ICT World: la storia di Matteo, studente di ingegneria elettronica al Politecnico di Milano

ICT World: la storia di Matteo, studente di ingegneria elettronica al Politecnico di Milano image ICT World: la storia di Matteo, studente di ingegneria elettronica al Politecnico di Milano
Pubblicato 9 Luglio

In questa rubrica, Tutored ha raccolto le storie di brillanti studenti in ambito informatico, provenienti dalle migliori università italiane. 

 

Tutored è il punto di incontro tra studenti, giovani laureati e aziende. All’interno della nostra piattaforma, i membri hanno la possibilità di scoprire gli sbocchi lavorativi in base al loro percorso di studi, conoscere grandi aziende e candidarsi alle numerose opportunità di stage, lavoro e graduate program. La nostra community è formata da giovani uniti dall'ambizione. Su Tutored, raccontiamo le loro storie ed esperienze, con l'obiettivo di ispirare i più giovani e dare un'idea concreta del mondo del lavoro.

 

Innanzitutto, ti chiederei di presentarti come persona, focalizzandoti in particolare sui tuoi interessi, le passioni e le ambizioni che hai avuto sin da giovane, e che ti hanno portato a studiare al Politecnico.

 

Salve a tutta la comunità di Tutored, sono Matteo Giacomello, vengo da Udine e mi sono laureato a fine Aprile in ingegneria elettronica al Politecnico di Milano; il mio percorso di studi si è svolto interamente in questa città. Avevo deciso già l'anno precedente al diploma che sarei venuto a studiare a Milano. Per quanto riguarda la scelta della facoltà, sono sempre stato appassionato di matematica e fisica, quindi la decisione di optare per ingegneria è venuta da sè. Avevo molti dubbi sul percorso in elettronica, perché era una materia per me del tutto sconosciuta. Diciamo che mi aveva colpito alla presentazione dei corsi e così, facendo un piccolo "salto nel vuoto", ho voluto provare, e alla fine è andata veramente bene. Appena ho iniziato a frequentare i corsi universitari più tecnici, mi sono reso conto che il mondo della elettronica digitale mi interessava molto, e così ho capito cosa avrei fatto una volta laureato.

 

Come ti trovi al Politecnico di Milano? Come trovi che sia il bilanciamento fra teoria e pratica nella didattica?

 

Al Politecnico mi sono sempre trovato bene; la forte propensione alla didattica teorica non è sicuramente un mistero, e di pratica ne ho vista poca salvo per un paio di esami hands-on e per la tesi. Tuttavia, questo non deve spaventare. Per come la vedo io, una volta che si hanno delle basi teoriche consolidate, la pratica si può sempre acquisire: il contrario, invece, è molto più difficile.

 

Potresti raccontarci di una tua esperienza extrauniversitaria (ma anche, se desideri, più di una) particolarmente rilevante per la tua formazione? Uno stage, un erasmus, un progetto, un’esperienza di volontariato, una passione particolare…

 

Per quanto mi sarebbe piaciuto, purtroppo non sono riuscito ad andare in Erasmus... tuttavia, in triennale ho seguito un corso parallelo sulle soft skills della durata di tre anni, che mi ha aiutato molto a capire come pormi per un discorso in pubblico, e per tanti altri particolari a cui di solito non si presta attenzione durante la propria formazione, ma che nel mondo del lavoro sono fondamentali.

 

Raccontaci di una ambizione per il futuro: cosa pensi di fare dopo il Politecnico? Dove ti piacerebbe andare a lavorare? Quali pensi che siano gli step necessari per arrivarci?

 

Ho trovato lavoro 3 mesi prima di laurearmi presso STMicroelectronics, una grande multinazionale dell’elettronica con sede poco fuori Milano. Era proprio il luogo dove volevo andare a lavorare, e sono molto soddisfatto del percorso che sto facendo al suo interno: mi occupo infatti della progettazione digitale per sensori. Per quanto riguarda il futuro, non ho ancora le idee chiare: al momento spero di riuscire a fare carriera nel luogo dove sono ora, perché l’ambiente lavorativo è eccezionale.

 

Secondo te qual è una tecnologia già esistente (un algoritmo, una componente hardware, una componente software, un progetto…)  le cui potenzialità non sono state a pieno sfruttate? O che ha ampi margini di sviluppo? 

 

In elettronica ci sono sempre (e questo è il bello!) dei campi nuovi da esplorare, o comunque delle soluzioni che erano state catalogate come obsolete e che tornano ad essere utilizzate dopo anni. Sicuramente nei prossimi anni i sensori MEMS si ritaglieranno una fetta di mercato sempre più ampia.

Potrebbe interessarti: