Laurea in Lingue: cosa fare dopo?

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Pubblicato 5 Marzo

Laurea in Lingue: cosa fare dopo? Quali sono gli sbocchi lavorativi principali e le opportunità di carriera?

Se siete scettici, dovrete ricredervi: scegliere una laurea umanistica oggi garantisce buoni sbocchi lavorativi, anche in settori che potrebbero sembrare distanti anni luce da questo tipo di formazione. Soprattutto se state finendo o avete già in mano una laurea in Lingue, traduzione o interpretariato.

Dall’editoria al turismo, dal sociale alla cooperazione internazionale, al comparto digital, le opportunità professionali sono oggi anche più interessanti di quanto immaginato solo 15 anni fa. Anche in Italia.

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Perché studiare lingue

Qui in tutored abbiamo un punto di vista privilegiato sui profili richiesti davvero da aziende e multinazionali e sappiamo per quali mansioni o settori i laureati in lingue siano molto richiesti. Anzitutto, l’apertura di mercati come quello cinese, indiano e arabo, richiedono oggi profili esperti in grado di comunicare con culture e contesti completamente diversi da quelli occidentali. Ecco perché dei bravi linguisti sono considerate risorse preziose. Vediamo in che ambiti.

 

Gli sbocchi lavorativi per i 'linguisti': cosa offrono le aziende

Se potessimo riassumere brevemente i settori o le industry in cui oggi un laureato o una laureata in lingue può trovare lavoro, dovremmo per forza elencare:


- Editoria, Comunicazione e Marketing, ambiti in cui la traduzione e l’interpretariato sono molto richieste come competenze, specie per la distribuzione di testi tecnico-scientifici o l’armonizzazione di campagne pubblicitarie e strategie di marketing in mercati diversi da quello in cui l’azienda o il servizio ha origine;
- Turismo e Cultura, compreso il settore accoglienza e ristorazione
- Diplomazia e affari esteri, per la cruciale importanza delle comunicazioni tra stati e popoli
- Consulenza legale e amministrativa, spesso dimenticata come comparto chiave nei rapporti internazionali sia nel settore pubblico sia soprattutto in quello privato (pensate solo agli uffici arbitrali per la composizione delle controversie tra multinazionali e aziende internazionali);
- Internazionalizzazione delle imprese, vale a dire l’ambito che fornisce istruzioni e supporto alle imprese che vogliono aprire o conquistare mercati stranieri;
- Logistica e trasporti, soprattutto per quanto riguarda l’import-export e i rapporti alle frontiere
- IT e ICT, comparti tecnici che però richiedono per lo sviluppo di app e applicativi la consulenza di linguisti esperti;

 

Sbocchi lavorativi e professionali per i laureati in lingue

Quanto ai lavori veri e propri, ecco che tipo di mestiere si può fare una volta usciti da Lingue:

 

Mediatore linguistico. E’ una delle professioni tipiche di chi si laurea in lingue e consiste nella facilitazione della comprensione tra gruppi culturali diversi e per questo è molto richiesto dall’industria del turismo così come da quelle del terzo settore (a tale proposito consigliamo di leggere anche Cosa vuol dire lavorare nel Charity, No profit e Sociale).  Come riporta l’atlante delle professioni “Il mediatore linguistico e culturale si occupa di favorire la comprensione e la comunicazione tra individui, gruppi, organizzazioni e servizi appartenenti alla propria cultura e quelli delle culture straniere di cui è competente (per es. cinese, giapponese, hindi, arabo). Il suo intervento consiste in attività di traduzione linguistica (scritta e/o orale), di intermediazione e di consulenza culturale”. 


Responsabile Import/Export aereo o portuale. E’ la figura più ricercata e assunta dalle aziende di logistica, import ed export di prodotti perché si chi si occupa di seguire le importazioni per conto di clienti e aziende. Soprattutto se laureato in cinese o lingue orientali, questo profilo ottiene ottime posizioni ma deve avere un buon background logistico-organizzativo e conoscenza delle regole commerciali e doganali (leggi anche Lavorare nei trasporti e nella Logistica).


