Tutored incontra Matteo, Decision Support Specialist in Nestlé

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Pubblicato 22 Febbraio

Dalle esperienze all'estero alla consulenza, fino a Nestlé: ecco il percorso accademico e professionale di Matteo


Tutored è il punto di incontro tra studenti, giovani laureati e aziende. All’interno della nostra piattaforma, i membri hanno la possibilità di scoprire gli sbocchi lavorativi in base al loro percorso di studi, conoscere grandi aziende e candidarsi alle numerose opportunità di stage, lavoro e graduate program. La nostra community è formata da giovani uniti dall'ambizione. Su Tutored, raccontiamo le loro storie ed esperienze, con l'obiettivo di ispirare i più giovani e dare un'idea concreta del mondo del lavoro.


In quale università hai studiato e quale percorso di studi hai scelto? 


Mi sono laureato in International Economics and Management (BIEM) all’Università Bocconi di Milano, svolgendo la triennale in Inglese. Studiare in lingua inglese mi ha dato gli strumenti che mi hanno permesso di accedere alla IE Business School di Madrid, dove ho frequentato il Master in Management con specializzazione in Sales e Marketing.


Quanto è importante, secondo te, un'esperienza di studio all'estero?


Credo che un’esperienza di studi all’estero sia uno dei migliori consigli che possa dare ad uno studente. La mia prima esperienza all’estero l’ho avuta al liceo, durante il mio percorso di studi presso il Liceo Artistico Boccioni di Milano, dove mi sono poi diplomato: durante il quarto anno, infatti, sono partito per gli Stati Uniti, in un piccolo paesino in provincia di Atlanta, dove ho vissuto per un anno. 

La seconda esperienza, invece, risale al 2018, quando sono partito per Madrid per frequentare il Master. Un’esperienza all’estero ha due grandi tipologie di vantaggi: da un lato una crescita personale, fatta di esperienze e conoscenze che aprono la mente, fatta di un’apprendimento o consolidamento di una lingua straniera e infine della sperimentazione di un metodo di insegnamento nuovo. Dall’altro lato, un’esperienza all’estero da rilevanza al CV, mostrando intraprendenza e voglia di cambiamento, desiderio di andare oltre al consueto e saper essere curiosi.


Quale attività extra-universitaria pensi sia stata davvero importante per la tua carriera? Quale consiglio daresti a chi sta studiando in questo momento?


Un buon percorso di studi è importante, ma una volta superato lo screening iniziale sono le esperienze extra universitarie che fanno la differenza. Che sia un corso di lingua, lo sviluppo di un hobby o un’esperienza di volontariato, è importante mostrare il lato umano di se stessi, prescindendo dal mero aspetto accademico.

 Ciò che personalmente credo sia un valido consiglio è riuscire a fare uno stage durante il periodo di studi. Questo porta vantaggi in prima persona, perché si sperimenta il senso di responsabilità derivante dal lavorare per un entità più grande di se stessi, ci si interfaccia con stakeholders diversi e si ha una grande esperienza sotto un punto di vista formativo.

Dall’altra parte, un’esperienza di stage mostra determinazione e accresce il CV, costruendo un ulteriore mattone della casa che sarà la futura carriera di uno studente. Banalmente parlando, a parità di percorso accademico, si tende a prediligere chi ha già maturato qualche mese di esperienza lavorativa.

Un secondo e se vogliamo più “moderno” consiglio è quello di frequentare corsi online che garantiscano una certificazione al termine. Questo accresce le proprie conoscenze su ambiti specifici (magari non trattati durante l’università) e da risalto al CV, mostrando curiosità e voglia di imparare sempre cose nuove.

Un terzo consiglio, che reputo assolutamente fondamentale, è imparare in maniera avanzata ad utilizzare Excel. Qualsiasi sia il percorso di carriera che un giovane neolaureato vorrà intraprendere, è un punto di notevole forza la conoscenza professionale del pacchetto Microsoft Office, in particolare dello strumento Excel. Il mio consiglio è quindi quello di seguire quanti più corsi possibili sulle funzioni che poi, di fatto, saranno quelle che più utilizzeranno nel loro inizio di carriera.

Infine un ultimo consiglio che di è utilizzare, con professionalità, piattaforme come LinkedIn. LinkedIn è uno strumento molto potente se usato nella maniera corretta, perché consente di lavorare sul proprio network, ampliarlo e consolidarlo con relazioni di mutuo interesse.


Oggi lavori in Nestlé: come ci sei arrivato e come si sono svolte le selezioni?


Per quanto riguarda il mio ingresso in Nestlé, sono stato direttamente contattato duramente la mia esperienza in consulenza in KPMG. Dopo un primo colloquio con le risorse umane, ho avuto un incontro in sede con quello che sarebbe poi diventato il mio futuro Manager. Dopo qualche settimana ho ricevuto l’esito positivo.


Di cosa ti occupi in qualità di Decision Support Specialist in Nestlé?

Sono in questa posizione da poco, ma attualmente mi occupo della gestione e analisi di dati per il supporto delle decisioni di business, lato Finance.

In precedenza ho lavorato più a contatto con l’area "generating demand” di Nestlé, in particolare nel mondo del caffè.

In sintesi la mia attività si è sviluppata su tre pilastri:

> Gestione strategica e pianificazione delle attrezzature (macchine e accessori) relative al mondo del Caffè. Lo sguardo era molto ampio, da Operations, Supply Chain, Logistica, ad aspetti commerciali e marketing;

> Lancio di un nuovo Brand premium sempre nel mondo del Caffè;

> Progetti di continuo sviluppo ed innovazione;


Prima di arrivare in Nestlé, hai svolto due stage, prima in E.ON e successivamente in KPMG. Di cosa ti sei occupato e che tipo di esperienze sono state?

In E.ON ho vissuto un’esperienza di 3 mesi durante l’estate tra il secondo e terzo anno di università. E.ON è una società che opera nel settore delle energie rinnovabili. Questa esperienza mi ha dato un assaggio delle dinamiche del mondo del lavoro mentre ero uno studente. Ero di supporto al team Finance nella gestione dell’audit interno degli asset.

La mia seconda esperienza di stage è stata come Consulente in KPMG, nella divisione Deal Advisory. Mi occupavo principalmente di fornire assistenza ad azienda in crisi, attraverso la delineazione del piano di risanamento volto al risanare, appunto, l’impresa.

Questa è stata un’esperienza che mi ha dato un grande sviluppo delle mie competenze analitiche ed una professionale conoscenza del pacchetto Microsoft Office, in particolare Excel. Dal punto di vista soft skills, un’esperienza in consulenza consente di sviluppare competenze come la relazioni con diversi stakeholders, da C-Levels aziendali presso le aziende clienti a figure di seniority superiori nel proprio team di lavoro. Questo consente di imparare come relazionarsi con professionalità in ogni situazione. 

Infine, durante un’esperienza in consulenza, si impara ad essere resilienti, a non mollare in situazioni di grande stress e ritmi di lavoro impegnativi e a riuscire a portare a termine il lavoro entro le scadenze prefissate.

Un inizio di carriera in consulenza reputo dia un grande vantaggio ad un giovane neolaureato, in quanto garantisce una curva di apprendimento molto ripida sin dal primo giorno.


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