Lusso, Strategia e Consulenza: l'esperienza di Lucia, Associate Consultant in BCG

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Pubblicato 6 giorni fa

Lucia Casagranda si è specializzata in Luxury Management a Parigi, dove poi ha lavorato per quasi tre anni presso Cartier. Oggi è Associate Consultant in BCG a Milano!


Tutored è il punto di incontro tra studenti, giovani laureati e aziende. All’interno della nostra piattaforma, gli utenti possono scoprire gli sbocchi lavorativi in base al loro percorso di studio, esplorare le aziende e candidarsi alle numerose opportunità di stage, lavoro e graduate program. 

All’interno della piattaforma, ci piace raccontare le storie di giovani talenti che hanno fatto un percorso di studio brillante e oggi lavorano presso importanti realtà. 


In quale università hai studiato e quale percorso di studi hai scelto?


Ho frequentato la laurea triennale in Economia e Management all'Università di Trento, e successivamente ho conseguito un Master of Science (MSc) in Management all'ESSEC Business School di Parigi/Singapore, dove mi sono specializzata in luxury management e strategia aziendale. 


Hai svolto gran parte del tuo percorso di studi all'estero: quanto è importante secondo te studiare fuori dall'italia e dalla propria comfort zone?


Dopo un semestre in Finlandia durante la triennale a Trento, ho realizzato il mio sogno di proseguire gli studi all'estero conseguendo una laurea magistrale a Parigi, in un ambiente internazionale, dinamico e motivante.

Trovo che studiare all'estero sia fondamentale per uno studente per confrontarsi con altre culture, per diventare più flessibili e imparare ad adattarsi ad ogni situazione. Inoltre, studiare nelle "Grandes Ecoles" francesi, come l'ESSEC, permette di mettere in pratica gli argomenti studiati sui libri di scuola attraverso numerosi progetti con aziende leader europee e con numerosi stage.


Durante il tuo percorso accademico hai svolto diverse attività extra-universitaria: puoi raccontarle brevemente? Un consiglio che daresti a chi sta studiando in questo momento?


Durante i miei studi a Parigi ho svolto diverse attività extra-curriculari. Ero Student Ambassador per l'università e mi occupavo tra le altre cose di fare coaching ai potenziali studenti incoming su CV, lettera di motivazione e colloqui. Inoltre, ero responsabile della pagina Instagram e Facebook della scuola e di animarla con contenuti sulla student life.

Inoltre, facevo parte di diverse associazioni studentesche, tra cui ESSEC Italia, che aveva l’obiettivo di promuovere la cultura italiana all'estero (ma non solo).

Un consiglio per chi si trova ora all’università è quello di non focalizzarsi solo ed esclusivamente sui libri: spesso far parte di un’associazione studentesca (o addirittura fondarne una) vi porterà ad acquisire competenze trasversali e soft skills fondamentali nel mondo del lavoro, che non si imparano sui manuali.


Prima di arrivare in BCG, hai lavorato per Cartier a Parigi: che tipo di esperienza è stata?


Lavorare per Cartier a Parigi è stata un’esperienza unica. Ho avuto la possibilità di fare uno stage nel dipartimento commerciale di alta gioielleria durante il mio ultimo semestre di studio in Francia. Nonostante non parlassi molto bene il francese (che è fondamentale per fare carriera in Francia) il team ha apprezzato la mia voglia di imparare e la mia motivazione, offrendomi poi un lavoro alla fine dello stage.

Per due anni ho poi lavorato come Business Analyst/Project Manager, getendo una moltitudine di progetti strategici a livello internazionale (e migliorando man mano il mio francese).

Quest'esperienza mi ha permesso di conoscere non solo le peculiarità dell’industria del lusso, ma anche imparare come gestire un progetto da A a Z e come analizzare/intepretare dati per prendere le giuste decisioni.

Oggi lavori in BCG: come ci sei arrivata e come si sono svolte le selezioni?


Durante la magistrale in Francia ho sviluppato un forte interesse sia per il lusso che per la consulenza strategica. Dopo quasi tre anni da Cartier, ho deciso che era arrivato il momento di cimentarmi nella consulenza. Prima di inviare la candidatura ho partecipato a degli eventi di recruiting al femminile organizzati sia da BCG (BCG Aspire) che da McKinsey (Next Generation Women Leaders) per conoscere un po’ meglio il mondo del consulting, con i suoi pregi e i difetti.

Entrambi gli eventi sono stati davvero “inspiring” e mi hanno convinta ad intraprendere il percorso di selezione, che consiste generalmente in 4-5 colloqui (per ogni società) inclusivi di discussione di business case, per i quali è dunque necessario un periodo di preparazione dedicato. Devo dire che però poi gli sforzi sono stati ripagati!

Di cosa ti occupi in qualità di Associate Consultant in BCG?


Essere Associate in BCG significa imparare continuamente ed essere sempre fuori dalla propria comfort zone. L’Associate generalista lavora in team su progetti di diversa natura, ma sempre legati alla strategia aziendale di clienti in vari settori.

In base al progetto a cui si viene assegnati, solo per fare qualche esempio, è possibile lavorare su piani industriali, progetti di trasformazione digitale o su due diligences. Si viene assegnati solitamente su progetti che durano dai 3 ai 6 mesi, ma ne esistono anche di più corti e più lunghi. Dopodiché, si ruota e si cambia progetto.

Uno dei vantaggi del lavorare in consulenza è dato dal fatto che spesso si lavora a stretto contatto con il management dell’azienda cliente: “Don’t work for a CEO, work with them” è infatti uno degli slogan di BCG. Lavorare per BCG è uno stimolo continuo che mi permettere di crescere e imparare continuamente, sia professionalmente che anche come persona. Never stop learning!


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