Scienze della comunicazione: cosa fare dopo la laurea?

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Pubblicato 5 Marzo

Scienze della Comunicazione: cosa fare dopo? Quali sono gli sbocchi lavorativi?


Da molti sottovalutata, ma sempre molto gettonata, la Laurea in Scienze della Comunicazione apre molteplici sbocchi lavorativi su cui puntare, grazie alla vastità del suo programma di studio.

Innanzitutto per superare il test d’ingresso a Scienze della Comunicazione è necessario possedere una buona cultura generale per poter rispondere in maniera corretta a più quesiti possibili. Sono necessarie ottime capacità logiche e di ragionamento, buone capacità di lettura e comprensione del testo. Non dovranno sicuramente mancare anche buone capacità di espressione in lingua italiana e di comprensione e scrittura della lingua inglese.

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Perché studiare comunicazione e marketing

Il motivo è semplice: la maggior parte dei servizi oggi viaggia su canali digitali e la presenza di reti e social network ha completamente cambiato il modo di comunicare sia tra persone sia tra consumatori e aziende e istituzioni. Nell’era della società della comunicazione non è più un vezzo studiare i meccanismi che permettono a certi messaggi di emergere, a un contenuto di diventare virale, a un’impresa di dover lavorare sulla propria reputazione digitale e così via.

Qui in tutored abbiamo un punto di vista privilegiato sui profili richiesti davvero da aziende e multinazionali e sappiamo che i laureati in scienze della comunicazione sono molto richiesti.


Gli sbocchi lavorativi per i laureati in Scienze della Comunicazione: cosa offrono le aziende

Ma nello specifico, quali sono le opportunità lavorative che si aprono con la laurea in Scienze della Comunicazione? Vediamo anzitutto le industry o i settori che li richiedono:


- Marketing e comunicazione, ovviamente lo sbocco principale è legato alla capacità di applicare le proprie conoscenze al mondo pubblicità e vendita per conto di brand e imprese;
- Brand reputation e social media, questo comparto è poco conosciuto richiede invece consulenti capaci di strutturare una strategia di presentazione di un brand o di un’azienda sui social media e in generale online;
- Editoria e giornalismo, si tratta di un settore classico che impiega figure autoriali per la realizzazione di programmi, testi, eventi e per il lavoro di verifica e divulgazione delle notizie;
- Turismo, ristorazione e leisure, se c’è un settore che ha bisogno di buoni comunicatori per catalizzare l’attenzione di clienti e viaggiatori è proprio quello del turismo e dell’accoglienza;
- Pubblica amministrazione, importantissimi sono i ruoli di interfaccia con il pubblico per conto delle istituzioni pubbliche e P.A. per cui è frequente che i laureati in scienze della comunicazione siano molto ricercati dagli uffici URP;
- Ricerca e sviluppo in ambito digitale, ambito che affianca ai consulenti UX e agli sviluppatori, esperti di mezzi e linguaggi per la messa a punto di nuovi strumenti di comunicazione siano essi device o piattaforme;
- Comunicazione politica, è un campo in cui gli esperti di media e linguaggi sono molto richiesti perché chiamati come consulenti per le campagne politiche o per la gestione della comunicazione di partiti e realtà rappresentative;
- Media literacy e formazione, è poi molto richiesta la formazione nel comparto life-learning o formazione continua perché sono sempre di più i professionisti e le aziende che chiedono di essere aggiornati su  media, new media, digitale e comunicazione. 

 

I profili ricercati

Quanto ai lavori veri e propri, ecco che tipo di mestiere si può fare una volta usciti da Scienze della Comunicazione:


Tecnico della pubblicità. Si tratta dei profili che per conto di imprese pubblicitarie, aziende e organizzazioni, raggiungono materialmente clienti e partner proponendo l’acquisto di prodotti o servizi pubblicitari. Devono conoscere molto bene il mercato - sapere ad esempio quanto costa acquistare uno spazio pubblicitario di pochi minuti in una certa fascia oraria in tv o alla radio - per poi comporre una campagna pubblicitaria efficace e  multicanale.

Nello specifico, il tecnico della pubblicità assiste gli specialisti:
- Nel promuovere le attività di mercato di un’impresa o di un’organizzazione;
- Nel creare un’immagine positiva dell’impresa o dell’organizzazione;
- Nell’applicare e seguire procedure per programmare e attivare promozioni e campagne pubblicitarie di vario genere e su vari mezzi.

Gli sbocchi lavorativi dei pubblicitari, pertanto, riguardano:
- Agenzie pubblicitarie;
- Imprese, organizzazioni, società di consulenza che si occupano di promozione turistica;
- Uffici di comunicazione di imprese e organizzazioni;
- Uffici relazioni esterne, URP di pubbliche amministrazioni;
- Centri media.

