Lorenza, laureata in comunicazione all'UniCatt e Marketing Intern in Bayer

Il percorso di Lorenza tra il Marketing e il Volontariato image Il percorso di Lorenza tra il Marketing e il Volontariato
Pubblicato 17 Giugno

Lorenza di Feo, laureata all'UCSC e Communication & Marketing Intern in Bayer


Tutored è il punto di incontro tra studenti, giovani laureati e aziende. All’interno della nostra piattaforma, gli utenti possono scoprire gli sbocchi lavorativi in base al loro percorso di studio, esplorare le aziende e candidarsi alle numerose opportunità di stage, lavoro e graduate program. 

All’interno della piattaforma, ci piace raccontare le storie di giovani talenti che hanno fatto un percorso di studio brillante e oggi lavorano presso importanti realtà. 


1. In quale università hai studiato e quale percorso di studi hai scelto?


Ho ultimato il mio percorso universitario lo scorso settembre, quando mi sono laureata nel profilo di Marketing Management, la laurea specifica è la specialistica in Comunicazione d’impresa, i media e le organizzazioni complesse, all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.

Prima ho studiato Economia e Management turistico, durante la triennale in Scienze del turismo all’università di Genova, ma nel polo distaccato di Imperia. Durante questi tre anni ho fatto un Eramsus all’Université de Nantes, più precisamente nella città della Roche sul Yon, un’esperienza formativa sia sotto il profilo professionale che personale. Credo che un’esperienza all’estero dovrebbe essere uno step obbligato per ogni studente.


2. Quale attività extra-universitaria pensi sia stata davvero importante per la tua carriera? Un consiglio che daresti a chi sta studiando in questo momento?


In tutta onestà non credo esista una sola attività che possa davvero fare la differenza nella nostra carriera (o vita), ma la combinazione delle esperienze fanno di te quel che sei. Per rispondere alla tua domanda, nel modo più utile possibile, provo a riassumere ognuna di quelle attività che mi hanno permesso di scoprire un’attitudine che io reputo fondamentale nel mondo del lavoro. Precisando che, a parer mio, molte possono essere innate, ma sono davvero poche quelle su cui impegno e perseveranza non possono aver risultati.

La prima cosa che mi viene in mente è certamente il mio ruolo di Segretaria nell’associazione SorridiconPietro Onlus. È qui che per la prima volta mi è stata donata la totale fiducia e mi è stato permesso di espormi in prima persona in ambiziosi progetti, insegnandomi quanto le responsabilità mi facciano sentire viva e quanto la produttività mi motivi. Inoltre ho compreso quanto conoscere davvero ciò di cui tratti sia fondamentale per essere professionali, autorevoli e affidabili a prescindere dall’età.

Anche il volontariato in ospedale, oltre a ricordarmi il valore della responsabilità per ambire ad una vita coinvolgente, mi ha permesso di comprendere che sono pochi i problemi insuperabili nella nostra vita, insegnandomi a puntare su un approccio positivo e risolutivo.

Inoltre, viaggiare credo sia uno strumento potentissimo per imparare ad ambire, ma soprattutto ad essere curiosi e non voler mai smettere di imparare e studiare (ahimè è vero che non si finisce mai). 

Lo sport, essendo una persona assolutamente nella media (sfortunatamente senza doti particolari) per ottenere risultati devo applicarmi molto, mi ha insegnato la pazienza e perseveranza, che reputo assolutamente imprescindibili per la realizzazione personale. Anche se la pazienza non è una mia caratteristica innata, tento comunque di lavorarci costantemente.

Le attività extracurricolari legate sempre all’ambito universitario, come corsi per lavorare sulle soft skills, incontri e interventi con personaggi di spicco (ma soprattutto “di sostanza”) in me hanno scaturito molta motivazione, ma soprattutto mi hanno insegnato il valore dell’ascolto se non ancor più quello dell’ammirare ciò che più apprezzo negli altri, per imparare a farlo mio. Non per ultima tutte le challenges che ti permettono di lavorare attivamente e metterti in gioco, che me hanno permesso di entrare nel mondo Bayer.

Per riassumere in un consiglio tutto ciò che ho imparato nella mia breve esperienza, è che è normale avere paura, possiamo o dobbiamo averne e anche tanta a volte del presente, del futuro adulto, ma non dobbiamo mai farci spaventare. Siamo noi quello che sarà e se ci porteremo dietro la paura, creeremo un futuro di cui averne, appassioniamoci, sogniamo e non molliamo perché ne abbiamo tutto il diritto.


3.Hai svolto numerose attività in associazioni come Associazione Volontari Ospedalieri, Rotaract Club e Sorridiconpietro.it: ci puoi raccontare brevemente di queste associazioni e del motivo che ti ha spinto a prenderne parte?


Certamente. Credo che il volontariato sia fondamentale lo considero come un rilevante investimento del proprio tempo in quanto, oltre a poter fare la differenza nella vita di qualcuno, offre l'opportunità di un grande sviluppo emotivo, interiore e personale.
Il periodo universitario è spesso quel momento in cui si incontrano la maggiore autonomia e disponibilità di tempo, rispetto alle altre fasi della vita, per questo consiglio a tutti gli studenti di intraprendere un’esperienza di volontariato o almeno provarci.

La SorridiconPietro Onlus è l’associazione di cui sono Segretaria ed è stata fondata mio medico di famiglia e sua moglie, dopo la devastante perdita di loro figlio Pietro, insieme a tutti i suoi  giovani amici. La principale finalità dell’associazione è certamente il progetto Diamo Qualità alla Vita, che verte sulla fornitura di cure palliative pediatriche a minori da 0 ai 18 anni, evitando, ove possibile, inutili ospedalizzazioni, seguendo il piccolo e la famiglia a domicilio, attraverso un team di professionisti. Solo successivamente abbiamo sviluppato e implementato le finalità con progetti di  adozioni a distanza in Madagascar, la partecipazione attiva alla realizzazione del primo centro ricreativo d’Europa e in progetti di sensibilizzazione scolastici.

Io sono l’unica che non conosceva Pietro e sono entrata solo in un secondo momento nell’associazione: quando durante i miei studi triennali, ad Imperia, non era semplice avere una vita stimolante e curiosa, potevo scegliere se e come rendere il mio tempo utile per me e soprattutto per gli altri.

Poi sono entrata a fare parte dell’Associazione Volontari Ospedalieri (A.V.O) che si occupa di fornire assistenza, sia nella somministrazione dei pasti principali che psicologica, ai degenti in ospedale. Io mi occupavo ogni lunedì mattina del reparto di Medicina Generale e Neurologia di Imperia.

Il Rotaract Club è l’associazione, promossa dal Rotary International, dedicata ai membri under 30. Attraverso l'organizzazione di attività e campagne di raccolta fondi soddisfa le esigenze sia della comunità locale che nazionale, in merito allo sviluppo e alla sensibilizzazione su temi di pubblico interesse quali: attività culturali, sportive, ambientali, dell’infanzia.

Come anticipavo nel corso della vita il tempo a disposizione viene sempre meno e visti i miei impegni lavorativi, nell’ultimo periodo, riesco ad essere attiva solo nella realtà di cui mi trovo segretaria.

4.Oggi lavori in Bayer: come ci sei arrivata e come si sono svolte le selezioni? 


Una piccola precisazione: in questo momento il mio stage presso Bayer è bloccato, in quanto la posizione di stagista non prevede la possibilità di lavoro in modalità smart. Al momento in cui sarà possibile rientrare in azienda, in tutta sicurezza, il mio stage potrà essere riattivato.

Comunque, come anticipavo ho “vinto” lo stage in Bayer attraverso un concorso universitario, in cui con il mio team dovevamo preparare un piano di marketing, per soddisfare un bisogno di innovazione comunicativa di Bayer. 

