Public speaking: una qualità utile all’università e nel mondo del lavoro

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Pubblicato 5 Agosto

Public speaking: una qualità utile all’università e nel mondo del lavoro


Tra le skills che possono aiutare nella ricerca del lavoro o nel fare carriera c’è n’è una molto temuta da studenti, neolaureati e anche da manager e dipendenti con esperienza: la capacità di parlare in pubblico o public speaking.

Come sempre, qui a Tutored proviamo a fornire informazioni aggiuntive e utili rispetto e quelle pubblicate anche online sui processi di job interview e selezione del personale. Ci interessa che chi legge possa avere dritte e consigli pratici, ad esempio per prepararsi ai colloqui. Il tutto grazie anche al punto di osservazione privilegiato su un network di oltre 50 tra aziende e multinazionali e i profili di 500 mila giovani studenti e neolaureati.


Cos’è e a cosa serve saper parlare in pubblico o public speaking

Per public speaking si intende la capacità di presentare ed esporre in modo efficace un pensiero o un’idea a un gruppo di persone o, appunto, a un pubblico. E’, in buona sostanza, l’arte oratoria, una delle competenze più antiche della storia e che affonda le sue radici nella cultura greca e latina.

Oggi queste caratteristiche si sposano perfettamente con la necessità di comunicare in modo diverso dalla massa, per spiccare ed emergere rispetto al flusso magmatico di messaggi, idee e presentazioni che oggi caratterizza gli scambi sociali e professionali. 

Saper padroneggiare il public speaking serve a fare colpo su un recruiter durante un colloquio, una commissione d’esame, un team di potenziali investitori o semplicemente a diventare migliori insegnanti o catalizzatori di attenzione di clienti o team di lavoro.


Non a caso oggi ritroviamo le abilità comunicative del public speaking tra le soft skills richieste per:

- Tenere un discorso conciso per presentare la propria idea di start-up (speech);

- Rispondere in modo efficace alle domande di selezione dei responsabili HR;

- Presentare risultati di un progetto o di un team di lavoro al proprio superiore o a un ufficio diverso della propria azienda;

- Sapere gestire una conversazione o una riunione professionale;

- Rappresentare la propria azienda o ente o gruppo di lavoro a un evento ufficiale;
presentarsi in pubblico;

- Convincere un cliente o potenziali clienti;

- Potenziare le tecniche di marketing e vendita a contatto con il pubblico;

- Migliorare il servizio clienti a distanza o dal vivo;

- Perorare la propria causa o difendere diritti e posizioni di parte (come accade agli avvocati);

- Sapere scrivere in modo efficace e convincente (attività tipica dei copywriter, degli autori  e dei pubblicitari, ma anche dei giornalisti e dei comunicatori e addetti stampa e pr);

- Migliorare le tecniche di formazione e insegnamento, a scuola come in contesti aziendali e formativi continui.

Questo appena descritto è un elenco appena minimo dei campi in cui è utile saper parlare in pubblico, ma non tutti pensano di poterlo fare. Per timidezza, paura o semplice rifiuto di volersi esporre a un’audience.

Come tutte le competenze però anche parlare in pubblico è un insieme di piccole tecniche che, se allenate ed esercitate costantemente, possono portare anche una persona balbuziente a tenere ottimi discorsi e presentarsi bene all’esterno.


Le tecniche per padroneggiare il public speaking


Nessuno vi chiederà di diventare Cicerone o attori di prosa, ma è utile imparare qualche semplice trucco per gestire al meglio una conversazione o un discorso. Partendo dagli ingredienti minimi per costruire un’esposizione efficace dei propri pensieri.


1. Inizio, svolgimento, conclusione - Mantenete la rotta in tre semplici punti

Che si tratti di una presentazione in slide dei risultati di vendita o di parlare del proprio cv, dovete disegnare mentalmente la vostra “mappa del discorso”. Si tratta di stabilire cosa volete dire attraverso tre tappe o punti che in genere coincidono con un inizio - ad esempio una frase che spieghi perché state per presentare quei risultati - uno svolgimento  - quindi, i risultati - e una conclusione che chiuda il cerchio - poiché i dati sono questi possiamo procedere con queste azioni o step. In mezzo poi potranno essere inseriti altri concetti ed elementi, l’importante è però avere una traccia del percorso e una direzione. 


2. Concisione e tempi - Non dite in 10 parole quello che potreste dire in due

Sfoltire è un ottimo modo per mantenere alta l’attenzione, non solo del pubblico, ma soprattutto la vostra, mentre esponete la presentazione o parlate di fronte ad altre persone. Mantenere pulito il modo di comunicare, ad esempio evitando di aprire troppe subordinate o di divagare nel bel mezzo di una frase, vi permette di gestire la comunicazione mantenendo il messaggio. Questo consiglio vale anche nel modo di costruire le presentazioni in slide - mai esagerare con il numero, tenendo presente che ogni slide richiede almeno 2 minuti di esposizione e mai inserire troppo testo - ma è utile soprattutto durante i colloqui di lavoro dove alle domande dei recruiter bisogna rispondere in modo preciso e in pochi minuti.

Per esercitarsi è utile anche provare a presentare il proprio discorso o idea cronometrandoci. Ad esempio, se sappiamo di avere un limite di 5 minuti, impariamo a presentare o parlare in un tempo inferiore ai quattro minuti e mezzo decidendo già prima quale concetto o slide sacrificare nel caso andassimo “lunghi” sui tempi.


