Tutored incontra Michele, Data Scientist in CGI

Michele, Data Scientist in CGI image Michele, Data Scientist in CGI
Pubblicato 26 Novembre 2020

Una formazione internazionale che lo ha portato fino in CGI: ecco l'esperienza di Michele


Tutored è il punto di incontro tra studenti, giovani laureati e aziende. All’interno della nostra piattaforma, i membri hanno la possibilità di scoprire gli sbocchi lavorativi in base al loro percorso di studi, conoscere grandi aziende e candidarsi alle numerose opportunità di stage, lavoro e graduate program. La nostra community è formata da giovani uniti dall'ambizione. Su Tutored, raccontiamo le loro storie ed esperienze, con l'obiettivo di ispirare i più giovani e dare un'idea concreta del mondo del lavoro.


Hai svolto un percorso di studi molto interessante: puoi raccontarlo?
 


Mi sono laureato in Fisica presso l'Università degli Studi di Roma "La Sapienza", specializzandomi poi in Fisica teorica delle alte energie nel biennio della magistrale. Nei primi anni i miei interessi si sono concentrati principalmente sulla meccanica quantistica e questo mi ha portato a fare una dissertazione sul fenomeno di decoerenza ossia come avviene che gli effetti quantistici caratteristici degli oggetti microscopici svaniscono nella vita quotidiana (su scale macroscopiche), argomento che riveste una grande importanza nell'attuale corsa alla creazione di computer quantistici.

Finiti gli studi, ho intrapreso il dottorato di ricerca durante il quale mi sono interessato ad uno dei problemi più complessi della fisica odierna ossia la formulazione di una teoria della gravita' quantistica capace di sintetizzare la teoria dei quanti che regola il mondo degli atomi con la gravitazione di Einstein. 


Nel corso dei tuoi studi, hai viaggiato tanto: Madrid, Valencia, Shanghai, Pennsylvania, Salamanca, Parigi. Di cosa ti sei occupato come ricercatore all'interno di questi atenei? 


Il dottorato ha rappresentato per me l'occasione ideale per viaggiare e conoscere diverse università e centri di ricerca in giro per il mondo. Il tema da me scelto per la tesi presentava diverse sfaccettature che mi hanno permesso di entrare in contatto con scuole di pensiero distinte, ciascuna delle quali affrontava il problema della gravità quantistica da una diversa prospettiva e utilizzando tecniche matematiche differenti.

L'interazione con vari professori, ricercatori e studenti ha contribuito ad arricchire in maniera sostanziale la mia tesi rendendola la sintesi di un campo di ricerca di frontiera nel quale il dibattito e' molto vivace, passando cosi da temi matematico formali come le geometrie multi-frattali (Madrid) e non commutative (Shanghai) al confronto tra approcci diversi alla gravità quantistica (Pennsylvania), alle teorie di gravità modificata (Valencia, Salamanca) e infine alle ricadute sperimentali e osservative dei modelli (Parigi).

La ricchezza di queste collaborazioni si è tradotta nella pubblicazione di oltre dieci articoli su riviste internazionali e la partecipazione a molteplici workshop, conferenze e seminari. Una delle lezioni più importanti che ho imparato grazie ai periodi svolti all'estero è che dobbiamo sempre misurare le nostre idee e i nostri risultati su scala internazionale, il confronto scientifico non avviene a livello di singoli atenei o paesi ma in giornali e conferenze aperte al mondo intero. 


Quale attività extra-universitaria pensi sia stata davvero importante per la tua carriera? Un consiglio che daresti a chi sta studiando in questo momento?  


Durante gli anni dell'università mi sono sempre concentrato molto sugli studi, lasciando poco spazio ad attività extra universitarie.

Se potessi tornare indietro agirei in modo diverso, credo che fare un tirocinio in azienda magari durante il periodo estivo possa essere utile a capire in anticipo cosa c'e' al di fuori dell'università ed essere quindi d'aiuto nell'orientare le nostre scelte. 


Oggi lavori in CGI: come ci sei arrivato e come si sono svolte le selezioni?


Finito il periodo di perfezionamento alla Sorbona di Parigi, sono rientrato a Roma dove ho iniziato a lavorare come Data Scientist prima in Allianz, dove mi sono occupato di modellizzazione del rischio assicurativo e conseguente formulazione delle tariffe, e poi in CGI dove lavoro attualmente.

Esiste senz'altro un gap tra il mondo universitario e della ricerca e quello del lavoro che può essere più o meno grande e facile da colmare a seconda degli studi e del percorso che abbiamo intrapreso.

Sono arrivato in CGI nel tentativo di cercare di avvicinare il più possibile i miei interessi per la fisica e l'astrofisica e le mie conoscenze matematico statistiche e di programmazione con l'offerta lavorativa.

La selezione si è articolata in colloqui conoscitivi ed attitudinali accompagnati da una prova tecnica di data science nell'ambito del remote sensing. Ho avuto circa una settimana per fare una breve ricerca sul topic, sviluppare il mio codice e prepare una presentazione con i risultati. 


Di cosa ti occupi in qualità di Data Scientist in CGI?


CGI e' una multinazionale nel campo della consulenza informatica in tutte le sue declinazioni. Il team di Frascati (Roma) del quale faccio parte e' specializzato nel Earth Observation (EO) e satelliti. In particolare, io lavoro all'utilizzo di tecniche di machine learning e deep learning applicate all'analisi di immagini da satellite. Lo scopo e' quello di sviluppare applicazioni del EO che vanno da servizi di monitoraggio e maintenance, a forecasting, change detection e land use/coverage classification.

Si tratta di un tema in rapida espansione e sul quale l'Unione Europea sta facendo ingenti investimenti tramite il programma di creazione di una rete di satelliti chiamato Copernicus, i quali dovranno servire a monitorare lo stato di salute del nostro pianeta e fronteggiare i cambiamenti climatici ma anche ad usare in modo più intelligente le risorse che abbiamo a disposizione, un esempio su tutti e' quello della smart agriculture. 

 

Il lavoro del Data Scientist è uno dei più ricercati dal mercato del lavoro attuale.  Quale consiglio ti senti di dare a chi vorrebbe seguire la tua strada?


Senz'altro rappresenta uno dei lavori più richiesti, basti osservare il numero di offerte di lavoro che vengono postate ogni giorno su Linkedin sotto la voce data science.

Tuttavia vediamo anche come il mondo del lavoro si trasformi in maniera molto repentina e non sempre facilmente prevedibile, inoltre gli strumenti del data scientist (linguaggi di programmazione, software a interfaccia, piattaforme per il cloud computing, pacchetti, ecc) cambiano con grande rapidità e le mansioni stesse mutano e muteranno anch'esse, ad esempio si lavora sempre meno sulla modellistica e le aziende stanno lavorando all'automatizzazione dell'intero processo di analytics per problemi specifici.

Credo che la vera portata della data science non sia tanto nelle tecniche o modelli quanto nell'aver portato metodi scientifici e pratiche di ricerca nel mondo dell'industria e aziendale. Questo ha permesso di innovare interamente numerosi processi e introdurne di nuovi seguendo una logica rigorosa e quantitativa ottenendo risultati straordinari e aprendo strade mai battute.

A mio avviso ci sarà sempre più bisogno nelle aziende di persone con formazione scientifica e soprattutto creative ma sempre guidati dalla logica e consapevoli della fallibilità e dei limiti della scienza, limiti che sono indissolubilmente legati con la sua forza.  


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