Tutored incontra Marco, Corporate & Investment Banking in Banca Finint

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Pubblicato 15 Febbraio

Dopo la laurea magistrale, Marco ha proseguito gli studi specializzandosi nel settore Finance.


Tutored è il punto di incontro tra studenti, giovani laureati e aziende. All’interno della nostra piattaforma, i membri hanno la possibilità di scoprire gli sbocchi lavorativi in base al loro percorso di studi, conoscere grandi aziende e candidarsi alle numerose opportunità di stage, lavoro e graduate program. La nostra community è formata da giovani uniti dall'ambizione. Su Tutored, raccontiamo le loro storie ed esperienze, con l'obiettivo di ispirare i più giovani e dare un'idea concreta del mondo del lavoro.


In quale università hai studiato? Se dovessi descrivere il tuo percorso accademico in tre parole, quali sceglieresti?


Nel 2014 ho conseguito in Bocconi la Laurea Magistrale in Management, a completamento di un corso di Laurea Triennale in Economia Aziendale. Se dovessi scegliere tre parole per descrivere il mio percorso di studi, queste sarebbero sicuramente: Trasversalità, Internazionalità, Immediatezza.

> Trasversalità perché la scelta di completare il mio profilo economico con uno spiccatamente manageriale mi ha consentito di dotarmi di una sorta di “cassetta degli attrezzi” con cui è facile immaginare di potersi ben districare tra le diverse funzioni aziendali e i vari settori nei quali operano le imprese e/o gli enti;

> Internazionalità perché le mie esperienze connesse ai miei studi sono state fortemente caratterizzate in tal senso. Già durante le scuole superiori ho avuto l’opportunità di recarmi a Francoforte e a Strasburgo, presso il Consiglio d’Europa. Durante il triennio ho studiato per un intero semestre presso l’Universidad de Málaga (Spagna), dove ho anche svolto l’attività di ricerca per la tesi finale. Da ultimo poi, studiare in Bocconi, mi ha permesso di consolidare maggiormente il carattere internazionale dei miei studi, grazie ad alcuni insegnamenti erogati in lingua inglese e alla presenza, sia in classe che in campus, di diversi ragazzi e ragazze di varie nazionalità;

> Immediatezza perché i metodi che ho avuto l'opportunità di adottare nel mio percorso di studi sono stati tali da renderlo immediatamente spendibile nel mondo del lavoro. Penso a tutte quelle attività didattiche arricchite dall’intervento in aula di diversi professionisti, alle visite aziendali, alle discussioni di case study, ai seminari e agli innumerevoli (a volte anche interminabili!) lavori di gruppo che hanno da sempre contraddistinto il mio percorso.


L'anno scorso sei tornato in Bocconi per un Executive Master in Finance: come mai questa scelta? Quali argomenti hai approfondito?


Verso la fine della laurea specialistica, ancora sui banchi dell’università, mi sono appassionato al corporate finance, grazie anche alla passione e agli insegnamenti che mi sono stati trasmessi da alcuni professori. Dopo una prima esperienza lavorativa, sentendo il bisogno di approfondire ulteriormente tali temi, mi sono candidato all’Executive Master in Finance (EMF) della SDA Bocconi.

L’esperienza, portata avanti contestualmente a quella lavorativa, mi ha consentito da un lato di raggiungere un maggior livello di padronanza della finanza aziendale e dall’altro mi ha consentito di lavorare su diverse soft skill, in particolare sulla capacità relazionale.


Quale attività extra-universitaria pensi sia stata davvero importante per la tua carriera? Un consiglio che daresti a chi sta studiando in questo momento?


Ho sempre portato avanti diverse attività extra-universitarie durante il mio percorso di studi ma quella che probabilmente mi ha dato maggior valore aggiunto è stato il Rotaract, i giovani del Rotary International.

Il Rotary è un’organizzazione internazionale presente in quasi tutte le nazioni del mondo che conta oltre 1.200.000 soci. Non si tratta di una semplice organizzazione di volontariato: il Rotaract è una vera e propria fucina di competenze per il domani, che mi ha offerto la possibilità di sviluppare le mie doti di leadership, ma anche di comprendere a fondo quelle che erano le esigenze della mia comunità locale, dandomi gli strumenti per mettere le mie competenze al servizio degli altri.


Oggi lavori in Banca Finint: come ci sei arrivato e come si sono svolte le selezioni?


Dopo un primo periodo di lavoro, ho deciso di ritornare a Conegliano, la mia città, perché mi sono reso conto che - se le mie competenze potevano essere utili in una grande realtà come Milano - in una piccola città il valore aggiunto del mio lavoro sarebbe stato ancora più significativo: Banca Finint mi ha offerto la possibilità di lavorare in una realtà con un forte legame sul proprio territorio.

Mi sono candidato tramite il sito e ho affrontato le selezioni che si svolgono in più passaggi, da un test di cultura generale e lingua inglese, a vari colloqui sia generali (con le risorse umane) che tecnici (con i responsabili della divisione dove sono stato inserito). La selezione si è conclusa con un case study.


Di cosa ti occupi in Banca Finint?


In Banca Finint sono coinvolto nella divisione corporate & investment banking ed in particolare faccio parte del team che si occupa della strutturazione e del collocamento di Minibond.

Tali strumenti finanziari vengono emessi da imprese (aziende corporate quotate o non) con l’obiettivo di finanziare i propri piani di sviluppo e di diversificare le fonti di finanziamento. I Minibond vengono poi sottoscritti da investitori professionali (fondi di debito, banche, confidi, investitori istituzionali, etc).


Prima di arrivare in Banca Finint, hai lavorato in due importanti società di consulenza: che tipo di progetti hai seguito? Quali sono, secondo te, le differenze principali tra lavorare in una realtà corporate e un consulting?


Durante l’ultimo anno di università ho fatto uno stage curricolare in KPMG a Milano nella divisione audit. L’esperienza, molto stimolante e formativa, mi ha permesso di entrare in contatto con diverse organizzazioni (aziende quotate, aziende familiari, holding di partecipazioni etc.) operanti in diversi settori (dall’healthcare alla logistica, dalle aziende di servizi alle holding di investimento). Il nostro team era chiamato a verificare che il bilancio d’esercizio fosse redatto in conformità con i principi contabili adottati da tali aziende.

Lo stage, dopo un periodo di tre mesi, si è trasformato in un’esperienza lavorativa durata complessivamente circa due anni.  Successivamente, desideroso di cimentarmi anche in un ambito differente, mi sono trasferito in EY, nella divisione advisory, dove seguivo progetti di gestione del rischio per diversi istituzioni finanziarie.

Lavorare in una realtà di consulenza, specialmente nelle cosiddette “big four", è un ottimo trampolino di lancio poiché, oltre a trasmettere un metodo di lavoro molto preciso, dà l’opportunità di seguire diversi progetti, che possono essere anche profondamente diversi uno dall’altro.

Una differenza importante rispetto al mio lavoro attuale, che per me rappresentava un punto di debolezza della mia precedente professione, è che essendo queste attività molto strutturate, generalmente si segue solo un “pezzettino” di ogni progetto, perdendo magari di vista l’obiettivo finale. La differenza sostanziale tra ciò che facevo e ciò che faccio oggi si è sviluppata in maniera progressiva: oggi, seguendo un progetto nella sua interezza, riesco a seguirne praticamente tutti gli step, mantenendo sempre una visione d’insieme e, soprattutto, arrivando a percepire il risultato finale in maniera tangibile. Questo mi dà molta più soddisfazione nel mio lavoro quotidiano.


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