Linguista computazionale. Tra gli sbocchi meno noti ma molto ben pagati, ci sono quelli offerti dal mondo ICT e informatico (ad esempio per aziende come IBM, Facebook, Google, Accenture che cercano profili da inserire nella messa a punto di software e programmi in cui la lingua svolge un ruolo chiave). Si tratta di un profilo esperto di linguaggi e costruzione della sintassi da applicare al mondo informatico. Per perfezionarsi in questo settore  è possibile seguire corsi specifici. Torino, come molte altre università italiane, ha un corso di base ma esistono lauree e master in linguistica computazionale per il mondo tecnologico, ad esempio a Bologna). Per scoprire di più consigliamo di leggere anche Lavorare nel settore IT e ICT.


Interprete per il settore administration e business. Si tratta di chi presta la sua opera di interpretazione alla comunicazione istituzionale, politica e commerciale. Per fare carriera è quindi opportuno specializzarsi anche negli ambiti per cui si è chiamati a fare da interpreti, attraverso master in Relazioni Internazionali, Economia, Business e Administration e simili. Una volta ottenuto il titolo è quindi possibile accedere a posizioni presso:

– Unione Europea e organismi UE

– Aziende di import export

– Camere di commercio, specie quelle internazionali

– Ambasciate

– Uffici Diplomatici


Interprete e traduttore giuridico. Nel campo della consulenza legale la traduzione o la predisposizione di documenti tecnico-giuridici in lingue diverse è una skill sempre più ricercata non solo da studi internazionali ma anche da società di consulenza come KPMG, PwC, Accenture. Anche se non si è avvocati, è possibile affiancare i team legali in realtà come i network di traduttori giuridici di LawLinguists


HR specialist e consulente aziendale. Nel settore della consulenza aziendale, il linguista è una figura chiave perché spesso è chiamato a tradurre o redigere testi ufficiali o documenti di lavoro come ad esempio i progetti per la partecipazione a bandi europei. Si tratta quindi di un profilo che sarà inserito nel comparto risorse umane (leggi anche HR-L’Industria delle risorse umane). Sarà però necessario anche in questo caso completare o arricchire la propria formazione con master o corsi specifici per il settore in cui si cerca lavoro.


Consulente direct. Nel campo dell’assistenza da remoto questo è un profilo altamente richiesto dalle aziende che erogano servizi, specie nel campo banking, finance e insurance a una clientela multiculturale. Si tratta di chi assiste digitalmente i clienti o i consumatori, ma non esaurisce le sue mansioni in un’attività di call center. Non è forse il ruolo immaginato come sbocco lavorativo principale una volta usciti da Lingue, ma è un ottimo trampolino di lancio per accumulare esperienza lavorativa spendibile poi nel settore desiderato. Leggi anche il nostro approfondimento: Il Consulente Direct: cosa fa, quanto guadagna?


Guida turistica. Considerando l’enorme peso del turismo in una nazione come l’Italia, questa strada può dare molte soddisfazioni, soprattutto a quei laureati che si sono specializzati in lingue come Tedesco, Giapponese o Russo. Per svolgerla è necessario ottenere un patentino o abilitazione specifica post laurea.

Social Media Manager. I laureati in lingue possono anche specializzarsi nel marketing: scopri tutte le opportunità di carriera per lavorare nella comunicazione.


Con quanti altri profili devo competere per un posto di lavoro?

Secondo il report La rinascita delle lauree umanistiche redatto da Talent Ventures,  nel 2018 alcune università italiane hanno avuto un “tasso di occupazione dei corsi ALPH (Art, Literature, Philosophy and History ndr)  in linea con alcuni corsi di laurea STEM”. Certo, i laureati Stem potevano contare su 127 mila posti disponibili contri i 10 mila delle aree umanistiche, ma le opportunità ci sono.

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