chi non ha l’attitudine da atleta può trovare opportunità di lavoro. 

Per capire come bisogna prima inquadrare un macro-settore: le attività sportive sono infatti organizzate in base alle diverse discipline (dal nuoto al calcio, passando per il tennis, il rugby, la danza, lo sci, ecc…) ma si articolano anche per livelli di competizione e prestazioni (quindi ci saranno società dilettantistiche e altre che invece operano a livello professionale).

Attorno a queste realtà ruotano poi le associazioni e le federazioni, organizzazioni che tutelano gli interessi delle categorie sportive e regolano le diverse discipline, nonché tutto l’indotto legato al mondo dello sport: dai servizi alle consulenze ai prodotti per lo sport.

 

Le opportunità nello Sport

Oggi, dunque, quando parliamo di industria dello sport parliamo essenzialmente di:

- Attività di management delle società sportive;

- Consulenza legale (pensiamo ad esempio al mondo dei procuratori e alle competenze che occorrono per la stesura e l’analisi dei contratti di ingaggio o di sponsorizzazione);

- Medicina e salute, un ambito legato a doppio filo a quello sportivo (specie per l’analisi e il miglioramento delle prestazioni fisiche);

- Statistica dello sport, quindi tutto ciò che riguarda la raccolta e l’analisi dei dati – specie quelli di gara – per elaborare modelli strategici utili a squadra, singoli atleti ecc…

- Sport marketing, vale a dire una branca della comunicazione specializzata nelle public relations e nella gestione dell’immagine di sportivi, eventi, società, diritti televisivi ecc… (qui un esempio di agenzia).

 

Lavorare nello sport: i profili richiesti e dove formarsi

E’ quindi possibile lavorare in realtà strutturare e società di grido come la Juventus o la Roma senza per forza farlo da sportivi. Le figure richieste sono le più disparate, dai profili “core business” – pensiamo agli allenatori – fino professionisti in ambiti funzionali alla vita delle società, dal punto di vista economico. Ad esempio.

- Manager dello sport, con competenze nel marketing sportivo, nella produzione, commercializzazione e distribuzione di prodotti sportivi nonché nella gestione delle strutture (dopo una laurea in economia è possibile perfezionarsi in questo ambito seguendo un master, come quello della Bocconi o de Il Sole 24 Ore);

- Esperto legale e agente sportivo, quindi figure con un background in Giurisprudenza in grado di lavorare per realtà come Coni o per conto di studi legali o società che gestiscono i contratti di ingaggio degli atleti (esistono master specifici, come quelli organizzati da Altalex o da università come la LUISS Guido Carli);

- Fisioterapista e medico dello sport (Siena offre un Executive Master ma in generale è possibile specializzarsi anche tramite una triennale in Scienze Motorie o seguendo corsi all’interno delle facoltà di medicina fino alla ricerca in istituti riconosciuti come l’Istituto di Medicina dello Sport di Torino).

- Consulente vendite diritti TV e Media, una figura che supporta e contribuisce alla definizione di strategie di vendita, obiettivi e piani d’azione attraverso analisi di mercato e benchmark, identifica opportunità e prodotti multimediali, segue le relazioni con i clienti (la formazione di marketing è fondamentale ma i corsi possibili sono innumerevoli).

 

Comunicare lo sport

C’è poi un filone strettamente legato ai social e alla comunicazione e che sta prendendo sempre più piede in questo mondo. Si tratta appunto del marketing, del social media management e delle analisi dati e statistiche per il mondo sportivo. Le società infatti cercano profili in grado di gestire la comunicazione social delle squadre, delle federazioni, dei team, perché ormai si tratta di attività inscindibili dal business degli eventi e della gestione del mercato atletico. 

Lo stesso discorso vale a maggior ragione per i maghi dei dati in grado di fornire analisi puntuali ad allenatori, manager, professionisti. Unito, ad esempio, ha un laboratorio di sport analytics mentre la IULM offre un percorso dedicato alla comunicazione di settore: chi aspira a diventare indispensabile in questo modo, dunque, deve iniziare a crearsi le basi in questi ambiti, solo apparentemente secondari.

 

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