3. Target - Comunicate in base al pubblico che avete davanti e non solo al messaggio che volete veicolare

Il miglior modo per “conquistare” un’audience, si tratti di una sola persona o di un gruppo di migliaia di utenti, è capire chi siano i destinatari del messaggio prima di iniziare a parlare o scrivere il discorso. Se ad esempio dovete parlare a una conferenza di ingegneri informatici in cui è presente anche un pubblico non tecnico, usate esempi e metafore semplici da capire anche per chi non sia del settore e imparate a spiegarvi bene, a sciogliere concetti difficili. 

Questo vale soprattutto se avete dati o idee complesse da presentare: se non le capite per primi, non riuscirete a esporle in modo chiaro agli altri.


5. Logica e contro intuizione - Anticipate le obiezioni logiche mettendovi dalla parte del pubblico

Chi ha studiato Filosofia o Giurisprudenza lo sa bene: una delle chiavi argomentative per eccellenza è l’utilizzo della logica per corroborare un’idea o sostenere un concetto o smontare una proposta altrui. Se la presentazione lo richiede - mettiamo ad esempio di dover convincere un gruppo di investitori che la nostra idea di start-up merita un finanziamento - possiamo usare la tecnica della tesi e dell’antitesi (o worst case scenario), ovvero anticipare le critiche o i punti deboli del ragionamento principale o del progetto, preparandoci già le possibili repliche alle obiezioni che potrebbero arrivare dal pubblico o da una giuria. 


6. Pause - Inserire delle pause mentre si parla o all’interno delle presentazioni è più efficace che parlare per un’ora di seguito

Molti attori di stand-up comedy sanno fare un uso molto efficace delle pause e del silenzio durante le proprie performance. Questo perché una pausa tra una frase  e l’altra o prima di una parola, aiuta a enfatizzare quel concetto e a farlo passare meglio al pubblico. 


7. Ritmo e sguardo - Il pubblico va sempre considerato, mai ignorato

I vari “diciamo”, “ehm”, “quindi” se ripetuti troppo spezzano il ritmo e rischiano di alienare l'attenzione di chi ascolta. Meglio eliminarli quando parliamo in pubblico, ricordando di rivolgere lo sguardo ai nostri interlocutori. Parlare in pubblico infatti può spaventare e per non sentirci insicuri tendiamo a scrivere pezzi di presentazioni o discorsi su fogli o su pagine e note online da visualizzare durante la nostra performance. Non c’è nulla di male, ma ricordiamoci di non dare l’impressione di leggere un copione scritto e di alzare lo sguardo di tanto in tanto verso il pubblico o gli interlocutori. Allo stesso modo se usiamo intercalari, eliminiamoli sostituendoli con delle pause.


8. Restare in tema - Ricordiamo lo scopo del messaggio e il messaggio stesso senza divagare troppo

Gli oratori e le oratrici più abili - pensate alle giornaliste tv o ai presentatori e conduttori - mantengono il focus sul messaggio che intendono veicolare a prescindere dalle interruzioni, dalle divagazioni o dallo spezzettamento del ritmo che animano una presentazione o un discorso pubblico. E’ un’abilità che si affina con il tempo ma che si può allenare chiedendosi ad ogni pausa “dove eravamo rimasti e qual era lo scopo di questa presentazione/comunicazione?”. Soprattutto durante i colloqui, impariamo ad agganciare il discorso e la presentazione del nostro cv alle skills e al ruolo pubblicati nell’offerta.


9. Voce - Il tone of voice e la modulazione della voce come elementi chiave

Se la presentazione è a voce, è impossibile non lavorare sul proprio tono e sulla capacità di modularlo. Un modo per allenare la voce è la respirazione diaframmatica, tipica di attori, cantanti ma anche di chi pratica yoga e che permette di calmare l’inflessione e comunicare con un tono più basso e calmo. Comunicare non significa infatti urlare - non resistereste oltre un’ora - ma parlare in modo chiaro, conciso e musicale.


10. Inflessione e dizione - Impariamo a valorizzare le nostre origini mantenendo chiarezza nell’esposizione

Uno dei crucci di chi si approccia al public speaking è il timore di non riuscire a modificare il proprio accento, specie se molto marcato. In realtà non bisogna confondere la cadenza con il dialetto: la prima è ciò che indica se chi parla è di Napoli, Roma, Palermo, Bologna o Milano, perché riguarda la musicalità dell’espressione e non la lingua. Si può mantenere la cadenza, l’importante è esprimere in una lingua compresa da tutti, quindi Italiano o persino una lingua straniera.


11. Rompere il ghiaccio - Metafore e aneddoti per catturare l’attenzione

Una volta padroneggiate le tecniche di base è possibile sbizzarrirsi con altri trucchi capaci di catturare l’attenzione del pubblico. Ad esempio, esordire con un aneddoto durante una presentazione ad un evento, oppure coinvolgere il pubblico con domande e un minimo di interazione o ancora costruire un intervento utilizzando lo storytelling.


Alcuni esempi di public speaking


TED è un format di intrattenimento diventato famoso a livello globale perché ha reso il public speaking protagonista di interventi geniali e divertenti da parte di persone assolutamente normali ma particolarmente esperte nel proprio campo. 

Questo format, che oggi è conosciuto come TED Talks, si basa sulle tecniche principali di oratoria innovate dalla tecnologia e dallo storytelling multimediale. Ecco perché iscriversi al canale TED è un ottimo modo per trarre ispirazione e imparare i trucchi della comunicazione efficace. Qui il link e qui un elenco creato da Ninja Marketing sui migliori discorsi TED relativi proprio al public speaking.

 


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