Comunicazione, lingue e risorse umane: il percorso di Michela, HR Communication Intern in Oracle

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Pubblicato 14 Luglio

Dopo la laurea in Lingue, Michela si è specializzata in Corporate Communication all'Università di Milano. Oggi è HR Communication Intern in Oracle. 


Tutored è il punto di incontro tra studenti, giovani laureati e aziende. All’interno della nostra piattaforma, gli utenti possono scoprire gli sbocchi lavorativi in base al loro percorso di studio, esplorare le aziende e candidarsi alle numerose opportunità di stage, lavoro e graduate program. 

All’interno della piattaforma, ci piace raccontare le storie di giovani talenti che hanno fatto un percorso di studio brillante e oggi lavorano presso importanti realtà. 


In quale università hai studiato e quale percorso di studi hai scelto? Hai svolto anche due erasmus: quanto è importante secondo te svolgere un periodo di studio fuori dall'italia e dalla propria comfort zone?

Ho conseguito entrambe le lauree (triennale e magistrale) presso l’Università degli studi di Milano. Appena finito il liceo, non avendo ancora molto chiara la strada da prendere, ho optato per un percorso generale come quello di Lingue, facoltà che mi avrebbe aperto (o chiuso, dipende sempre da come te la giochi ahah) molte porte. Ho deciso di trasferirmi dalla Sicilia (da un paese con appena 13 mila abitanti) ad una metropoli come Milano, un po’ ad occhi chiusi. Durante la triennale ho svolto numerosi lavori, soprattutto nell'ambito della comunicazione musicale tra cui Talent Scouting e responsabile della comunicazione in Musicraiser.

Ho scelto la magistrale con maggiore consapevolezza. Grazie a queste brevi esperienze lavorative nel mondo della comunicazione avevo capito che quello era un ramo che mi avrebbe fatto piacere approfondire, soprattutto nelle realtà corporate. Per questo motivo mi sono iscritta in Comunicazione Pubblica e d’Impresa scegliendo il corso interamente in inglese (Corporate Communication) e dando così un senso anche alla mia triennale. 

Ho svolto due Erasmus. Durante la triennale ho vissuto un anno in Spagna, a Valladolid, dove ho avuto modo di approfondire la conoscenza dello spagnolo. Durante la magistrale invece sono stata quattro mesi in Finlandia. Sono state due esperienze completamente diverse perché svolte in età diverse della mia vita. Quella in Spagna la definirei più un’esperienza di crescita personale. Ero una ragazzina e mi affascinava l’idea di poter entrare in contatto con nuove culture, persone e realtà, per cui lo studio non era proprio in primo piano. La Finlandia, invece, l’ho vissuta in modo molto più maturo, concentrandomi al 100% sulle lezioni, gli esami e tutto ciò che mi circondava, dalle mille attività universitarie, alle saune, ai caffè, alle gite fuori porta. 


Quale attività extra-universitaria pensi sia stata davvero importante per la tua carriera? Un consiglio che daresti a chi sta studiando in questo momento?

Ho sempre fatto mille cose in contemporanea agli studi (motivo per cui con la triennale sono andata un po’ lenta). Ma rifarei esattamente tutto. Una delle esperienza che mi ha colpito maggiormente soprattutto a livello umano, è stato il percorso di 240h in HR Generalist che ho seguito due anni fa. È uno di quei percorsi organizzati dalle scuole forma-temp soprattutto per le persone che per diversi motivi hanno forti difficoltà nel trovare lavoro, e seguono quindi questi percorsi in modo da accrescere le loro competenze e il loro cv. Ho trascorso un mese e mezzo, 8 ore al giorno, 5 giorni su 7, con persone che avevano background completamente diversi dal mio e da chi solitamente frequentavo, cioè i miei compagni di università. 

