ICT World: la storia di Leonardo, studente di ingegneria informatica del Politecnico di Torino

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Pubblicato 26 Luglio

In questa rubrica, noi di Tutored abbiamo raccolto le storie di brillanti studenti in ambito informatico, provenienti dalle migliori università italiane.

 

Tutored è il punto di incontro tra studenti, giovani laureati e aziende. All’interno della nostra piattaforma, i membri hanno la possibilità di scoprire gli sbocchi lavorativi in base al loro percorso di studi, conoscere grandi aziende e candidarsi alle numerose opportunità di stage, lavoro e graduate program. La nostra community è formata da giovani uniti dall'ambizione. Su Tutored, raccontiamo le loro storie ed esperienze, con l'obiettivo di ispirare i più giovani e dare un'idea concreta del mondo del lavoro.

 

Innanzitutto, ti chiederei di presentarti come persona, focalizzandoti in particolare sui tuoi interessi, le passioni e le ambizioni che hai avuto sin da giovane, e che ti hanno portato a studiare al Politecnico.

 

Un grande saluto a tutta la comunità di Tutored, sono Leonardo Severi e vengo dalla provincia di Rieti, precisamente da un piccolo paese nella Piana Reatina chiamato Montisola. Sono nato e cresciuto qui, e ho ereditato interessi e passioni dall’ambiente in cui ho vissuto i primi anni di vita. La passione per l’aria aperta e la vita di campagna, per la musica e per l’informatica non saprei dire quando siano iniziate. Mio padre lavora come ingegnere per una delle principali compagnie telefoniche italiane da più o meno quando sono nato, e mi ha sempre stimolato la curiosità per il suo lavoro: già dai tempi delle scuole elementari riuscivo ad installare in autonomia un sistema operativo o impostare i parametri di base di una connessione di rete.

Ho frequentato le scuole medie a Rieti e il liceo Scientifico Carlo Jucci. Durante questi anni, l’unico approccio scolastico all’informatica è stato grazie ad un piccolo corso di programmazione in Visual Basic.NET; nel frattempo, però, ho avuto modo di frequentare il Conservatorio e dedicarmi alla musica. Ho sempre avuto abbastanza chiaro quale fosse la mia strada per quanto riguarda gli studi, e il Politecnico di Torino non ha minimamente deluso le mie aspettative.

 

Come ti trovi al Politecnico? Quali sono i progetti didattici più interessanti a cui hai preso parte?

 

Dovremmo dire “come mi trovavo”: ad oggi devo ultimare solo la mia tesi, e negli ultimi tempi ho studiato in Francia per un programma di Doppia Laurea. Ma la risposta è molto bene. Il Politecnico è un ambiente che nel complesso mi ha sempre stimolato e fatto appassionare a quasi tutto ciò che studiavo, comprese molte materie meno strettamente correlate all’informatica (es. Chimica, o Elettronica); ritengo sia un luogo che valorizza nel modo giusto gli studenti. Un’esperienza molto costruttiva è stata quella delle collaborazioni alla didattica. Si ha l’opportunità di aiutare altri studenti in cose studiate da poco tempo, quindi conoscendo in partenza gli scogli principali nell’apprendimento, ed inoltre ti dà una borsa di studio, che nel mio caso è stata la prima opportunità di avere un riconoscimento economico per un mio lavoro. Un altro progetto molto formativo è stato una parte dell’esame “Programmazione di Sistema”, un progetto che prevedeva la scrittura di un’applicazione completa, in team, e che per la prima volta mi ha costretto a interfacciarmi con problemi non più solamente didattici.

 

Potresti raccontarci di una (o più di una) tua esperienza extrauniversitaria, particolarmente rilevante per la tua formazione? Sappiamo che, per esempio, hai svolto di recente un programma di doppia laurea in Francia…

 

Sì esatto, ho concluso da poco un programma di doppia laurea ottenendo il Diplôme d'Ingénieur al Grenoble INP – Ensimag. È stata un’esperienza “particolare” anche se questa potrebbe parere quasi un’ovvietà… È stata una completa novità sotto tantissimi punti di vista; quando sono arrivato non capivo quasi nulla di francese e i corsi del primo semestre erano erogati in francese. Anche il mio inglese agli inizi non era sicuramente dei migliori, e l’Università lì funziona in un modo totalmente diverso da come ero abituato. Aggiungendo al calderone lo scoppio della pandemia da Covid-19, proprio quando dovevo iniziare lo stage in azienda (che si è svolto quasi totalmente da casa), credo di poter affermare di essere stato “temprato” da tutto ciò. Fortunatamente ho conosciuto belle persone che venivano da ogni parte del mondo. Inoltre da questa esperienza mi porto dietro oltre a un accresciuto bagaglio culturale e linguistico, una conoscenza più approfondita di me stesso, dei miei obiettivi e dei miei limiti.

 

Raccontaci di una ambizione per il futuro: cosa pensi di fare dopo il Politecnico? Dove ti piacerebbe andare a lavorare? Quali pensi che siano gli step necessari per arrivarci?

 

Ad essere totalmente sincero, non so dare una risposta precisa a questa domanda. Mi spiego meglio: sono un appassionato di informatica e di ingegneria lato sensu, e ho un’idea di come debba essere il posto di lavoro ideale per me, ossia in un team, che lavori ove possibile in presenza, a fare un qualcosa che mi piaccia e che dia la percezione reale di star creando del valore aggiunto per l’azienda. E poi, perché no, avendo anche la possibilità di crescere all’interno di essa.

Hanno molta meno importanza poi le dimensioni della società, la sua fama e l’ammontare della retribuzione (purché sia dignitosa rispetto al lavoro svolto). Penso che cercherò lavoro prevalentemente in Italia almeno in un primo periodo, con buone probabilità a Torino, città alla quale sono rimasto legato e che credo coniughi la possibilità di una vita tranquilla con diverse occasioni per crescere a livello umano. Per quanto riguarda gli step, credo che il mio primo obiettivo possa essere visto come un singolo step: penso che nel mio ambito non si faccia fatica a trovare un’occupazione su misura per sé.

 

Hai già avuto un contatto col mondo del lavoro? TI va di raccontarcelo nel dettaglio?

 

Sì certo, più di uno. Il più importante è stata quello presso Inceptive, società di Grenoble operante nel mondo della Data Science. Era uno stage curricolare retribuito, all’interno del quale il mio incarico consisteva nell'integrare moduli per alcuni tipi di analisi non supervisionata in una loro libreria proprietaria di Machine Learning, quasi interamente scritta in Java. In modo particolare mi sono occupato di implementare diversi algoritmi di Outliers Detection, partendo dai paper che li descrivevano. L’azienda era molto accogliente e il lavoro molto interessante: ciò che mi è un po’ dispiaciuto è di non essere riuscito a dare il massimo, prevalentemente per via del tele-lavoro imposto dal Covid, condizione sicuramente non ottimale per un tirocinante che ha bisogno innanzitutto di imparare e di essere seguito da vicino. Attualmente svolgo piccoli lavori, che mi scelgo con il vincolo che non mi richiedano un impegno fisso, almeno finché non avrò ottenuto la laurea magistrale del Politecnico: principalmente aiuto ragazzi con la preparazione di esami, collaboro con una società di Roma (Dharma Healthcare) che ha sviluppato un software gestionale (in tecnologia .NET) per cliniche/medici e altre strutture sanitarie, e ad un progetto di startup, che per ora richiede prevalentemente sviluppo backend in Spring. Insomma, mi tengo occupato!

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