NextBattle 2.0: chi sono i vincitori della Coding Challenge di Tutored

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Pubblicato 13 Maggio

Chi sono i vincitori della NextBattle 2.0? Li abbiamo conosciuti ed intervistati tutti e tre


Lo scorso 7 maggio, oltre 200 studenti e neolaureati appassionati di programmazione informatica hanno partecipato alla NextBattle 2.0, la seconda #CodingChallenge organizzata da Tutored per la propria community di giovani sviluppatori. 

L'obiettivo della NextBattle? Risolvere il maggior numero di esercizi, nel minor tempo possibile. Giovedì scorso, i partecipanti hanno risolto ben 5 esercizi, avendo a disposizione un massimo di due ore e optando liberamente per il linguaggio di programmazione a loro scelta. 

Per la seconda volta di fila, il primo classificato della NextBattle online è stato Fabrizio Brioni, giovanissimo studente universitario di Milano, seguito da Simone Mallei, studente di Informatica all'università di Milano-Bicocca e Paolo Pellizzoni, studente dell'Università di Padova. 

Abbiamo avuto l'opportunità di intervistarli, ed ecco cosa ci hanno raccontato! 


1. Che università frequenti e che corso di laurea hai scelto? A quale anno sei?

Fabrizio - Sto frequentando il primo anno del corso di laurea in informatica dell'Università degli Studi di Milano.

Simone - Frequento l'Università degli Studi di Milano - Bicocca. Ho scelto come corso di laurea Triennale il corso di Informatica e attualmente sono al secondo anno.

Paolo - Frequento il terzo anno di ingegneria dell'informazione all'università di Padova. Sono anche iscritto alla Scuola Galileiana, la scuola di eccellenza dell'università di Padova che offre seminari e corsi extra su argomenti avanzati delle varie discipline scientifiche.


2. Che linguaggio di programmazione usi? Perché hai scelto questo linguaggio?

Fabrizio - Come linguaggio di programmazione ho usato C++ perché è quello in cui ho acquisito più esperienza nell'implementazione, in particolare se si tratta di strutture dati complesse.

Simone - Per le NextBattle uso C++ perché è quello che conosco meglio sotto il punto di vista delle conoscenze necessarie (tra librerie, algoritmi e strutture dati) a risolvere i problemi che mi trovo ad affrontare in questo tipo di competizioni.

Paolo - Per questa gara ho usato Java. È il linguaggio di programmazione che uso più spesso poiché offre un buon grado di flessibilità senza compromettere eccessivamente le performance.


3. Quali sono le tue ambizioni professionali dopo la laurea?

Fabrizio - Al momento non ho piani, ma mi piacerebbe lavorare ovviamente nel mondo della programmazione, magari per qualche grande azienda o start up. Al momento mi sento di escludere una possibile carriera accademica. 

Simone - Sono ancora incerto sulle scelte future (soprattutto quelle più prossime) sul proseguimento del percorso accademico, ma so che mi piacerebbe molto poter lavorare in futuro in realtà simili a quelle delle "Big Tech Companies".

Paolo - Una delle mie aspirazioni principali è di perseguire la carriera universitaria e fare quindi ricerca nell'ambito dell'algoritmica e del machine learning. Alternativamente non mi dispiacerebbe lavorare come software engineer.


4. Un consiglio che daresti ai giovani programmatori per affrontare al meglio la prossima battaglia di coding?

Fabrizio - Il mio consiglio è quello dedicarsi alla programmazione con passione. Come in qualsiasi altro settore, la pratica gioca un ruolo molto importante e quindi bisogna sempre mettersi in gioco, infatti questo tipo di competizioni mi hanno prima fatto avvicinare al mondo dell'informatica e degli algoritmi e in seguito mi hanno aiutato a migliorare sempre di più. Un altro fattore importante è quello, dopo la gara, di informarsi sempre sulla risoluzione di tutti i problemi, per poter capire e approfondire gli aspetti chiave che non si è saputo individuare.

Simone - Oltre a continuare ad allenarsi e non solo in prossimità di competizioni che si ritengono rilevanti, è importante continuare a cercare nuovi algoritmi, nuove strutture dati per conoscere nuovi approcci a problemi che magari si conoscono già. Un'altra cosa da non sottovalutare è la "strategia" di risoluzione soprattutto nell'ordine dei problemi da risolvere, che può portare a vantaggi rilevanti nei casi di punteggio a pari merito.

Paolo - Come in ogni disciplina, per migliorare le proprie abilità nelle gare di programmazione è necessario fare molta pratica.



Abbiamo inoltre chiesto a Fabrizio, vincitore di entrambe le NextBattle, un'ulteriore domanda.

Bonus: Quali skills o abitudini particolari credi ti abbiano spinto a diventare davvero molto bravo nella programmazione informatica?

Mi sono avvicinato alla programmazione informatica fin dalle superiori, specialmente grazie a delle competizioni nazionali come le olimpiadi di informatica (gare per studenti delle scuole superiori).

Allenandomi ho raggiunto un buon livello e buoni risultati, riuscendo a qualificarmi e fare parte del team italiano per le olimpiadi internazionali di informatica (che si sono tenute l'anno scorso a Baku) e questa passione mi è servita anche in seguito per far parte del team universitario UniMi e diventare la prima squadra italiana alle SWERC 2020 (una gara di programmazione a squadre universitaria a cui partecipano Francia,Italia,Portogallo,Spagna e Svizzera).

Partecipare a questi eventi è stata un'ottima occasione per conoscere altri appassionati con cui confrontarmi e migliorare. Inoltre ci sono moltissimi siti che organizzano gare di programmazione online aperti a tutti con una certa frequenza, io in particolare nel tempo libero partecipo a qualche gara su codeforces.com per tenermi allenato.

In queste piattaforme si impara sempre, infatti vengono sempre pubblicate le soluzioni con eventuali spiegazioni, e ci si può allenare provando a risolvere i problemi delle gare passate oppure discutere con altri utenti. Questa coding challenge stessa è un ottima iniziativa che ha proposto problemi interessanti da risolvere e mi ha fatto conoscere altri studenti interessati nella programmazione


Ci vediamo alla prossima NextBattle ragazzi!


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