Tutored incontra Sara, Blue Book Trainee presso la Commissione Europea

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Pubblicato 13 Aprile

Dopo aver studiato tra la Cattolica di Milano e la Sorbona a Parigi, oggi Sara lavora nella Commissione Europea

In  quale università hai studiato e quale percorso di studi hai scelto? 

Ho fatto la triennale all'Università Cattolica di Milano in Lingue (inglese e arabo) e relazioni internazionali. Mi sono di seguito trasferita a Parigi dove ho fatto due lauree specialistiche in 3 anni alla Sorbona. La prima specialistica in studi arabi (con focus in linguistica araba) e la seconda in linguistica applicata. 

 

Quale  attività extra-universitaria pensi sia stata davvero importante per  la tua carriera? 

Sicuramente i tirocini. Mi hanno permesso di capire gli ambiti che mi potessero interessare di più ma che mi hanno anche permesso di conoscere persone che hanno positivamente influenzato le mie scelte di carriera. Ho fatto 2 tirocini a Parigi: il primo al museo delle lingue e linguistica dove ho lavorato sul contenuto linguistico e come guida, poi in una casa editrice come giornalista e assistente marketing e infine il mio corso intensivo di arabo e scienze politiche a Beirut. 

 

Oggi  lavori presso la Commissione Europea: come ci sei arrivata e come si  sono svolte le selezioni? 
 

Oggi sono Blue Book trainee alla Commissione Europea. Si tratta di un programma della Commissione che esiste da 70 anni. La commissione apre il bando 2 volte all'anno: a gennaio per iniziare ad ottobre e ad agosto per iniziare a marzo. Per partecipare al bando bisogna fare un'applicazione online ed in seguito in base al tuo profilo essenzialmente accademico e linguistico, e dopo un colloquio vengono selezionati 700 stagisti. È molto difficile essere selezionati specialmente per gli italiani (essendo che le domande sono tante e la commissione deve rispettare le quote di nazionalità). La chiave per essere selezionati è quella di aver fatto molte esperienze all'estero tipo Erasmus ma anche lavorative e avere delle buone competenze linguistiche. Ma qualsiasi percorso può essere applicato al lavoro della Commissione (scientifico, umanistico, economico...). 

 

Di  cosa ti occupi in qualità di Blue Book Trainee presso la  Commissione Europea?   

Lavoro nella DG SCIC – Interpretariato. Si tratta di un dipartimento particolare in confronto ai tutti gli altri perché non è un dipartimento politico ma bensì un dipartimento che offre servizi di interpretariato e di organizzazione di conferenze per tutta la Commissione. Io lavoro nell'unità di supporto al lavoro di tutti gli interpreti. In effetti, gli interpreti prima di ogni riunione hanno bisogno di preparazione ed il mio ruolo in quanto linguista è quello di preparare glossari su tematiche molto tecniche per gli interpreti. Le mie lingue di lavoro sono principalmente l'italiano, l'arabo, il francese e lo spagnolo per questo progetto.

Quello che mi stimola di più in questo lavoro di terminologia, non è solamente l'imparare nuovi termini e utilizzare tutte le mie lingue di lavoro ma è anche molto soddisfacente sapere che il mio lavoro sarà poi conservato in IATE (Inter-Active Terminology for Europe) che è uno dei database più grandi al mondo che ho sempre utilizzato per i miei lavori da traduttrice freelance. 

 

Prima  di arrivare nella Commissione Europea, hai svolto diverse esperienze  lavorative tra Parigi, Beirut, Parigi, Milano e Praga: come mai  questa scelta di girare così tanto? Sono state sicuramente tutte  esperienze molto formative: quale è stata quella più importante?   

Penso che quando si ha fatto questo tipo di studi, sia necessario lavorare e studiare in diversi paesi. Ti permette di conoscere persone di culture diverse, parlare lingue diverse, di essere più flessibile e uscire dalla tua zona di conforto. Ma soprattutto ti apre più porte: come dicevo prima, uno dei requisiti per fare il tirocinio in Commissione è proprio quello di aver vissuto in vari paesi e restando a Milano, non avrei mai avuto accesso a questo programma.

Ogni esperienza è stata importante a modo suo ma direi che Parigi è stata quella che mi ha formata di più. A Parigi ho studiato inizialmente e in seguito ho iniziato la mia carriera. Ci ho vissuto quasi 4 anni quindi è sicuramente la città che mi ha stimolata di più e che mi ha indirizzata e fatto arrivare dove sono oggi. 

 

Oltre  a girare tanto, hai svolto esperienze lavorative molto diverse: puoi  raccontarci di cosa ti sei occupata nel corso della tua carriera? 

Ho lavorato in settori diversi ma sempre con una linea comune: la linguistica applicata. Ho cominciato a Parigi al museo delle lingue e linguistica e poi nella casa editrice Assimil che produce libri per l'apprendimento delle lingue.  

La mia prima vera esperienza lavorativa è stata all'UNESCO, l'agenzia delle Nazioni Unite per l'educazione, la scienza e la cultura. Lavoravo nel dipartimento per la preservazione delle lingue in via d'estinzione. In particolare ho lavorato sull'anno internazionale delle lingue indigene. Le Nazioni Unite stanno lavorando per questa missione a mio parere molto nobile: preservare le lingue significa preservare le identità di popoli.  

In seguito, una grande esperienza è stata quella da TransPerfect, una delle agenzie di servizi linguistici più grande al mondo. Si tratta di una multinazionale con sede in ogni continente. Io ci ho lavorato per quasi 2 anni a Praga. Sono stata analista di linguaggio inizialmente e lavoravo per lo sviluppo del linguaggio e intelligenza artificiale di un grande cliente. E in seguito sono stata Project Manager (progetti di traduzione).  

Grazie al mio percorso sono riuscita a lavorare nel settore pubblico e privato, in organizzazioni internazionali, multinazionali ma anche aziende famigliari come il museo.  

 

Nella  nostra community composta da oltre 500.000 utenti, ci sono numerosi  studenti e giovani laureati che vorrebbero intraprendere una  carriera come la tua: un consiglio che daresti a chi vorrebbe  seguire la tua strada? 

Consiglierei sicuramente, di viaggiare, informarsi ed essere il più curiosi possibili. Ma soprattutto di provare ad inserirsi da subito in diversi ambiti perché molto spesso si pensa di sapere quello che si vuole, ma è importante provare per capire. Succede a volte che si idealizza un ambito pensando che quello sia il lavoro perfetto per noi, ma in realtà non è così. Penso sia importante inoltre iniziare a fare tirocini sin dal primo anno di triennale, e non perdere nessuna occasione di scambio universitario all'estero!  

 

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