ICT World: la storia di René, studente di Ingegneria Informatica al Politecnico di Milano

ICT World: la storia di René, studente di ingegneria informatica del Politecnico di Milano image ICT World: la storia di René, studente di ingegneria informatica del Politecnico di Milano
Pubblicato 6 Luglio

In questa rubrica, noi di Tutored abbiamo raccolto le storie di brillanti studenti in ambito informatico, provenienti dalle più prestigiose università italiane. 

 

Tutored è il punto di incontro tra studenti, giovani laureati e aziende. All’interno della nostra piattaforma, i membri hanno la possibilità di scoprire gli sbocchi lavorativi in base al loro percorso di studi, conoscere grandi aziende e candidarsi alle numerose opportunità di stage, lavoro e graduate program. La nostra community è formata da giovani uniti dall'ambizione. Su Tutored, raccontiamo le loro storie ed esperienze, con l'obiettivo di ispirare i più giovani e dare un'idea concreta del mondo del lavoro.

 

Innanzitutto, ti chiederei di presentarti come persona, focalizzandoti in particolare sui tuoi interessi, le passioni e le ambizioni che hai avuto sin da giovane, e che ti hanno portato a studiare al Politecnico.

 

Salve a tutta la comunità di Tutored, sono René Bwanika, laureando in Ingegneria Informatica al Politecnico Di Milano.

Sin da piccolo, ho sempre avuto l'obiettivo di svolgere attività "creative" che mi permettessero di costruire prodotti con un grande impatto. Ho scelto di studiare informatica perché mi permette di applicare le mie abilità in qualsiasi settore e perché mi permette, anche lavorando con piccoli gruppi, di avere la possibilità di influenzare in positivo la vita di miliardi di persone. Inoltre, essendo una persona abbastanza ambiziosa, l'informatica mi permette di relazionarmi con le più grandi invenzioni degli ultimi decenni, e di essere sempre proiettato verso il domani, verso le future sfide che l'umanità dovrà affontare.

Credo che la ragion d'essere più importante dell'università sia quello di riunire talenti e persone ambiziose; ed è per questo motivo che ho scelto di studiare al Politecnico di Milano. Il Politecnico è parte di quel novero di università che, in Italia, permettono di entrare in contatto con studenti bravi e determinati da tutto il Paese.

 

Come ti trovi al Politecnico di Milano? Come trovi che sia il bilanciamento fra teoria e pratica nella didattica?

 

Credo che, in particolare nell'informatica, non ci sia una netta distinzione tra teoria e pratica. In alcuni corsi le strumentazioni possono essere molto costose e difficili da riprodurre autonomamente: l'accesso a un laboratorio universitario è fondamentale.
Spesso nei corsi universitari di ingegneria informatica, quello che viene considerato teoria è in realtà parte delle materie fondamentali dell'ingegneria classica, e l'approccio adottato dal Politecnico di Milano è principalmente quello di formare ingegneri dell'informazione (almeno nel corso triennale).
Quindi c'è molta enfasi sulle materie di base dell'ingegneria come l'analisi matematica, l'elettrotecnica e la teoria del controllo, mentre l'informatica viene trattata molto di più al terzo anno e nei corsi magistrali.  Inizialmente sono stato molto indeciso nello scegliere tra informatica ed ingegneria informatica. A posteriori, direi che forse avrei preferito un corso di scienze informatiche, ma non rimpiango assolutamente la mia scelta: la possibilità di affrontare argomenti variegati e non strettamente legati con l'informatica mi ha permesso di conoscere meglio i miei interessi e le mie abilità.


Potresti raccontarci di una tua esperienza extrauniversitaria (ma anche, se desideri, più di una) particolarmente rilevante per la tua formazione? Uno stage, un erasmus, un progetto, un’esperienza di volontariato, una passione particolare…


Penso che essere studente significhi molto più che frequentare un'università: credo che sia la scelta di investire per 3,5,8 anni su se stessi e sulla propria istruzione. Quest'istruzione può essere ottenuta in vari modi: ci sono i corsi universitari, lo studio autodidattico, i corsi professionali... inoltre c'è il confronto, sempre importante, con altri studenti. Proprio per questo ho sempre pensato che nel proprio percorso di studi sia necessario avere un'approccio totale, e non focalizzarsi soltanto su ciò che l'offerta formativa dell'università propone.

Durante il mio percorso di studi ho avuto la fortuna di partecipare ad attività interessanti, proposte da associazioni studentesche che mi hanno portato a studiare anche argomenti che esulavano dal mio corso di laurea triennale. Nell'ambito dei corsi universitari ho invece avuto anche la possibilità di svolgere un progetto interessante legato alla sicurezza hardware, con un professore che mi ha poi portato a continuare a lavorare con lui su un altro progetto, ancora in corso, legato al machine learning e agli acceleratori hardware.

In ambito lavorativo, invece, nei prossimi mesi faròun tirocinio all'estero presso una grande azienda tech, lavorando come sviluppatore.

 

Raccontaci di una ambizione per il futuro: cosa pensi di fare dopo il Politecnico? Dove ti piacerebbe andare a lavorare? Quali pensi che siano gli step necessari per arrivarci?


In un futuro lontano, la mia aspirazione è fare l'impreditore tech, e fondare la mia azienda. È un desiderio che ho sempre avuto, e ho un paio di idee che credo possano dar vita prodotti interessanti. Prima di questo però, vorrei lavorare e fare molta esperienza in grandi realtà internazionali.

Finito il mio percorso di studi, sono aperto a qualsiasi opportunità mi permetta di imparare il più possibile. Non sono legato ad una città o paese in particolare, potrei andare ovunque. Per quanto riguarda la mia area di interesse, l'ambito della realtà virtuale e dei sistemi distribuiti è quello verso cui sono più proiettato.


Secondo te qual è una tecnologia già esistente (un algoritmo, una componente hardware, una componente software, un progetto…)  le cui potenzialità non sono state a pieno sfruttate? O che ha ampi margini di sviluppo? 


Credo che il prossimo decennio sarà ancora dominato dall'innovazione tech. Credo che ci siano ampi margini di miglioramento nelle applicazioni di tecniche di machine learning nella produzione di farmaci, nello studio delle proteine, e della generica in generale.
Una sfida molto interessante è quella legata alla realtà virtuale e alla realtà aumentata: se i costi energetici e i prezzi dovessero scendere ulteriomente, potremmo assistere ad una svolta epocale nel settore.
Riguardo a tecnologie con ampi margini di miglioramento, credo che nel prossimo decennio si proseguirà verso una grandissima digitalizzazione della burocrazia, e a una forte transizione delle piccole imprese verso il mondo tech. In particolare, in Unione Europea non sarei stupito di veder nascere moltissimi servizi di altà qualità sviluppati direttamente dagli Stati, con una fortissima enfasi sugli aspetti di privacy, open source e sicurezza informatica.

 

 

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