ICT World: la storia di Luca, studente di ingegneria informatica al Politecnico di Milano

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Pubblicato 6 Luglio

In questa rubrica, Tutored ha raccolto le storie di brillanti studenti in ambito informatico, provenienti dalle più prestigiose università italiane. Lasciati ispirare dai loro racconti!

 

Tutored è il punto di incontro tra studenti, giovani laureati e aziende. All’interno della nostra piattaforma, i membri hanno la possibilità di scoprire gli sbocchi lavorativi in base al loro percorso di studi, conoscere grandi aziende e candidarsi alle numerose opportunità di stage, lavoro e graduate program. La nostra community è formata da giovani uniti dall'ambizione. Su Tutored, raccontiamo le loro storie ed esperienze, con l'obiettivo di ispirare i più giovani e dare un'idea concreta del mondo del lavoro.

 

Innanzitutto, ti chiederei di presentarti come persona, focalizzandoti in particolare sui tuoi interessi, le passioni e le ambizioni che hai avuto sin da giovane, e che ti hanno portato a studiare al Politecnico.

 

Un saluto a tutta la comunità di Tutored, mi presento: mi chiamo Luca Giacometti, ho 23 anni e frequento il corso di laurea magistrale in Computer Science and Engineering al Politecnico di Milano, seguendo il percorso di specializzazione in sicurezza informatica.

La mia passione per l'informatica risale alla mia infanzia; in particolare, da quando mio padre mi fece provare i primi videogiochi da pc. Da quel momento in poi, oltre a giocarci, iniziai ad approfondirne sempre di più il funzionamento.

Ho sempre avuto una forte passione e predisposizione per le materie scientifiche, per come riescono a descrivere i fenomeni che ci circondano. La scelta di studiare ingegneria informatica è stato anche un modo per "specificare" questa grande passione, nell'ambito scientifico che più di tutti mi ha affascinato. 

Durante il periodo degli studi liceali, ogni volta che mi era possibile, mi documentavo su Internet su quali fossero le tematiche più importanti in ambito informatico, su quali linguaggi di programmazione esistessero e sul comportamento delle componenti di un computer, frequentando anche qualche corso online.

Crescendo, è cresciuta in me anche la consapevolezza che l'idea che avevo sul mio percorso universitario fosse quella giusta. La mia scelta migliore è stata quella di iscrivermi alla laurea triennale al Politecnico di Milano, perché è una delle migliori in Europa.

In seguito, durante lo svolgimento della laurea triennale, mi sono affascinato al mondo della sicurezza informatica; essa è sempre presente all'interno di qualsiasi ambito. Da questa passione derivò la mia volontà di proseguire con gli studi, iscrivendomi alla laurea magistrale sempre al Politecnico di Milano.

 

Come ti trovi al Politecnico di Milano? Come trovi che sia il bilanciamento fra teoria e pratica nella didattica?


All'inizio mi sono trovato un po' spaesato, in quanto l'ambiente universitario è veramente molto grande. In seguito, mi sono adattato molto bene e ora mi sento parte di esso.
Un punto di forza del Politecnico è rappresentato dal fatto che ci sono parecchie opportunità e associazioni al suo interno, gestite dagli studenti per gli studenti.

Durante la triennale si possono svolgere dei progetti per mettere in pratica alcuni dei concetti studiati, ma l'impianto su cui ci si poggiano gli studi è prettamente teorico.
Ciò vale anche per la laurea magistrale, senonché ci sono molte più occasioni di "mettere in pratica la teoria", e alcuni esami si basano proprio sul completare dei progetti.
Per quanto riguarda il percorso di specializzazione di sicurezza informatica, sono abbastanza soddisfatto, anche se rispetto ad altri percorsi ci sono meno esami specifici di indirizzo.

Nel complesso, penso che sia una buona impostazione che permette di avere delle ottime fondamenta per il futuro.

 

Potresti raccontarci di una tua esperienza extrauniversitaria (ma anche, se desideri, più di una) particolarmente rilevante per la tua formazione? Uno stage, un erasmus, un progetto, un’esperienza di volontariato, una passione particolare…


Ci sono state tante esperienze esterne all'università che mi hanno formato come persona.
La prima di tutte è lo sport, che ritengo parte integrante della mia persona, in quanto ha contribuito principalmente a forgiarmi un carattere, oltre che a lavorare di squadra. Ho sempre praticato sport  (sia di squadra, che in singolo), sin da quando ero piccolo, e lo spirito di sacrificio e di competitizione che ti insegna lo porterò sempre dentro.

Un'altra esperienza fondamentale è il volontariato che ho praticato come animatore durante alcuni periodi estivi, e attualmente con il Buddy project del polimi. Il primo mi ha permesso di migliorare le mie capacità relazionali, al fine di raggiungere un obiettivo comune. Il secondo mi consente, ogni semestre, di aiutare altri studenti che vengono dall'estero ad integrarsi con l'ambiente universitario, e di conoscere quindi persone nuove, culture diverse ed esercitare costantemente il mio inglese.

 

Raccontaci di una ambizione per il futuro: cosa pensi di fare dopo il Politecnico? Dove ti piacerebbe andare a lavorare? Quali pensi che siano gli step necessari per arrivarci?


Dopo il Politecnico penso di intraprendere la carriera lavorativa in Italia, ma se si dovesse presentare un'occasione all'estero probabilmente non la disdegnerei.
Infatti, prima o poi vorrei fare un'esperienza lavorativa all'estero, in particolare in Europa, per poter acquisire non solo più conoscenze, ma anche per imparare un'altra lingua e conoscere più culture.

 

Secondo te qual è una tecnologia già esistente (un algoritmo, una componente hardware, una componente software, un progetto…)  le cui potenzialità non sono state a pieno sfruttate? O che ha ampi margini di sviluppo?        

Credo che nessuna tecnologia esistente sia stata in realtà sfruttata o sviluppata al 100%.
Attualmente secondo me sono due le grandi tecnologie che si prenderanno la scena nei prossimi anni.
L'intelligenza artificiale è la prima: negli ultimissimi anni ha avuto un'influenza notevole su tutte le altre tecnologie; penso che sia in una fase intermedia di sviluppo, e che nel'immediato futuro avrà un impatto notevole.
La seconda sono i computer quantistici. Con questa tecnologia si è ancora agli albori, attualmente ci sono poche unità e sono quasi esclusivamente dedicate alla ricerca. Molto probabilmente impiegheranno decenni per entrare a far parte della tecnologia quotidiana, ma con la loro grande potenza di calcolo si prestano ad essere la tecnologia del futuro.

 

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