Tutored incontra Maria Laura, HR Specialist in Engineering Ingegneria Informatica

 image Maria Laura ha studiato Relazioni Internazionali all’Università di Bologna. Oggi lavora come HR Specialist in Engineering Ingegneria Informatica.
Pubblicato 13 Maggio

Maria Laura ha studiato presso la Scuola di Scienze Politiche e delle Relazioni Internazionali dell’Università di Bologna, specializzandosi in Cooperazione Internazionale. Oggi lavora come HR Specialist in Engineering Ingegneria Informatica.

 

In quale università hai studiato e quale percorso di studi hai scelto?

Dopo il liceo classico, ho iniziato il mio percorso universitario presso l’Università di Bologna,
conseguendo la laurea sia triennale che magistrale presso la Scuola di Scienze Politiche e delle
Relazioni Internazionali. Per il triennio ho scelto di iscrivermi alla facoltà di Scienze Diplomatiche
Internazionali, presso il Campus di Forlì. Per il percorso magistrale, invece, mi sono spostata nella
succursale di Ravenna, dove ho frequentato il corso di Cooperazione Internazionale. Frequentare le lezioni presso le sedi staccate ha avuto i suoi vantaggi: le classi sono più piccole, e le attività
curriculari più gestibili. I professori sembrano più disponibili e aperti al confronto. Si è perciò da
subito creata un’atmosfera di appartenenza che è stata fondamentale per poter affrontare con
serenità il percorso di studi.


Ho scelto questo tipo di percorso, non solo perché spinta dalla passione per le scienze sociali, ma anche dalla mia forte curiosità di capire e conoscere il mondo. Infatti, questa tipologia di studi affronta tematiche trasversali, intrecciando l’apprendimento di diverse discipline: si spazia dalla storia contemporanea all’economia, dal diritto allo studio delle lingue e delle civiltà straniere, altra caratteristica che mi aveva affascinata. Durante il triennio infatti ci è stata data la possibilità di studiare una seconda lingua oltre all’inglese, inizialmente io ho scelto il tedesco, e successivamente anche il russo.

Sono fortemente convinta che la natura di questi studi mi abbia preparato a lavorare in un ambiente internazionale e dinamico, e che tutte le esperienze correlate abbiano mi abbiano arricchito, permettendomi di sviluppare e migliorare diverse attitudini personali come l’indipendenza, la capacità di adattamento in ambienti non familiari, il problem solving, e, nondimeno, il dialogo interculturale, il rispetto verso diversi punti di vista, una visione più ampia del mondo.

Gli sbocchi lavorativi che un corso di Laurea come il mio offre sono molteplici, grazie alla possibilità di affrontare tematiche differenti e utilizzando approcci trasversali. Principalmente, si può ambire alla Carriera Diplomatica o a lavorare per importanti ONG in ambito nazionale e internazionale, ma non solo. Il mondo aziendale offre sicuramente una serie di opportunità a tutti laureati in questo ambito. Tutto dipende in effetti da che “taglio” vogliamo dare al nostro profilo professionale, chi ha preferito approfondire gli aspetti linguistici ha ricoperto ruoli commerciali o ha trovato impiego nel turismo, chi ha dato un taglio più economico ha fatto spesso carriera nella consulenza manageriale, o nel ramo bancario e finanziario. Io, personalmente mi sono sempre concentrata sugli aspetti sociali ed economico-relazionali, interessandomi in seguito ai processi HR nelle aziende.

Da circa due anni sono impiegata in Engineering Ingegneria Informatica, multinazionale leader nella consulenza informatica e ricopro il ruolo di HR Professional all’interno della Direzione Risorse Umane. Attualmente mi occupo sia di attività di Talent Acquisition sia, insieme ad altri colleghi, di gestione dei dipendenti di alcune sedi del Gruppo, situate tra le Marche e la Puglia. 


Quali attività extra-universitarie ti senti di consigliare ad uno studente universitario?