Quell’esperienza mi ha fatto capire che il mondo è pieno di gente con percorsi di vita totalmente diversi. Ho capito che c’è chi ha davvero difficoltà nel riuscire a trovare una posizione che li appaghi tanto nel lavoro quanto nella società, e spesso non per mancanza di volontà. È stato il momento in cui ho realizzato quanto io sia stata fortuna nell’aver ricevuto sempre l’appoggio della mia famiglia. Credo che sia un bene uscire dalla propria comfort zone. È bene confrontarsi con altre realtà per capire come funzionano le cose al di fuori degli scenari a cui siamo abituati. È un buon modo per sviluppare quelle che oggi chiamano soft skills e che sono molto più richieste delle hard skills. Si dice che possono insegnarti a lavorare ma non ad essere una “brava” persona :)

L’università non è tutto. Certo, lo studio è importantissimo. Ma è importante anche il mondo che ci circonda, le persone, le loro storie, lo sport, la natura, i viaggi. Per cui il consiglio più grande che vorrei dare a chi sta studiando adesso è di farlo in modo strategico e pragmatico. Di trovare un metodo che permetta loro di poter impiegare del tempo anche in altro. Insomma, di fare più cose possibili perché poi, quando si inizia a lavorare, non c’è più tempo. Ah, e di leggere, leggere, leggere. L’unico modo per sconfiggere l’ignoranza da cui purtroppo siamo circondati. 


Oggi lavori in Oracle: come ci sei arrivata e come si sono svolte le selezioni?

Ci sono arrivata seguendo esattamente i passaggi essenziali della ricerca del lavoro. L’anno scorso, proprio in questo periodo, stavo completando la stesura della tesi. A due mesi dalla discussione di laurea ho iniziato a fare una selezione delle aziende per cui mi avrebbe fatto piacere lavorare.

Conoscevo già Oracle, me ne avevano sempre parlato bene e una volta vista la posizione stage in HR Communication, ho inviato subito la mia candidatura. Pochi giorni dopo sono stata contattata dalla HR spagnola con la quale ho fatto una prima interview telefonica in inglese e successivamente due colloqui face-to-face con due colleghe del dipartimento HR. 


Di cosa ti occupi in qualità di Human Resources Communication Intern in Oracle?

Insieme alla mia responsabile mi occupo di tutte le iniziative di Employer Branding e Brand Awareness. Organizziamo seminari con i ragazzi delle scuole e le università su temi come DataCenter, Cloud, Intelligenza Artificiale, Supply Chain, etc. Insomma tutto il mondo Oracle. In più partecipiamo ai vari Career Day durante i quali incontriamo i ragazzi, parliamo con loro, li conosciamo e ci facciamo conoscere. E magari alle volte ci scappa anche qualche proposta di lavoro.


Nella nostra community ci sono moltI studenti e giovani laureati che vorrebbero lavorare nel mondo HR: un consiglio che daresti a chi vorrebbe seguire la tua strada?

Il mondo HR cambia molto di azienda in azienda. Il consiglio che vorrei dare a coloro che desirano lavorare in questo mondo è quello di selezionare le realtà da cui sono maggiormente affascinati e di studiarne la suddivisione interna cercando di capire esattamente i ruoli. Questo vi permetterà di fare le cose con più calma, studiarvi bene le aziende che vi interessano e preparare al meglio le candidature.

Non è detto infatti che il ruolo di HR Communication o HR Business Partner di Oracle sia lo stesso in altre aziende. Il mondo del lavoro corre e le posizioni lavorative, i dipartimenti, le gerarchie aziendali e le strategie cambiano a una velocità inspiegabile. Bisogna rimanere sempre sul pezzo e aggiornati. E per farlo basta avere un pc, una connessione e tanta curiosità!

Un altro consiglio più generico: iniziate a dare un'occhiata al mondo del lavoro prima di laurearvi. Questo vi permetterà di fare le cose con più calma, studiarvi bene le aziende che vi interessano e preparare al meglio le candidature.

 

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