Project Manager: chi è, cosa fa e opportunità di carriera

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Pubblicato 17 Settembre

Project Manager: cos'è, che mansioni svolge e qual è la retribuzione media?

Chi è il Project Manager

E’ una figura di coordinamento e di responsabilità rispetto a un progetto che un cliente o un’azienda intende realizzare. In genere è un laureato in Ingegneria Gestionale o Economia ma non esiste una regola stringente sul percorso da intraprendere per diventare project manager. 

C’è chi segue un percorso economico e spesso le posizioni richiedono una laurea specifica nel settore in cui il progetto si realizza - fisica, automotive, matematica, scienze giuridiche ecc… - Questa figura professionale deve avere caratteristiche di leadership e non necessariamente le competenze tecniche legate al progetto: quindi se l’obiettivo, ad esempio, è costruire la prima macchina a guida autonoma, il project manager potrà anche non essere un ingegnere dell’auto.

Il Project Manager è una figura spesso ricerca dalle oltre 50 multinazionali che utilizzano tutored per assumere studenti e giovani laureati: scopri tutte le opportunità attive in questo momento a cui ti puoi candidare.

 

Cosa fa un Project Manager

Nella definizione standard, il project manager  è colui o colei che avvia, pianifica, esegue e controlla l’esecuzione e il raggiungimento degli obiettivi del progetto. Più concretamente chi ricopre questa posizione deve dettare modi e tempi di esecuzione di un lavoro, coordinando un team di esecutori materiali. I progetti possono essere i più disparati e richiedere dalle semplici mansioni organizzative alle più complesse doti manageriali.

Ad esempio, se il project manager lavora in una società di consulenza informatica che si è aggiudicata la commessa per le Olimpiadi Invernali 2026,  potrebbe dover coordinare la realizzazione dell’intera infrastruttura digitale in vista dell’evento. Dovrebbe, quindi, preoccuparsi di mettere insieme risorse umane e competenze necessarie allo scopo. Una parte cruciale di questo lavoro consiste, infatti, nell’aggiornare lo stato di avanzamento lavori ed esporre via via i risultati parziali, gli obiettivi da raggiungere, le tempistiche. 

Ma i compiti del Pm possono essere più semplici e altrettanto richiesti. Anche un’azienda che deve riorganizzare i suoi processi produttivi potrebbe aver bisogno di questa figura che deve saper usare sia strumenti di organizzazione e metodologie di gestione di un progetto - pensiamo alle famosa lean strategy molto usata in ambito start-up - sia competenze relazionali o soft skills perché solo dalla capacità di far comunicare e lavorare insieme persone diverse dipende il successo di un progetto aziendale.

 

Perché diventare Project Manager: ecco i buoni motivi 

Lavorare come project manager è di sicuro il sogno di chi voglia diventare una figura di spicco aziendale. Ma ci sono anche altre ragioni che dovrebbero spingere ad accettare una proposta di lavoro in questo ambito:

1. Trasversalità

Chiunque accetti incarichi di gestione progettuale accumula molta esperienza in campi anche diversi tra loro. Dall’informatica all’ingegneria, al settore aeronautico e automotive, qualunque comparto industriale ha praticamente bisogno di questi professionisti; ad esempio, esiste il project manager delle imprese culturali;

2. Responsabilizzazione

Per sua stessa definizione il ruolo del Pm porta ad assumersi la responsabilità della riuscita di un progetto, non solo da un punto di vista qualitativo ma anche economico visto che questa figura deve anche controllare che sia rispettato il budget. Ecco perché un bravo o una brava gestionale diventano risorse indispensabili soprattutto nelle grandi aziende;

3. Visiting “project manager”

Dato che questo mestiere ruota attorno alla realizzazione di piani e obiettivi sempre in evoluzione e che riguardano non solo la propria azienda ma anche i clienti di questa azienda, lavorare come Pm può far mettere “piede” in contesti e comparti anche diversi da quello di origine. Il che amplia il ventaglio di settori in cui trovare lavoro;

4. Non solo economia

Come dicevamo, non è necessario essere laureati in economia e management per svolgere questo mestiere, anche se si moltiplicano i percorsi dedicati proprio al settore del project management.

Aziende come AXA Italia, Merck, PwC e Reti  cercano su tutored figure di questo tipo, in diversi ambiti di studio: background umanistici e/o scientifici sono entrambi validi per ricoprire questo ruolo! Esplora tutte le opportunità disponibili su tutored qui

 

Project Management: qual è lo stipendio medio?

In Italia il project manager è inquadrato grazie al contratto collettivo nazionale di lavoro del terziario e del commercio (livello A2, per più info leggi qui). Lo stipendio di base minimo lordo è di circa 2 mila euro al mese. Ma molto dipende dai settori e dall’esperienza. Si può quindi partire dai 24 mila euro lordi l’anno e arrivare a 75 mila euro (fonte HR Trends).

 

Le cose da tenere a mente

E’ un lavoro che richiede orari flessibili, sia perché tutto dipende dal progetto che si sta realizzando sia perché il ruolo del project management è più simile a quello di un consulente che di un dipendente con mansioni specifiche.

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