Laurea in Relazioni Internazionali: gli sbocchi lavorativi

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Pubblicato 9 Giugno

Cosa fare con la laurea in Relazioni internazionali: sbocchi lavorativi e opportunità di carriera

Un lavoro a contatto con il mondo: è questo che in fondo sogna chi sceglie Scienze Politiche con indirizzo Relazioni internazionali come percorso formativo. Anche se non è sbagliato immaginarsi alle Nazioni Unite o al Ministero degli Affari Esteri, il titolo offre molti più sbocchi professionali, spesso all’interno di realtà a cui non si pensa subito come possibili ambienti per mettere a frutto i propri studi.

La conoscenza delle norme e delle dinamiche che regolano i rapporti con l’estero, e soprattutto la capacità di comunicare professionalmente in più lingue, infatti, sono competenze molto richieste anche dalle multinazionali e dalle associazioni di categoria così come dalle pubbliche amministrazioni territoriali - anche le Regioni, ad esempio, hanno bisogno di esperti in quel campo.

Oggi sono i rapporti con il mondo orientale, mediorientale e africano a interessare aziende ed organizzazioni. Ad esempio, sono ricercatissime le figure che sappiano il cinese e le lingue asiatiche e che conoscano storia politica e diplomatica di quelle aree da inserire soprattutto nelle dogane e nei porti, cioè gli snodi attraverso cui viaggiano le merci. Ma questo è solo un assaggio dei mestieri che è possibile svolgere e di base è sufficiente conoscere bene l'inglese, il francese (le sedi di molte istituzioni ed enti internazionali sono in Francia) o spagnolo per diventare indispensabili.

Lo stipendio inoltre è più alto della media dei neo-laureati in materie umanistiche: 1450 euro al mese (dati Almalaurea 2019).

 

Gli sbocchi lavorativi: cosa offrono le aziende

Qui in Tutored, analizzando i dati di migliaia di candidati come te in fase di passaggio dall’Università al mondo del lavoro - o da azienda ad azienda - abbiamo capito che la differenza tra chi trova un posto e chi deve attendere è solo nella difficoltà di imboccare subito il percorso di ricerca giusto. Ecco quindi quali sono gli ambiti in cui la figura dell’esperto o esperta di relazioni internazionali è richiesto:

- Organizzazioni Europee, ovvero sia gli enti che compongono la macchina amministrativa dell’Unione europea sia quelli che caratterizzano altre unioni di stati come il Consiglio d’Europa (da non confondere con il Consiglio europeo che è un organo Ue);

- Organismi economici internazionali, come il Fondo Monetario Internazionale, l’Organizzazione Mondiale del Commercio o la Banca Centrale Europea;

- Ministeri ed enti della pubblica amministrazione che abbiano divisioni estere o contatti con realtà straniere, inclusi specifici uffici dei Comuni o delle Città Metropolitane;

- Ambito cooperativo, sindacale e ONG, dalle Nazioni Unite alle agenzie dell’ente internazionale (FAO, UNHCR per citare le più note). Non solo: anche in Italia Confcooperative e Legacoop ad esempio assumono figure con questo background soprattutto per coordinare protetti di politica e misure a favore dell’inclusione e dell’integrazione internazionale. Esistono anche coordinamenti sindacali europei e internazionali come UniGlobal che cercano figure formate in questo ambito;

- Uffici legali e di relazioni con l’estero delle multinazionali e di aziende internazionali, sia in ambito energetico, bancario, assicurativo o industriale;

- Think thank e associazioni di categoria, come Confindustria o gli organismi di interesse di specifici ambiti economici (pensate alle camere di commercio estero, alle camere della moda ecc…).

- Consulenza e risorse umane, ovvero ambiti trasversali in cui il ruolo del “consigliere” e del consulente si mischia con il coordinamento di team di lavoro e reperimento delle risorse umane (per saperne di più sull’ambito Human Resources (leggi anche L’industria delle Risorse Umane).

 

Sbocchi lavorativi per i laureati in Relazioni Internazionali

Qui in tutored abbiamo un punto di vista privilegiato sui trend del mercato del lavoro, perché il nostro network, composto da centinaia di migliaia di laureati e oltre 50 aziende e multinazionali ci permette di capire quali sono le chance reali di trovare occupazione in base a uno specifico percorso formativo.