Dal momento che l’Università italiana fornisce ancora una formazione prevalentemente teorica, quello che consiglio ad ogni studente è di “collezionare” anche una serie di esperienze extra-curriculari che spingano a capire meglio se stessi e le proprie attitudini. Non si tratta solo di “ fare curriculum” ma di sviluppare una serie di soft skills che permettano di essere più performanti e recettivi alle sfide poste dal mercato del lavoro, che negli ultimi anni è diventato sempre più complesso.

Per quanto mi riguarda, le esperienze all’estero che ho svolto durante gli anni di Magistrale hanno contribuito a formare la persona che sono oggi, anche dal punto di vista professionale.

In primis, il periodo svolto in Germania è stato ricco di soddisfazioni. Grazie alla borsa di studio finanziata dal progetto Erasmus Studio, ho potuto trascorrere un intero anno presso un'importante università tedesca , la Justust Liebig Universitat di Giessen (vicino Francoforte Sul Meno) dove ho sostenuto gli esami del secondo anno di magistrale sia in inglese che in tedesco. Nel corso dell’anno ho viaggiato in tutta Europa, imparato due lingue e ho intrapreso lo studio della terza, il russo, grazie al quale ho scoperto una vera passione per questa cultura! In seguito infatti sono risultata Vincitrice della borsa di studio per un progetto di ricerca di un mese a Kiev presso l'Università di Taras Shevchenko. Lo scopo era reperire dati e informazioni utili per esaminare la questione dei conflitti in Ucraina, oggetto della mia tesi di laurea specialistica.

Attraverso queste esperienze ho maturato ottime competenze di analisi e pensiero critico, di problem-solving, nonché puntualità e precisione.
Alla fine di quell’anno, però, avevo bisogno di toccare con mano il mondo del lavoro e capire quale fosse davvero la strada giusta per me. Così, ho deciso di iniziare uno stage di qualche mese presso una piccola azienda di Praga, impegnata nel settore ICT. Qui ho avuto la possibilità di scoprire il ruolo di HR recruiter, occupandomi di Ricerca e Selezione e Organizzazione aziendale.

Sono stati tre mesi davvero utili e impegnativi: l’azienda era Ceca ma l’ufficio era prevalentemente composto da persone provenienti da tutta Europa, pertanto la lingua utilizzata era l’inglese. Questa esperienza è stata fondamentale per la mia carriera, non solo perché mi ha dato una visione generale di che temi si trattino effettivamente in HR e di capire quale fosse il lavoro adatto a me, ma anche perché mi ha anche dato una prima infarinatura su quelle che sono le dinamiche aziendali e i processi lavorativi in un ufficio, ho imparato ad affrontare le sfide che mi si presentavano, a relazionarmi con i miei colleghi più giovani e con i miei superiori, a gestire lo stress e le scadenze con responsabilità. Infine, mi ha permesso di cogliere le differenze tra il mercato del lavoro italiano e quello europeo, invitandomi a riflettere sugli aspetti positivi e negativi di entrambi.


Prima di arrivare in Engineering Ingegneria Informatica Spa, hai svolto diverse esperienze lavorative: puoi raccontarci il tuo percorso professionale?

Una volta rientrata in Italia, dopo la laurea, ho svolto un tirocinio extracurriculare della durata di 6 mesi presso una piccola società di ricerca e selezione del personale e gestione delle imprese di Treviso. E’ stato un momento per me davvero formativo, poiché mi occupavo, in affiancamento, non solo delle attività di ricerca e selezione per le aziende clienti della società, ma ho avuto modo anche di approfondire alcune tematiche di gestione del personale per le aziende clienti della società, attività commerciali e scouting di nuovi clienti.

Tuttavia, l’esperienza più importante per me è stata quella in Engineering, dove sono entrata nel 2019 con il ruolo di Recruiter & Talent Acquisition Specialist.

Oggi lavori in Engineering Ingegneria Informatica: come hai conosciuto questa realtà?

Tutte le esperienze di stage svolte hanno fatto sì che il mio curriculum continuasse a crescere, tuttavia non si erano mai tradotte in una proposta lavorativa vera e propria.

Quando ho inviato l’application ad Engineering ero alla ricerca di un’opportunità in un’azienda solida e innovativa, che mettesse al centro i suoi dipendenti e che coniugasse la loro formazione alla sviluppo professionale. Si era da poco aperta una selezione per l’inserimento di un HR Recruiter e sono stata contattata per partecipare alla selezione.

