ICT World: la storia di Matteo Santamaria, studente di ingegneria gestionale del Politecnico di Torino

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Pubblicato 2 Agosto

In questa rubrica,  Tutored ha raccolto le storie di brillanti studenti in ambito informatico, provenienti dalle più prestigiose università italiane.

 

Tutored è il punto di incontro tra studenti, giovani laureati e aziende. All’interno della nostra piattaforma, i membri hanno la possibilità di scoprire gli sbocchi lavorativi in base al loro percorso di studi, conoscere grandi aziende e candidarsi alle numerose opportunità di stage, lavoro e graduate program. La nostra community è formata da giovani uniti dall'ambizione. Su Tutored, raccontiamo le loro storie ed esperienze, con l'obiettivo di ispirare i più giovani e dare un'idea concreta del mondo del lavoro.

 

Innanzitutto, ti chiederei di presentarti come persona, focalizzandoti in particolare sui tuoi interessi, le passioni e le ambizioni che hai avuto sin da giovane, e che ti hanno portato a studiare al Politecnico.

 

Un saluto a tutti, sono Matteo Santamaria, ormai ex studente del Politecnico di Torino. Laureato triennale in Ingegneria Informatica, e laureato magistrale in Ingegneria Gestionale, attualmente sono analista funzionale presso una società di consulenza informatica.

Fin dal liceo il mio interesse per le discipline matematiche, e scientifiche in generale, erano evidenti. Come tesi all’esame di stato portai il concetto di limite applicato, non ad una funzione, ma proprio alla scienza: pur se essa vuol tendere sempre al progresso, deve avere un limite finito (è un asintoto) che è e sarà sempre la morale dell’uomo.

La passione verso l’innovazione e il progresso mi hanno portato a scegliere come percorso di laurea triennale ingegneria informatica all'Università degli studi del Sannio. Al termine di questo percorso mi sono reso conto che l’informatica sta andando di pari passo col mondo in cui viviamo, ma per far sì che una tecnologia, come un prodotto software o una componente hardware, diventi effettivamente innovazione è importante che il progetto sia realizzato, governato e gestito da figure capaci di comprenderne limiti e opportunità.

Per questo motivo ho scelto di continuare la mia carriera universitaria scegliendo la facoltà di Ingegneria Gestionale al Politecnico di Torino, che dà la possibilità di seguire questo corso di laurea scegliendo un indirizzo di specializzazione informatico: il percorso perfetto per i miei interessi.

 

Come ti trovi al Politecnico? Quali sono i progetti didattici più interessanti a cui hai preso parte?

 

I primi giorni al Politecnico di Torino sono stati entusiasmanti ed emozionanti: entri sin da subito a far parte di una realtà unica ed organizzata, che rappresenta un polo di cultura ed innovazione, di rilievo nazionale ed internazionale. Il corso di laurea magistrale (come è giusto che sia, a mio parere), ti dà la possibilità di crescere non solo accademicamente, ma sopratutto a livello di esperienza, mettendoti in gioco in diversi progetti che, per diverse volte, possono coinvolgere anche realtà aziendali. A tal proposito, ritengo che due siano le esperienze di progetto che mi hanno colpito maggiormente, e che riflettono a pieno le mie scelte universitarie. La prima ha a che fare con un progetto da realizzare ed organizzare in termini di Project Management, la seconda invece è una realizzazione di un’idea in un prototipo di applicazione mobile andando a toccare le diverse fasi di analisi, progettazione e prototipazione di un prodotto software.

 

Potresti raccontarci di una (o più di una) tua esperienza extrauniversitaria, particolarmente rilevante per la tua formazione? Uno stage, un erasmus, un progetto, un’esperienza di volontariato, una passione particolare…

 

Sicuramente l’esperienza più rilevante è stata la collaborazione esterna avuta con l’ente di ricerca Links Foundation, per la realizzazione del mio lavoro di tesi. Qui mi è stata data la possibilità di approfondire un tema innovativo come la blockchain, entrando nell’analisi di un progetto europeo dove Links era tra i partecipanti. L’opportunità di aver potuto analizzare la tecnologia blockchain, conducendo un’analisi di mercato delle piattaforme blockchain-based che operano nel contesto Digital Media e sviluppando una Proof-of-Concept di applicazione decentralizzata per la vendita di token NFT, mi ha di fatto permesso di concludere al meglio il mio percorso, rendendolo coerente con le mie scelte di coniugare conoscenze e competenze tecniche con il mondo del business.

 

Raccontaci di una ambizione per il futuro: cosa pensi di fare dopo il Politecnico? Dove ti piacerebbe andare a lavorare? Quali pensi che siano gli step necessari per arrivarci?

 

Prima di terminare gli studi ho iniziato a ricercare lavoro nel mondo della consulenza informatica in quanto il mio obiettivo è quello di applicare le mie conoscenze in un settore che fa dell’informatica e dell’innovazione un business rilevante, e che ti consenta di conoscere gli aspetti pratici che chiaramente in ambito universitario non si possono approfondire.

Fortunatamente sono riuscito ad entrare a far parte in una realtà di questo tipo (Techedge) prima della laurea, ed attualmente sono ormai 6 mesi che svolgo attività di analista funzionale.

 

Come ritieni che “si sposino bene” informatica e management?

 

Come ho già accennato nella risposta alla prima domanda, l’informatica o più in generale la tecnologia possono diventare innovazione, e apportare quindi cambiamenti nella società rendendola un posto migliore, solo se i progetti sono realizzati, governati e gestiti in modo efficace ed efficiente.

Senza una buona gestione ed organizzazione delle attività un’idea resterebbe tale, e difficilmente potrebbe concretizzarsi in un progetto reale e tangibile.

 

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