Il mio gruppo ha vinto la sfida in azienda, e così per me si è aperta l’opportunità di Bayer. Le selezioni quindi hanno coinvolto tutti i partecipanti del mio gruppo e prevedevano come primo incontro quello con le risorse umane, seguito poi da un colloquio con quella che sarebbe diventata la mia responsabile e per finire un incontro conoscitivo con il Marketing Manager.

Ripensandoci correggo la mia frase iniziale: mi sono guadagnata lo stage in Bayer

 
5. Di cosa ti occupi nel team marketing di Bayer?

Come anticipavo, il mio stage è stato sospeso durante questo periodo di lockdown, ma per tutta la mia esperienza il mio ruolo mi ha permesso di supportare attivamente il product management dell'anticoagulante leader nel mercato italiano. Per essere più chiara: sono stata coinvolta nella visione strategica e gestionale del prodotto e nella sua promozione online e offline. Ho contributo al lancio commerciale di una nuova indicazione di prodotto, ho preso parte a progetti pionieri di marketing automation e gestione dei dati. Ho lavorato in stretta collaborazione con la forza vendita dedicata e ho preso parte alla loro formazione periodica.

Ho gestito autonomamente i rapporti con i principali fornitori. Inoltre, ho ideato mezzi di comunicazione e reinventato progetti già esistenti. Infine, mi sono occupata di organizzare la partecipazione ad eventi e ho supportato il management nella pianificazione strategica di budget e forecast di produzione o vendita.

Il ruolo del product manager è molto affascinante perché permette e richiede di avere una visione a 360° del prodotto per poterlo comunicare al meglio e valorizzarlo, inoltre per me rappresenta ciò che più amo del marketing: la strategia.


6. Un consiglio che daresti a tutti quelli che vorrebbero lavorare in Bayer ? E un secondo consiglio a chi vorrebbe lavorare nel tuo settore?


Bayer è certamente l’azienda che consiglierei a tutti. È un’azienda di eccellenze sia in termini di risorse umane, che di prodotti e per questo il mio consiglio per chi volesse lavorare in Bayer è certamente quello di armarsi di tanta volontà, spirito di iniziativa, passione e ambizione.

Non è facile entrare, ma credo che sia ancor più difficile lasciarla: è un’azienda che investe nei suoi dipendenti sia sotto il punto di vista personale che professionale. Il mio team di lavoro, mi ha insegnato il vero valore del lavoro, dell’impegno e mi ha mostrato che non bisogna mai risparmiarsi, ma anche sapersi far valere. Allo stesso tempo mi ha permesso di capire che anche se non è semplice non significa che sia impossibile e che non esistono limiti se non siamo noi a definirli.

Nel primo periodo di stage dovevo studiare per gli esami, lavorare alla tesi, studiare il mio prodotto e il suo universo. Tutto questo mi intimidiva inizialmente ma poi, allo stesso tempo, questa condizione così sfidante mi ha permesso di capire che basta volerlo e crederci ed è davvero possibile.

Infine, per chi in generale ambisse ad entrare a far parte del marketing farmaceutico, io non conoscevo davvero questa realtà prima di lavorarci attivamente e forse la sottovalutavo un po’. Devo fare una precisazione: il nostro è un prodotto a prescrizione specialistica e quindi la sua comunicazione e promozione è interessata da limitazioni, il cui fine è la tutela del paziente. Questo lo rende chiaramente un marketing, forse, più complesso di altri, più strategico e la cui comunicazione si basa in modo esclusivo su evidenze scientifiche.

Per chiunque ambisce a questo ambito o chiunque  si appassiona di strategia e apprezza le sfide senza arrendersi nel trovare la soluzione ad un problema, consiglio senza alcun dubbio di studiare, non importa se la tua formazione  sia in ambito chimico-farmaceutico o marketing, credo dovrai comunque pazientare e prevedere nel modo più umile possibile una continua formazione, imparando a non aver paura di prendere decisioni e assumerti responsabilità, anche se non sarà semplice, sono certa che non te ne pentirai.

Lorenza di Feo - Linkedin


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