Tutored incontra Lucilla, Communication Specialist in Edison

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Pubblicato 16 Novembre

Arte, fotografia e social media hanno caratterizzato il percorso di Lucilla. Dopo il percorso universitario, si è lanciata nel mondo della comunicazione e oggi lavora come Communication Specialist in Edison.


Tutored è il punto di incontro tra studenti, giovani laureati e aziende. All’interno della nostra piattaforma, i membri hanno la possibilità di scoprire gli sbocchi lavorativi in base al loro percorso di studi, conoscere grandi aziende e candidarsi alle numerose opportunità di stage, lavoro e graduate program. La nostra community è formata da giovani uniti dall'ambizione. Su Tutored, raccontiamo le loro storie ed esperienze, con l'obiettivo di ispirare i più giovani e dare un'idea concreta del mondo del lavoro.


In quale università hai studiato e quale percorso di studi hai scelto?


Dopo essermi diplomata in Ragioneria, mi sono iscritta all’Università Bocconi in Economia e Management per Arte, Cultura e Comunicazione.

Dopo la laurea Triennale, ho deciso di proseguire in Bocconi specializzandomi in Marketing Management, con un Major in Business Communication e Social Media. Ho sempre avuto un’indole creativa e questi due corsi di laurea mi hanno permesso di sviluppare competenze manageriali negli ambiti che mi piacciono.  

I due anni di specialistica sono stati molto intensi, ma anche molto belli e stimolanti: molti corsi prevedevano, oltre a una parte teorica, un business project, che veniva presentato direttamente da aziende come Vodafone, Ferrero, Lindt, Philips e ognuno lanciava una sfida diversa, dal lancio di un nuovo prodotto, al packaging re-design, al brand management.

Ci suddividevamo in gruppi e lavoravamo duramente per alcuni mesi prima di presentare i nostri progetti alle aziende: questo voleva dire mettere realmente in pratica tutte le competenze acquisite durante gli anni di studio ed entrare in contatto con il mondo del lavoro. E la competitività che c’era tra i vari gruppi, è la stessa che si ritrova oggi nel mondo del lavoro e tra aziende competitors. Quando il mio gruppo ed io abbiamo vinto il business case di Philips è stato molto soddisfacente.


Hai svolto parte del tuo percorso universitario all'estero: quale meta hai scelto e perché? Quanto è importante secondo te svolgere un periodo di studi fuori dall'Italia e dalla propria comfort zone? 


Ho deciso di andare in Canada principalmente per il corso che era possibile seguire li: Management of Fashion and Luxury Companies. Era un tema che mi interessava molto e che non avevo ancora avuto modo di approfondire nel mio percorso di studi. ​

Studiare all'estero è un’esperienza che consiglio a tutti, entrare in contatto con culture diverse, anche se per poco tempo, apre la mente e arricchisce di stimoli. Si torna con idee nuove e la voglia di provare a cambiare qualcosa seppur nel proprio piccolo. 

Vancouver è una città che funziona sotto ogni punto di vista: la gente ha una mentalità aperta, sono tutti gentili e disponibili, c’è tantissimo verde e mai traffico. E poi basta allontanarsi un po’ dalla città per trovare gli orsi, noi ce ne siamo trovati uno davanti la porta d’ingresso della casa nel Campus a Burnaby dove alloggiavamo.. ecco, questo forse non lo rifarei :-)


Quale attività extra-universitaria pensi sia stata davvero importante per la tua carriera? Un consiglio che daresti a chi sta studiando in questo momento? 


Extra università ho fatto un sacco di cose, seguendo le mie passioni e mettendomi sempre in gioco. La fotografia è una delle cose che mi è servita di più, o meglio, che mi sono sempre portata dietro come carta differenziante. 

Arrivata a Milano - ormai più di 12 anni fa, vengo a sapere che una famosa discoteca stava cercando un fotografo per le serate. Io ero appassionata di fotografia ma non avevo mai lavorato ​come fotografa, tantomeno in discoteca con luci basse e tanta gente. Ho mandato il mio portfolio così, giusto per, e mi hanno presa.

Ho lavorato li due anni e questo mi ha permesso di crearmi un bel network, portandomi a lavorare per un magazine ​milanese come fotografa per le sfilate della Fashion Week e per eventi di aziende come Sony, Perugina, HotelTonight.. ho anche collaborato alla campagna di lancio di UberPop a Torino con Cristina Chiabotto. 

Il bagaglio di competenze acquisite in questo ambito mi è stato utile in ogni azienda in cui ho lavorato, perché c’è sempre bisogno di un occhio più attento ai dettagli e che conosca l’ambiente creativo. 

Quello che consiglio è di provare sempre, di rischiare, perché non si può mai sapere dove potrebbe portarci una determinata cosa. 


Oggi lavori in Edison: come ci sei arrivata e come si sono svolte le selezioni? Di cosa ti occupi in qualità di Communication Specialist in Edison? 


Sono entrata in Edison due anni e mezzo fa dopo un’esperienza in una startup in Germania.

Inizialmente ho lavorato come Content Specialist nella Direzione External Relations & Communication.

Ho fatto i classici step di colloquio: risorse umane, head of content strategy e la responsabile della Direzione. Dopo 8 mesi durante i quali mi sono occupata della comunicazione Corporate di Edison, sono entrata nella Divisione Servizi Energetici e Ambientali, dove lavoro tutt’ora come Communication Specialist. Mi occupo della comunicazione a supporto del business: dall’organizzazione di fiere ed eventi, allo sviluppo degli strumenti di comunicazione, alla gestione dei progetti di content production (video, shooting, interviste).


Prima di arrivare in Edison hai svolto numerose esperienze lavorative, dalla fotografa al marketing: quanto queste diverse esperienze ti hanno plasmato? 


Ognuna delle esperienze lavorative mi è servita in quelle successive. Ho fatto cose apparentemente molto diverse tra loro, ma ognuna è stata un tassello fondamentale per le altre. Sono una persona molto curiosa, mi piace imparare e mettermi in gioco, son dell’idea che se anche qualcosa dovesse andar male, sarà stata sicuramente un’esperienza da cui ho imparato qualcosa. Tutto serve.

Lavorare in aziende molto diverse tra loro (sia per tipologia che per settore) mi è servito per conoscere realtà differenti e prendere il meglio da ognuna. Inoltre, mi ha permesso di capire in cosa sono più brava e cosa voglio fare: ad esempio, ho iniziato a collaborare all’organizzazione di eventi a La Triennale di Milano e da lì, in ogni azienda, nonostante ruoli differenti, ho sempre scelto di occuparmene (lo scorso anno ho organizzato la Convention di Divisione con più di 900 persone, un bella soddisfazione). Diciamo che ho capito che è uno dei miei punti forza. Punti di debolezza? La matematica. All’Università ho scelto Arte Cultura e Comunicazione mica per altro :-)


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