ICT World: la storia di Luca, studente di Ingegneria Informatica al Politecnico di Milano

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Pubblicato 22 Luglio

In questa rubrica, Tutored ha raccolto le storie di brillanti studenti in ambito informatico, provenienti dalle migliori università italiane. 

 

Tutored è il punto di incontro tra studenti, giovani laureati e aziende. All’interno della nostra piattaforma, i membri hanno la possibilità di scoprire gli sbocchi lavorativi in base al loro percorso di studi, conoscere grandi aziende e candidarsi alle numerose opportunità di stage, lavoro e graduate program. La nostra community è formata da giovani uniti dall'ambizione. Su Tutored, raccontiamo le loro storie ed esperienze, con l'obiettivo di ispirare i più giovani e dare un'idea concreta del mondo del lavoro.

 

Innanzitutto, ti chiederei di presentarti come persona, focalizzandoti in particolare sui tuoi interessi, le passioni e le ambizioni che hai avuto sin da giovane, e che ti hanno portato a studiare al Politecnico.

 

Un saluto a tutta la comunità di Tutored, mi presento: mi chiamo Luca Giacometti, ho 23 anni, e frequento il corso di laurea magistrale in Computer Science and Engineering al Politecnico di Milano, seguendo il percorso di specializzazione in sicurezza informatica.

La mia passione per l'informatica nasce fin dall'infanzia; in particolare, da quando mio padre mi mise davanti ad un pc per farmi provare dei giochi. Da quel momento in poi, oltre a giocarci, iniziai ad interessarmi sempre di più al come funziona un computer, e quali fossero le sue funzionalità. Da queste piccole cose, ho presto capito che la mia strada era quella dell'ingegneria informatica.

Durante il periodo degli studi liceali, ogni volta che mi era possibile, mi documentavo su Internet su quali fossero le tematiche più importanti dell'ambito IT, quali linguaggi di programmazione esistessero e sul comportamento delle componenti di un computer, frequentando anche qualche corso di informatica. Inoltre, ho da sempre provato curiosità e passione per le materie scientifiche, per come riescono a descrivere i fenomeni che ci circondano.

Crescendo, ho sempre più consolidato l'idea che avevo sul percorso universitario adatto a me. La scelta migliore è stata quella di iscrivermi alla laurea triennale al Politecnico di Milano, perché è una delle migliori in Europa.

In seguito, durante lo svolgimento della laurea triennale, mi sono affascinato al mondo della sicurezza informatica: è qualcosa di presente in ogni ambito dell'informatica. Da ciò derivò la mia volontà di proseguire con gli studi iscrivendomi alla laurea magistrale sempre al Politecnico di Milano.

 

Come ti trovi al Politecnico di Milano? Come trovi che sia il bilanciamento fra teoria e pratica nella didattica?


All'inizio mi sono trovato un po' spaesato, in quanto l'ambiente universitario è veramente molto grande. In seguito, mi sono adattato molto bene, e ora mi sento parte di esso.
Un punto di forza del Politecnico è rappresentato dal fatto che ci sono parecchie opportunità e associazioni al suo interno, gestite dagli studenti per gli studenti.

Durante la triennale, si possono svolgere dei progetti per mettere in pratica alcuni concetti studiati, ma l'impianto su cui ci si poggiano gli studi è prettamente teorico.
Ciò vale anche per la laurea magistrale, senonché ci sono molte più occasioni  di progetti pratici, e alcuni esami si basano proprio sul completare dei progetti.
Per il percorso di specializzazione di sicurezza informatica sono abbastanza soddisfatto, anche se rispetto ad altri percorsi ci sono meno esami specifici di indirizzo.

Nel complesso penso che il poli fornisca una buona impostazione, che permette di avere delle ottime fondamenta per il futuro.

 

Potresti raccontarci di una tua esperienza extrauniversitaria (ma anche, se desideri, più di una) particolarmente rilevante per la tua formazione? Uno stage, un erasmus, un progetto, un’esperienza di volontariato, una passione particolare…

 

Ci sono state tante esperienze esterne all'università che mi hanno formato a livello umano.
La prima di tutte è lo sport, che ritengo parte integrante della mia persona, in quanto ha contribuito tanto a forgiarmi un carattere e mi ha abituato al lavoro di squadra. Ho sempre praticato sport sin da quando ero piccolo, sia di squadra che da singolo, e mi piace tanto lo spirito di sacrificio e la competitività che ti insegna.
Un'altra esperienza fondamentale è il volontariato che ho praticato come animatore durante alcuni periodi estivi, e attualmente con il Buddy project del Polimi. Il primo mi ha permesso di migliorare la mia capacità d'interazione con le altre persone, per raggiungere un obiettivo comune. Il secondo mi consente ogni semestre di aiutare altri studenti che vengono dall'estero ad integrarsi con l'ambiente universitario, di conoscere persone nuove, culture diverse e di esercitare costantemente il mio inglese.

 

Raccontaci di una ambizione per il futuro: cosa pensi di fare dopo il Politecnico? Dove ti piacerebbe andare a lavorare? Quali pensi che siano gli step necessari per arrivarci?

 

Dopo il Politecnico, penso di intraprendere la mia carriera lavorativa in Italia, ma se si dovesse presentare un'occasione all'estero, sicuramente non la escluderei a priori.
Infatti prima o poi vorrei fare una tale esperienza, in particolare in Europa, per poter acquisire non solo più conoscenze, ma anche per imparare un'altra lingua e conoscere più culture.

 

Secondo te qual è una tecnologia già esistente (un algoritmo, una componente hardware, una componente software, un progetto…)  le cui potenzialità non sono state a pieno sfruttate? O che ha ampi margini di sviluppo? Una tecnologia che, se sfruttata a dovere, potrebbe avere successo in futuro?


Credo che nessuna tecnologia esistente sia stata, sino ad oggi, sfruttata o sviluppata al 100%.
Attualmente secondo me ci sono due grandi tecnologie che si prenderanno la scena nei prossimi anni.
L'intelligenza artificiale è la prima: negli ultimissimi anni ha avuto un'influenza notevole su tutte le altre tecnologie; penso che sia in una fase intermedia di sviluppo, e che anche nell'immediato futuro avrà un'impatto notevole.
La seconda sono i computer quantistici. Si è ancora agli albori con questi, attualmente ci sono poche unità e sono quasi esclusivamente dedicate alla ricerca. Molto probabilmente impiegheranno decenni per entrare a far parte della tecnologia quotidiana, ma con la loro grande potenza di calcolo si propongono per essere la tecnologia del futuro.

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