Responsabile ufficio commerciale estero

Lavorare in questo ruolo significa mettere in pratica le competenze “diplomatiche” al servizio del marketing e delle strategie commerciali delle aziende. Spesso il profilo è ricercato anche dalla Camere per il Commercio Estero dei governi che aiutano le imprese a stanziarsi in realtà e mercati internazionali (per capire meglio il tipo di mansione ti consigliamo di leggere anche il profilo del Business Consultant ). Esiste anche un Executive Master dell’Istituto per il commercio con l’estero ICE e LUISS proprio per creare un profilo specifico in Digital Export Management

 

Addetto relazioni internazionali

La laurea in Relazioni Internazionali di sicuro apre le porte a lavori in amministrazioni di alto livello, come gli organismi dell’Unione europea o le prefetture italiane o gli enti internazionali che si occupano di immigrazione. E’ un profilo richiesto anche dalle Università e dagli enti di ricerca come l’ENEA.

 

Progettista della cooperazione internazionale

Si tratta di un ruolo altamente qualificante per la gestione dei bandi europei e internazionali che finanziano soprattutto progetti di cooperazione allo sviluppo tra aziende e paesi, coordinati da cooperative, uffici amministrativi pubblici (come le Regioni), ed enti di cooperazione internazionale (come la FAO).  In questo caso ci si fa le ossa anche sulla redazione di report e rendiconti finanziari che devono essere allegati ai progetti finanziati.

 

Marketing Specialist per le relazioni internazionali

Non è un errore: l’esperto di relazioni internazionali per il marketing esiste, anzi esistono persino percorsi di diploma che preparano profili in grado di parlare più lingue e interfacciarsi con realtà aziendali  per elaborare strategie di marketing adatte a mercati diversi. Il classico esempio è chi viene assunto in aziende ICT, da provider di telefonia (TIM, 3, Vodafone, Huawei, Apple ecc..), o da società di consulenza (Avanade, Accenture, Bain, Altran, BCG, PwC, KPMG) che devono proporre uno stesso prodotto o servizio in contesti diversi per cultura e approccio al business come Cina, Stati Uniti e India. Lo stesso vale per aziende dell’automotive (FCA, Maserati) e per tutte le multinazionali (Ferrero).

 

Funzionario di organizzazioni internazionali ed europee

E’ il ruolo classico, quello dell’esperto che può lavorare sia in ambito diplomatico presso ambasciate e consolati del proprio paese in giro per il mondo sia presso istituzioni estere. Ad esempio è possibile accedere con concorso pubblico alla Farnesina, cioè il Ministero degli Affari Esteri sia ad amministrazioni straniere come appunto la Commissione Europea che ha un portale specifico per i bandi di lavoro, l’EPSO.

 

HR Specialist

Si tratta di una figura aziendale inserita nell’ambito risorse umane, cioè il comparto che lavora all’organizzazione del capitale umano di un’impresa, scovando le competenze e le risorse migliori per portare a termine un risultato. Nel caso di chi studi Relazioni internazionali, uno degli sbocchi è proprio quello di HR Specialist in ambito amministrativo: così, ad esempio, si può lavorare in una divisione che prepara progetti e bandi europei per conto dell’azienda (puoi scoprire di più sui singoli profili HR leggendo Quanti sono i profili ).
Se ti piacerebbe intraprendere una carriera nelle risorse umane, qui puoi trovare numerosi annunci di stage e lavoro a cui puoi candidarti.

 

Le migliori lauree in Relazioni internazionali 

Il Censis stila ogni anno la classifica dei migliori atenei italiani per corso di laurea. Per quanto riguarda le lauree triennali che hanno indirizzo specifico in Relazioni Internazionali ecco un elenco delle prime dieci (mentre qui trovi l’elenco delle migliori in Scienze Politiche).

1. Trento 
2. Bologna 
3. Trieste 
4. Firenze 
5. Pavia 
6. Siena 
7. Milano Bicocca (unita insieme alla Statale)
8. Parma 
9. Padova 
10. Genova

 

Con quanti altri profili devo competere per un posto di lavoro?

Secondo il report sul fabbisogno di personale curato da Unioncamere-Excelsior per il periodo 2019-2023 saranno tra i 35 mila e i 39 mila  i nuovi posti di lavoro pronti ad accogliere i laureati ambito politico-sociale, molti più ad esempio delle posizioni dedicate ai matematici puri (attorno ai 17-18 mila) ma meno dei candidati con un titolo di scienze politiche  e relazioni internazionali che nei prossimi cinque anni saranno circa 57 mila. Il segreto per avere occasioni di assunzione, dunque, è specializzarsi in un settore specifico (cooperazione allo sviluppo, consulenza normativa, marketing e commercio).

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