Pubblicato il 09 Jul 2021
Pubblicato il 09 Jul 2021
Tutored incontra Paolo Carminati, PMO in Aruba

Tutored incontra Paolo Carminati, PMO in Aruba


 

Un percorso universitario di 8 anni, con due lauree e un dottorato in ingegneria gestionale, e la successiva entrata  nel mondo del lavoro con Aruba. La storia di Paolo.

 

Tutored è il punto di incontro tra studenti, giovani laureati e aziende. All’interno della nostra piattaforma, i membri hanno la possibilità di scoprire gli sbocchi lavorativi in base al loro percorso di studi, conoscere grandi aziende e candidarsi alle numerose opportunità di stage, lavoro e graduate program. La nostra community è formata da giovani uniti dall'ambizione. Su Tutored, raccontiamo le loro storie ed esperienze, con l'obiettivo di ispirare i più giovani e dare un'idea concreta del mondo del lavoro.

 

In quale università hai studiato e quale percorso di studi hai scelto?


 

Terminato il liceo, sono rimasto fino all’ultimo in dubbio se iscrivermi alla facoltà di Economia o di Ingegneria. La scelta è poi è ricaduta su Ingegneria gestionale, che mi ha permesso di unire l’approccio ingegneristico con lo studio dell’analisi economica, di management e dei sistemi logistico-produttivi. Ho svolto una triennale in Ingegneria Gestionale presso l’Università di Bergamo, e ho poi continuato con la laurea magistrale in Management Engineering, sempre a Bergamo. Infine, ho svolto un triennio di Dottorato, che reputo però molto più a un percorso lavorativo che un percorso di studio.

 

Quale attività extra-universitaria pensi sia stata davvero importante per la tua carriera? Un consiglio che daresti a chi sta studiando in questo momento?

 

Ho svolto un tirocinio curriculare presso un’agenzia di web marketing durante l’università, e ho lavorato per qualche mese nell’ufficio acquisti di una società internazionale subito dopo la magistrale. Però sinceramente, credo che il grosso valore aggiunto sia stato lo sport. Gioco a calcio da quando sono bambino: è da sempre la mia passione. Sono arrivato a giocare a livelli professionistici e semi-professionistici nei primi anni di università, quando la mia giornata tipo si divideva tra università al mattino e campi da gioco al pomeriggio, per gli allenamenti.

Negli anni l’impegno per lo sport è andato diminuendo, ma continuo a praticarlo con continuitò. Mi sono reso conto che tante dinamiche che si vivono in una squadra e nello spogliatoio sono pienamente applicabili nell'ambito lavorativo: la competizione, la voglia di emergere, lo spirito di squadra, la capacità di festeggiare le vittorie e di rialzarsi dai fallimenti. L’unico consiglio che mi sento di dare è proprio quello di coltivare le proprie passioni, e, perché no, cercare di trasformarle in opportunità lavorative.

 

Prima di arrivare in Aruba, hai svolto un dottorato presso l'UniBg: come mai questa scelta, e che tipo di esperienza è stata? Come mai hai deciso di non continuare un percorso accademico da docente?

 

È stata un’importante esperienza sia da un punto di vista professionale, che personale. La scelta di iniziare un dottorato è stata dettata da numerosi motivi, tra cui sicuramente quello di lavorare in un contesto estremamente sfidante e stimolante come il mondo della ricerca universitaria. In tre anni, ho avuto la possibilità di mettermi in gioco, di fare attività di docenza, di svolgere consulenze in ambito Project Management presso aziende multinazionali, di collaborare con importanti figure accademiche e non-accademiche in ambito Operations Management. E poi quest'esperienza mi ha permesso di viaggiare in ogni dove per conferenze e collaborazioni di ricerca: Italia, Belgio, Ungheria, Svizzera, Finlandia, Stati Uniti. Sono state esperienze formative e arricchenti. Alla fine dei tre anni, ha poi prevalso la volontà di entrare in azienda.

 

Oggi lavori in Aruba: come hai conosciuto questa realtà? 


 

Risposta: Aruba è il più grande cloud provider italiano e leader nei servizi di data center, web hosting, e-mail, PEC e registrazione domini. Ha inaugurato nel 2017 il più grande Data Center in Italia, vicino Bergamo, e si sta confermando come una realtà in continua espansione, con una struttura internazionale altrettanto solida, grazie ad ulteriori data center aperti in Francia, UK, Polonia e Repubblica Ceca.

Inoltre, abitando vicino a uno dei suoi data center, direi che era impossibile non conoscerla, essendo ben nota a livello territoriale. Sono venuto a conoscenza di una possibilità lavorativa tramite LinkedIn, e mi sono candidato. In quel periodo si era in piena pandemia, e avevo ancora un piede nell'università; è stata una forte novità per me immergersi in un contesto lavorativo così tecnologico e innovativo. Ad oggi, sono contentissimo della scelta fatta.

 

Di cosa ti occupi in qualità di PMO in Aruba?

 

Sono PMO per il reparto di Enterprise Customer Transition, e mi occupo della gestione delle richieste dei clienti Enterprise, accompagnandoli nel processo di Change management. In particolare, mi sto focalizzando soprattutto sulla parte di prodotti e servizi rivolta al mondo Datacenter, ossia quella riguardante le aziende che hanno risorse fisiche o virtuali all’interno dei nostri Datacenter: servizi di private cloud, hosting, colocation, server dedicati, etc. 

 

Nella nostra community di oltre 500.000 utenti ci sono molto studenti e giovani laureati che vorrebbero lavorare nel tuo stesso ambito: un consiglio che daresti a chi vorrebbe seguire la tua strada?

 

Non credo di poter dare consigli per seguire la mia strada. Ognuno ha la propria strada, e spesso percorsi diversi possono portare a destinazioni comuni. Io ho seguito un percorso universitario importante e lungo, ma sono anche consapevole che al giorno d’oggi la laurea da sola non garantisce un impiego sicuro. La differenza sta nella voglia di mettersi in gioco, di imparare in modo autonomo, di essere capaci di apprendere velocemente. Il suggerimento che ho sempre dato a me stesso è di affrontare qualsiasi situazione con impegno e professionalità. E poi bisogna fare, provare, mettersi in gioco, senza paura di sporcarsi le mani. Il resto vien da sè.

 

Un percorso universitario di 8 anni, con due lauree e un dottorato in ingegneria gestionale, e la successiva entrata  nel mondo del lavoro con Aruba. La storia di Paolo.

 

Tutored è il punto di incontro tra studenti, giovani laureati e aziende. All’interno della nostra piattaforma, i membri hanno la possibilità di scoprire gli sbocchi lavorativi in base al loro percorso di studi, conoscere grandi aziende e candidarsi alle numerose opportunità di stage, lavoro e graduate program. La nostra community è formata da giovani uniti dall'ambizione. Su Tutored, raccontiamo le loro storie ed esperienze, con l'obiettivo di ispirare i più giovani e dare un'idea concreta del mondo del lavoro.

 

In quale università hai studiato e quale percorso di studi hai scelto?


 

Terminato il liceo, sono rimasto fino all’ultimo in dubbio se iscrivermi alla facoltà di Economia o di Ingegneria. La scelta è poi è ricaduta su Ingegneria gestionale, che mi ha permesso di unire l’approccio ingegneristico con lo studio dell’analisi economica, di management e dei sistemi logistico-produttivi. Ho svolto una triennale in Ingegneria Gestionale presso l’Università di Bergamo, e ho poi continuato con la laurea magistrale in Management Engineering, sempre a Bergamo. Infine, ho svolto un triennio di Dottorato, che reputo però molto più a un percorso lavorativo che un percorso di studio.

 

Quale attività extra-universitaria pensi sia stata davvero importante per la tua carriera? Un consiglio che daresti a chi sta studiando in questo momento?

 

Ho svolto un tirocinio curriculare presso un’agenzia di web marketing durante l’università, e ho lavorato per qualche mese nell’ufficio acquisti di una società internazionale subito dopo la magistrale. Però sinceramente, credo che il grosso valore aggiunto sia stato lo sport. Gioco a calcio da quando sono bambino: è da sempre la mia passione. Sono arrivato a giocare a livelli professionistici e semi-professionistici nei primi anni di università, quando la mia giornata tipo si divideva tra università al mattino e campi da gioco al pomeriggio, per gli allenamenti.