Da subito mi è stata presentata una realtà molto strutturata, una multinazionale che conta circa 12.000 dipendenti nel mondo! L’azienda è nata a Padova negli anni ’80 e si conferma un leader nella consulenza informatica nel panorama italiano, con le sue 50 sedi. Inoltre, è proprietaria di un’IT & Management Academy che si pone l’obiettivo di provvedere alla formazione dei propri dipendenti! Ho capito subito che questa poteva essere un’occasione unica per entrare a far parte di un ufficio HR di dimensioni importanti che mi avrebbe consentito di conoscere a fondo l’organizzazione e i processi aziendali, la struttura e le sue persone.


Di cosa ti occupi in qualità di HR Specialist in Engineering Ingegneria Informatica?

Inizialmente sono stata inserita in azienda presso la sede di Padova con il ruolo di Talent Acquisition Specialist, e, dopo un periodo di affiancamento, ho svolto attività di Recruiting di profili ICT & Consultants entry-middle e top level attraverso i principali canali di recruitment, gestendo le attività di ricezione e screening dei curricula, effettuando call-interview, e colloqui di selezione.

Importante è stata anche l’azione e l’implementazione delle strategie di employer branding e talent acquisition presso gli Istituti Superiori, le Università, le Scuole di alta Formazione in collaborazione con l’ufficio Comunicazione & Marketing per rendere più efficace la candidate experience. Infine ero di supporto alle colleghe per le attività di gestione del personale per delle sedi del Nord-Est del Gruppo.

Nel corso del tempo, grazie al supporto della mia responsabile e dei miei colleghi, ho avuto l’opportunità di crescere e di affrontare tematiche differenti, e di appassionarmi definitivamente al mondo HR, così complesso e articolato, ma sicuramente affascinante per la sua trasversalità.

Quando è sopraggiunta l’emergenza sanitaria l’anno scorso non ero in azienda da molto, e pensavo che la situazione di incertezza generale potesse in qualche modo volgere a mio sfavore, anche a causa dell’introduzione dello smart-working totale.


Invece, nonostante le difficoltà del caso, sono riuscita ad apprendere molto e ad ampliare così il mio ruolo: ora sono inserita in un team di 4 persone, dove oltre a gestire in autonomia le selezioni e gli inserimenti dei candidati più junior, mi occupo della gestione del personale di 5 sedi del Gruppo, situate tra le Marche e la Puglia. Le attività da curare sono svariate, dal processo di onboarding in azienda ai colloqui di fine rapporto.


Nella nostra community di oltre 500.000 utenti ci sono molti studenti e giovani laureati che vorrebbero lavorare nel mondo HR: un consiglio che daresti a chi vorrebbe seguire la tua strada?

Ancora una volta, credo che ciò che renda così il mondo HR sia la traversalità di questa professione.

E’ una carriera, infatti, che attinge a diversi settori professionali e che richiede una preparazione a tutto tondo, che spazia dagli aspetti giuslavoristici alle dinamiche psicologiche e relazionali. Essere curiosi e desiderosi di aggiornare continuamente le proprie competenze, quindi rappresenta un primo punto di forza. In secondo luogo ritengo sia molto importante affinare le proprie soft skills, buone capacità comunicative e di ascolto, empatia, in unione al saper affrontare con diplomazia e lucidità le problematiche che si presentano, aiuterà sicuramente ad individuare soluzioni efficaci all’interno di contesti strutturati. In questo la formazione umanistica svolge un ruolo chiave anche nell’ottimizzazione dei risultati economici!


Infine, ciò che vorrei consigliare a tutti i neolaureati che sono alla ricerca di un primo impiego, in ambito HR e non, è di essere sempre se stessi seguendo i propri interessi e le proprie passioni avendo ben chiaro quali sono i propri obiettivi. Il voto di laurea e la preparazione sono molto importanti, ma ciò che conta veramente alla fine è come siamo riusciti ad affrontare le sfide che si sono poste sul nostro cammino e come ci hanno fatto crescere e maturare, perché tutto ha contribuito a farci diventare il professionista che siamo.

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