Una carriera nell'industria tecnologica: la storia di Rebecca

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Pubblicato 5 Giugno

Oracle, Microsoft e due esperienze accademiche all'estero: la storia di Rebecca


Recentemente abbiamo avuto occasione di conoscere Rebecca Travasi, con la quale abbiamo avuto occasione di scambiare due chiacchiere "virtuali". Laureata LUISS Guido Carli in Economics & Business, Rebecca lavora oggi come Cyber Security Specialist presso Microsoft Italia. 

Nel corso della sua carriera accademica, ha avuto l'opportunità di studiare - oltre all'Italia - in Danimarca ed effettuare uno stage in Cina. Ecco cosa ci ha raccontato!


In quale università hai studiato e quale percorso di studi hai scelto?


Ho studiato presso la LUISS Guido Carli conseguendo la laurea triennale in ‘Economics & Business’ con una tesi in Applied Statistics & Econometrics. Durante l’ultimo anno del mio percorso di studi ho fatto due esperienze all’estero: un Erasmus in Danimarca presso la Copenhagen Business School e un internship in Cina, due esperienze di vita che mi hanno insegnato molto.

Ho scelto la Cina perché tutti i miei colleghi erano propensi ad andare in America. Io ho preferito andare controcorrente.


Quale attività extra-universitaria pensi sia stata davvero importante per la tua carriera? Un consiglio che daresti a chi sta studiando in questo momento?


Come dicevo prima, durante il mio percorso di studi sono stata molto all’estero: secondo me un percorso di studi senza superare i confini italiani, è una laurea ‘incompleta’. Consiglio a tutti di uscire dal nostro paese per un’esperienza di studio o anche di lavoro: in un mondo competitivo come quello attuale, l’esperienza all’estero è un plus secondo me fondamentale.


Hai lavorato sia in Oracle che in Microsoft: come ci sei arrivata?


La prima esperienza in Oracle è nata appena sono tornata dalla Cina: ho iniziato ad inviare candidature a multinazionali che mi incuriosissero. Non ero ancora sicura di cosa avessi voluto fare, se intraprendere subito un percorso lavorativo o tornare a studiare. Dopo varie candidature, ho conosciuto la mia futura manager in Oracle, anche lei laureata in ‘Statistica Applicata’, che ha deciso di prendermi come stagista. Alla fine ho iniziato a lavorare in Oracle a Settembre, ancora prima di laurearmi (Ottobre). 

In Oracle ho fatto due passaggi interni: per capire bene un business, è importante vederlo da più punti di vista e quindi provare più ruoli all’interno dell’azienda. In Oracle ho seguito progetti di implementazione e trasformazione digitale presso vari clienti medio-grandi sia del settore pubblico che di quello privato. Dopo 3 anni avevo capito di avere l’esigenza di cambiare: avevo la sensazione che la mia curva di apprendimento si stesse appiattendo. E’ importante essere ricettivi e capire che è necessario cambiare per continuare ad apprendere.

Come è stato il passaggio a Microsoft.

Microsoft mi ha trovata mentre ricoprivo il secondo ruolo in Oracle. In Microsoft sono nel team che si occupa del ‘Modern Workplace’, ovvero tutti gli strumenti di collaborazione e sicurezza che Microsoft propone ai clienti. In particolare, io sono responsabile della prevendita di strumenti per CyberSecurity & Compliance. Seguo da vicino il mercato retail, dall’industria food al luxury. Faccio ricerca sul panorama cyber threat in italia e collaboro con vari istituti nazionali di sicurezza.

Un consiglio che daresti a tutti quelli che hanno seguito il tuo percorso di studi?


Non date per scontato di fare una magistrale solo perché siamo in Italia: uscite da questo mindset. Non tutte le carriere hanno tra i pre-requisiti l’avere due anni in più sulla carta. La magistrale sembra obbligatoria ma non è così: ci sono alternative estremamente valide e di spessore.


Un consiglio a tutti quelli che ambiscono di lavorare in Microsoft o Oracle?


A chiunque sia interessato all’industry della tecnologia, suggerirei che è importante aver fatto almeno un’esperienza all’estero. Secondo me l’unico modo per migliorare l’Italia è imparare dall’estero su come riescono a raggiungere obiettivi strategici aziendali e riuscire così da avere dei benchmark di paesi dove fanno le cose meglio di noi per poi riportarli qui. Senza aver visto altre realtà migliori del proprio contesto, è molto difficile contribuire in maniera impattante sia a livello industriale che aziendale ma anche a livello di paese. 

Secondo step è necessario avere una passione per il digitale. Attenzione: questo non vuol dire passare ore sui social, ma avere una passione per la tecnologia e il digital. Avere la capacità di sfruttare i tool tecnologici per sviluppare idee significative che abbiano effetti misurabili.

Terzo step: questa è un Industry che si evolve quotidianamente a velocità supersonica, molto di più di tutte le altre. Non c’è un platau, bisogna essere sempre pronti ad imparare qualcosa di nuovo, perché quando ti fermi, il mondo va avanti senza di te. Se pensi di aver imparato tutto, l’industry continua senza di te.



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