Tutored incontra Luca, HR & Digital Talent Acquisition in Sysdata S.p.A.

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Pubblicato 23 Giugno

Dopo un percorso di studi in ambito politico-sociale, e un progressivo avvicinamento al mondo delle Risorse Umane, oggi Luca lavora come HR in Sysdata, con un approccio "digital" in linea coi tempi.

 

Tutored è il punto di incontro tra studenti, giovani laureati e aziende. All’interno della nostra piattaforma, i membri hanno la possibilità di scoprire gli sbocchi lavorativi in base al loro percorso di studi, conoscere grandi aziende e candidarsi alle numerose opportunità di stage, lavoro e graduate program. La nostra community è formata da giovani uniti dall'ambizione. Su Tutored, raccontiamo le loro storie ed esperienze, con l'obiettivo di ispirare i più giovani e dare un'idea concreta del mondo del lavoro.

 

Qual è stato il tuo percorso universitario? Quali pensi siano state le skills più importanti che ti ha fornito?
 

Nel 2011 ho intrapreso gli studi triennali in Scienze Politiche, Sociali e Internazionali presso l’Università di Bologna. Successivamente ho concluso il mio percorso Universitario con una Laurea Magistrale in PAO (Politica, Amministrazione, Organizzazione).

Ho scelto questo percorso perché le Relazioni (umane, politiche e internazionali) mi hanno sempre affascinato. Non ero attratto (né portato, ad essere onesti ) a studi scientifici/ingegneristici, per cui ho cercato di individuare un percorso che unisse i miei interessi con le mie qualità personali. Sicuramente l’aspetto più importante di questa scelta l’ho notato nel post-laurea, in cui è venuta fuori la mia capacità di analizzare un contesto o una situazione tenendo conto di tutti gli scenari possibili, senza soffermarsi alla prima valutazione empirica.

La possibilità di studiare e conoscere la storia, i quadri politici e internazionali nel corso degli anni,  come siano nate le prime organizzazioni aziendali e le loro evoluzioni hanno influito, spero in modo positivo, nelle mie capacità analitiche e organizzative, che ritengo fondamentali in una società dinamica come la nostra.

 

Quali sono state esperienze curriculari ed extra-curriculari che più ti hanno formato? Quali consiglieresti agli attuali studenti e neolaureati?
 

Di esperienze ce ne sono state tante, ma una in particolare mi ha colpito molto: durante la Triennale ho avuto la possibilità di partecipare ad un progetto molto stimolante in ambito ospedaliero, durato circa 7 mesi. Un progetto utile alla scrittura della mia tesi magistrale, in Psicologia del Lavoro.

Con il mio relatore Cristian Balducci, portammo avanti questo studio sullo Stress nel Lavoro, correlato nel Sistema Sanitario Nazionale, e come caso di studio prendemmo l'Azienda ospedaliero-universitaria di Bologna, il Policlinico Sant'Orsola-Malpighi.

Fu un’esperienza bellissima che mi permise di conoscere, analizzare e studiare tutti gli effetti dello stress sul personale sanitario di quasi tutti i reparti (da ortopedia ad oncologia pediatrica).

Per quel che riguarda la vita universitaria al di fuori dell’Ateneo, essendo un ragazzo socievole, trascorrevo molto tempo con studenti del progetto Eramus che venivano a Bologna per un’esperienza di studio all’estero. Amavo passare del tempo con loro, scoprire nuove culture, migliorare la lingua, conoscere stili di vita diversi. Ho avuto la possibilità di viaggiare e di fare esperienze stimolanti; tutt’ora ho molti amici che vivono in tutta Europa, con cui sono ancora in contatto nonostante siano passati molti anni.

Sono più che convinto che qualsiasi studente/persona debba “scoprire” il nuovo e uscire dalla propria zona di comfort per mettersi alla prova. Solo in questo modo si cresce, sotto tutti i punti di vista.

 

Di cosa ti occupi presso Sysdata S.p.A.? Quali pensi siano gli aspetti più stimolanti del tuo lavoro?
 

In Sysdata S.p.A. ricopro il ruolo di HR & Digital Talent Acquisition. Un lavoro che personalmente amo molto. Mi occupo di gestire il processo di selezione e Talent Acquisition end to end di risorse IT/Digital in diverse aree Aziendali (Sviluppo Software, Business Intelligence, Big Data, Data Science & AI, Digital Project Management, Business Analyst, CRM ecc.) sulla base di quelle che sono le necessità interne. Abbiniamo poi la parte di selezione interna a gestione rapporti con partner esterni (Head Hunters e Agenzie di Recruitment) per supporto. Tra le attività più interessanti, ci sono sicuramente quelle di employer branding & head hunting durante eventi di vario genere, e presso le Università per le aree digitali. 

Trattandosi di risorse umane, ci occupiamo anche di creare, insieme ai Responsabili Tecnici, dei piani di crescita e sviluppo per le nostre risorse. L’obiettivo è dare sempre alle persone un obiettivo da raggiungere facendole sentire parte di una visione comune. Come si suol dire, “tenerli sempre sul pezzo”.

