Tutored incontra Martina, Talent Acquisition Partner in IBM

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Pubblicato 26 Maggio

Iniziata Psicologia, ignara del futuro che l'aspettava, Martina è oggi una giovane e brillante HR in IBM, in cui occupa il ruolo di Talent Acquisition Partner.

 

Tutored è il punto di incontro tra studenti, giovani laureati e aziende. All’interno della nostra piattaforma, i membri hanno la possibilità di scoprire gli sbocchi lavorativi in base al loro percorso di studi, conoscere grandi aziende e candidarsi alle numerose opportunità di stage, lavoro e graduate program. La nostra community è formata da giovani uniti dall'ambizione. Su Tutored, raccontiamo le loro storie ed esperienze, con l'obiettivo di ispirare i più giovani e dare un'idea concreta del mondo del lavoro.

 

In quale università hai studiato e quale percorso di studi hai scelto?


Il mio percorso accademico inizia con una Laurea Triennale in Scienze e Tecniche Psicologiche presso l’Università degli studi Gabriele d'Annuzio di Chieti-Pescara, guidata dall’idea del classico stereotipo dello psicologo clinico, ignara di ciò che avrei sorprendentemente scoperto successivamente. Infatti, esame dopo esame, mi rendevo conto di essere sempre più incuriosita ed affascinata dalla psicologia del lavoro, dai comportamenti delle persone all’interno dei contesti aziendali e di tutte le dinamiche annesse e connesse; ragion per cui decido di proseguire i miei studi con una magistrale in Psicologia delle Organizzazioni e del Marketing presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, effettuando concretamente project work con aziende come KPMG e Ferrero, che mi hanno trasmesso sempre più la passione nei confronti di questo mondo e convincendomi sempre di più di aver preso la strada giusta.

Durante il percorso della magistrale, ho avuto inoltre modo di vivere una delle esperienze più significative ed importanti della mia vita, svolgendo un LaTE (Language Training Experience) presso il Niagara College a Welland (Canada), un programma dell’Università Cattolica per studiare e migliorare la lingua inglese. Ho vissuto per circa un mese e mezzo insieme ad una famiglia locale, adattandomi piacevolmente alla loro cultura, viaggiando e scoprendo posti incantati, ma soprattutto costruendo un network di conoscenze internazionali, conoscendo persone con modus operandi e background differenti. 

Una sensazione di continua adrenalina e forza che mi ha insegnato ad essere flessibile, audace e sempre più curiosa di ciò che ci circonda.

 

Quale attività extra-universitaria pensi sia stata davvero importante per la tua carriera? Un consiglio che daresti a chi sta studiando in questo momento?

Una delle attività più stimolanti ed utili del mio iter da studentessa è stata quella relativa al ruolo di collaboratrice all’interno dell’Università Cattolica. Insieme ad altri studenti provenienti da facoltà diverse, il nostro compito è stato quello di orientare e supportare le matricole che si approcciavano per la prima volta con il mondo universitario nello svolgimento delle pratiche burocratiche e nella scelta del piano di studi da intraprendere.

A mio avviso è opportuno svolgere, durante il percorso di studi, attività extra che consentano di captare alcune dinamiche del mondo del lavoro, in modo tale da sviluppare un senso di responsabilità, indipendenza e sacrificio, ed essere già pronti e formati una volta che verrà intrapresa l’attività dei propri sogni!

 

Prima di arrivare in IBM, hai lavorato prima in società di consulenza come K2People e poi in Experis: puoi raccontarci qualcosa di queste due esperienze?

Il mio percorso professionale inizia con uno stage presso la società di executive search Key2people, all’interno del team IT&Digital; qui mi sono occupata dell’head hunting di profili top management, e di seguire assessment manageriali. In seguito, sono entrata in Experis, (la Talent Company di Manpower) dove mi sono focalizzata dapprima sul processo completo di recruiting, gestendo clienti del mondo Finance e banking, e successivamente effettuando un’esperienza on site presso aziende del settore ICT & Digital, occupandomi anche di valutazione del personale e attività di analisi dati e reportistica.

 

Oggi lavori in IBM: come hai conosciuto questa realtà?

Sono stata sorprendentemente e piacevolmente contattata su LinkedIn dalla Talent Partner di IBM italia. Ho svolto da remoto il primo colloquio con la Talent Manager d’Italia e il secondo con la Talent Manager d’Europa.

Dopo quasi 5 anni trascorsi all’interno di società di consulenza, cresceva sempre di più in me il desiderio di affrontare una nuova sfida, ponendomi come obiettivo quello di fare uno switch in azienda. Ad oggi mi sento davvero lusingata di essere stata scelta e di far parte di IBM.

 

Di cosa ti occupi in qualità di Talent Acquisition Partner in IBM?

Il ruolo di Talent Acquisition Partner in IBM abbraccia varie aree, fra cui tutto il processo di Recruitment, a partire dall’analisi e creazione di nuove strategie per identificare ed assumere i candidati migliori sul mercato.

In particolare, io mi occupo di seguire i profili professional, interfacciandomi costantemente con le varie Country, e con tutti gli Hiring Manager e Direttori delle diverse funzioni a livello Global, instaurando una partnership che consente che co-creare gli elementi essenziali per rendere il processo più efficace e snello possibile. In aggiunta a ciò, rientra nelle mie responsabilità l’employer branding, la gestione dell’offering e dell’onboarding. 

 

Nella nostra community di oltre 500.000 utenti ci sono molto studenti e giovani laureati che vorrebbero intraprendere un percorso professionale simile al tuo: un consiglio che daresti a loro?

Attualmente è facile trovare persone provenienti da diversi background che si cimentano nel mondo HR. Ciò che è difficile trovare, a mio avviso, è la passione per ciò che si fa! È la passione che ti guida nei momenti di sconforto o di difficoltà, che suggerisce di non accontentarsi mai e di imparare sempre nozioni nuove!

Mi piacerebbe concludere con una citazione di Thomas J. Watson (presidente e CEO di IBM nel 1914) che incoraggiava ogni mattina il suo team dicendo: “Ever Onward”, ossia “sempre avanti”.

 

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