Negli anni l’impegno per lo sport è andato diminuendo, ma continuo a praticarlo con continuitò. Mi sono reso conto che tante dinamiche che si vivono in una squadra e nello spogliatoio sono pienamente applicabili nell'ambito lavorativo: la competizione, la voglia di emergere, lo spirito di squadra, la capacità di festeggiare le vittorie e di rialzarsi dai fallimenti. L’unico consiglio che mi sento di dare è proprio quello di coltivare le proprie passioni, e, perché no, cercare di trasformarle in opportunità lavorative.

 

Prima di arrivare in Aruba, hai svolto un dottorato presso l'UniBg: come mai questa scelta, e che tipo di esperienza è stata? Come mai hai deciso di non continuare un percorso accademico da docente?

 

È stata un’importante esperienza sia da un punto di vista professionale, che personale. La scelta di iniziare un dottorato è stata dettata da numerosi motivi, tra cui sicuramente quello di lavorare in un contesto estremamente sfidante e stimolante come il mondo della ricerca universitaria. In tre anni, ho avuto la possibilità di mettermi in gioco, di fare attività di docenza, di svolgere consulenze in ambito Project Management presso aziende multinazionali, di collaborare con importanti figure accademiche e non-accademiche in ambito Operations Management. E poi quest'esperienza mi ha permesso di viaggiare in ogni dove per conferenze e collaborazioni di ricerca: Italia, Belgio, Ungheria, Svizzera, Finlandia, Stati Uniti. Sono state esperienze formative e arricchenti. Alla fine dei tre anni, ha poi prevalso la volontà di entrare in azienda.

 

Oggi lavori in Aruba: come hai conosciuto questa realtà? 


 

Risposta: Aruba è il più grande cloud provider italiano e leader nei servizi di data center, web hosting, e-mail, PEC e registrazione domini. Ha inaugurato nel 2017 il più grande Data Center in Italia, vicino Bergamo, e si sta confermando come una realtà in continua espansione, con una struttura internazionale altrettanto solida, grazie ad ulteriori data center aperti in Francia, UK, Polonia e Repubblica Ceca.

Inoltre, abitando vicino a uno dei suoi data center, direi che era impossibile non conoscerla, essendo ben nota a livello territoriale. Sono venuto a conoscenza di una possibilità lavorativa tramite LinkedIn, e mi sono candidato. In quel periodo si era in piena pandemia, e avevo ancora un piede nell'università; è stata una forte novità per me immergersi in un contesto lavorativo così tecnologico e innovativo. Ad oggi, sono contentissimo della scelta fatta.

 

Di cosa ti occupi in qualità di PMO in Aruba?

 

Sono PMO per il reparto di Enterprise Customer Transition, e mi occupo della gestione delle richieste dei clienti Enterprise, accompagnandoli nel processo di Change management. In particolare, mi sto focalizzando soprattutto sulla parte di prodotti e servizi rivolta al mondo Datacenter, ossia quella riguardante le aziende che hanno risorse fisiche o virtuali all’interno dei nostri Datacenter: servizi di private cloud, hosting, colocation, server dedicati, etc. 

 

Nella nostra community di oltre 500.000 utenti ci sono molto studenti e giovani laureati che vorrebbero lavorare nel tuo stesso ambito: un consiglio che daresti a chi vorrebbe seguire la tua strada?

 

Non credo di poter dare consigli per seguire la mia strada. Ognuno ha la propria strada, e spesso percorsi diversi possono portare a destinazioni comuni. Io ho seguito un percorso universitario importante e lungo, ma sono anche consapevole che al giorno d’oggi la laurea da sola non garantisce un impiego sicuro. La differenza sta nella voglia di mettersi in gioco, di imparare in modo autonomo, di essere capaci di apprendere velocemente. Il suggerimento che ho sempre dato a me stesso è di affrontare qualsiasi situazione con impegno e professionalità. E poi bisogna fare, provare, mettersi in gioco, senza paura di sporcarsi le mani. Il resto vien da sè.