 

Che ruolo pensi abbia (e possa, in futuro, avere), l’intelligenza artificiale nel mondo delle Risorse Umane?
 

Viviamo in un mondo e in una società altamente digitalizzata. La tecnologia, specialmente nei contesti aziendali, ormai è diventata un partner essenziale in tutti i settori, dal più semplice al più complesso.

Per cui è impensabile che non si possano applicare algoritmi di Intelligenza artificiale anche nelle risorse Umane (dalla fase di ricerca, screening, selezione e on boarding). Credo che realizzare soluzioni di AI per la gestione del personale possa essere solo un valore aggiunto. L’obiettivo però deve essere quello di snellire e automatizzare processi aziendali monotoni e ripetitivi, creando valore per tutti gli stakeholders aziendali. Personalmente sono favorevole a dinamiche di questo tipo, pur senza ritenerle la soluzione a tutti i problemi. Dovendo far fronte a contesti fortemente dinamici, l’unico modo per essere al passo è adeguarsi e adattarsi a questi nuovi scenari.

Tuttavia c’è un aspetto che non deve essere mai dimenticato: le persone. Le aziende si compongono di persone, non solo di computer o macchine.

Noi delle risorse umane custodiamo la cultura aziendale, dobbiamo capire e studiare i comportamenti dei nostri colleghi per renderli produttivi e performanti agli occhi dei responsabili, senza tralasciare l’aspetto “umano”.

Il ruolo dell’Azienda è anche quello di supportare in tutti i modi i propri dipendenti per farli crescere dapprima come persone, e poi come professionisti.

 

Qual è stato il tuo percorso per arrivare a lavorarci?
 

Con la scelta della laurea Magistrale in PAO (Politica, Amministrazione, organizzazione) ho capito da subito che il l’ambito di Relazioni Industriali e organizzazione Aziendale poteva essere il mio: perciò ho voluto approfondirlo. Ho quindi frequentato alcuni corsi sulla “gestione” in un ambiente di lavoro, ad esempio gestione delle risorse, del budget, dei tempi. Da li ho capito che le risorse umane potevano essere uno sbocco stimolante.

La prima vera esperienza è avvenuta con uno stage in R-Everse. R-Everse è una società di ricerca e selezione focalizzata sul mondo IT. Da li è nata poi un’esperienza di quasi 2 anni e mezzo, nella quale sono cresciuto molto sia come persona, sia come professionista. Ho avuto modo di poter lavorare in un contesto giovane, digitale e altamente sfidante. La relazione con cliente era centrale; il nostro obiettivo individuare il candidato perfetto per le necessità interne. Ero un consulente a tutti gli effetti, una persona su cui i clienti potevano fare affidamento per risolvere un problema. Successivamente è nata un’opportunità qui in Sysdata dapprima come consulente esterno, poi come dipendente. Sentivo la necessità di spostarmi in una realtà con dinamiche molto più aziendali, più rivolte all’ambito organizzativo.

Ormai sono qui da circa 2 anni, e sono contento perché ho la possibilità di poter lavorare su varie tematiche di mio interesse tra cui il ruolo del Digitale e dell’IT nelle risorse umane.Ad oggi, siamo un team di 5 persone che gestisce le 4 sedi in Italia di Sysdata, per cui non ci si annoia mai.

 

Dal tuo profilo LinkedIn, abbiamo potuto vedere che hai lavorato ad un progetto assieme ad altri tuoi due colleghi? Ti va di raccontarcelo più nel dettaglio?
 

Certamente. Si tratta in realtà di un progetto nato verso la fine del 2017 in R-Everse e durato circa 1 anno. Essendo una società di ricerca e selezione con una metodologia di Recruiting diversa dalle altre sul mercato, un cliente molto importante, Datalogic, ci affidò la responsabilità di diventare loro partner nella selezione e inserimento di circa 100 persone al fine di potenziare le due sedi di Bologna (Monte San Pietro e Calderara di Reno) in diverse aree: Sviluppo Software, Mobile App, AI ecc.

I miei Responsabili crearono un team apposito per questo progetto e tra le quattro persone scelte c’ero anche io. Eravamo quindi quattro persone focalizzate al 100% su questo progetto davvero enorme in termini di tempo e risorse. Fu un’esperienza molto stimolante perchè entrammo a stretto contatto con i Responsabili delle varie aree interessate di Datalogic lavorando al fianco del loro reparto HR. La complessità del progetto, lato nostro, era quella di garantire un’elevata performance in termini di inserimenti coordinandoci con tutti gli stakeholders di R-Everse e di Datalogic: dai nostri Founder, al nostro Team Leader, al Responsabile HR di Datalogic fino ai vertici dirigenziali.

Ricordo con piacere quei giorni passati insieme alle colleghe e ai colleghi, facendoci forza l’un l’altro nei momenti più duri.

Alla fine portammo a casa il risultato, soddisfando un bisogno concreto del cliente e dando la possibilità a R-Everse di ampliare il raggio di fuoco. 

 


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