 

Reputation manager e brand manager. Come anticipato, si tratta di una figura che ha lo specifico compito di monitorare sui canali digitali la percezione che il pubblico o i consumatori hanno di un’azienda, di un brand, di un personaggio pubblico. Il reputation o brand manager sa come interagire con i canali social, come Youtube, per attivare le procedure di rimozione di contenuti lesivi dell’immagine o indesiderati ma soprattutto studia prima di sbarcare online il tono e il messaggio adatti alla presentazione ufficiale. 

Per farlo deve conoscere bene i tool e gli strumenti di sentiment analysis o scansione delle conversazione online.


Pr o Addetto alle pubbliche relazioni. L’addetto alle pubbliche relazioni è colui che si occupa di costruire e mantenere una buona immagine dell’azienda nei confronti dei media e del pubblico, ma a differenza del reputation manager, lo fa anche offline parlando ad eventi  e redigendo statement ufficiali per conto della realtà rappresentata. Ha competenze di base nella comunicazione d’impresa e nell’analisi di campagne di comunicazione e informazione da parte di soggetti diversi (aziende, organizzazioni, istituzioni, ecc.).

I compiti di un pr in particolare consistono:
- Nel cercare, selezionare, raccogliere e sistematizzare materiale informativo e/o pubblicitario favorevole all’azienda o all’organizzazione;
- Nell’organizzare e sponsorizzare eventi di particolare importanza e visibilità per l’azienda o l’organizzazione, non direttamente collegati alla promozione pubblicitaria.

Un pr o addetto può quindi trovare occupazione presso:
- Imprese e società di consulenza che si occupano di pubbliche relazioni e organizzazione di eventi;
- Uffici di comunicazione e/o pubbliche relazioni di imprese o organizzazioni;
- Uffici relazioni esterne, URP di pubbliche amministrazioni;
- Agenzie di comunicazione ed eventi;


Addetto stampa o press officer. Spesso confuso con il Pr, l’addetto stampa è invece colui che materialmente realizza la comunicazione e il materiale informativo da divulgare a media, giornalisti e organi di informazione per conto dell’azienda o realtà rappresentata. Ad esempio, una mansione tipica è la tenuta delle agende media o contact lists giornalistiche, la redazione di comunicati e note stampa e redazionali - cioè articoli sponsorizzati-, la pianificazione di interviste e l’individuazione delle fonti più adatte a parlare di un determinato argomento sui giornali.


Un addetto stampa o press officer lavora presso:
- Imprese e società di consulenza che si occupano di pubbliche relazioni e organizzazione di eventi;
- Uffici di comunicazione e/o pubbliche relazioni di imprese o organizzazioni;
- Uffici relazioni esterne, URP di pubbliche amministrazioni;
- Agenzie di comunicazione ed eventi;
- Divisioni comunicazione e marketing interne alle aziende.

 

Organizzatore di Eventi. E’ forse il ruolo più operativo e manageriale tra quelli proposti a chi ha una laurea in Il corso Scienze della Comunicazione, perché consiste nel progettare e organizzare da zero campagne eventi, concerti, convegni, fiere  e manifestazioni. Chi opera in questo contesto deve quindi sapersi raffrontare con fornitori, aziende di logistica e catering, e allo stesso tempo tenere le fila tra invitati, ospiti, media e sponsor.


Riassumendo, l’organizzatore di eventi si occupa, prevalentemente, di:
- Progettare fiere, convegni ed eventi culturali;
- Organizzare gli spazi e gli ambienti espositivi disponibili;
- Gestire l’evento fieristico, convegnistico e/o culturale;
- Organizzare e gestire la fruizione degli spazi e degli eventi da parte degli espositori, del pubblico e dei clienti.

Gli sbocchi occupazionali di questo profilo comprendono lavoro in:
- Imprese e società di consulenza che si occupano dell’organizzazione di fiere, convegni e eventi culturali;
- Uffici di comunicazione di imprese o organizzazioni;
- Settori della pubblica amministrazione che si occupano dell’organizzazione di fiere, convegni e eventi culturali.

 

Community manager e moderatori. Entrando nel territorio delle professioni digitali, quella del community manager è tra le più richieste dalle aziende. Si tratta di un profilo che non si limita a gestire la comunicazione social di un brand ma coordina e modera l’interazione delle micro o macro comunità di utenti nate attorno a uno o più canali digital che rimandano al brand o all’azienda. Ad esempio, anche le testate giornalistiche online assumono moderatori per le proprie pagine.


Growth hacker expert. Questa figura è molto richiesta perché è in grado di adottare strategie digitali funzionali alla crescita delle audience di pubblico o di utenti o consumatori. L’impennata di click o la viralità di un contenuto infatti dipendono non dal caso ma dalla conoscenza dei linguaggi e dell’analisi dei target di utenti. Per farlo il growth hacker conosce bene gli strumenti di impostazione adv dei principali social network ma è in grado di creare campagne trasversali (ad esempio sfruttando Youtube insieme a LinkedIn) per generare i cosiddetti lead, cioè gli utenti che saranno i primi forti clienti o abbonati a un determinato servizio.


Web communication manager, digital media manager, web content manager, social media manager. Si tratta di espressioni diverse per indicare profili chiamati a gestire i contenuti online e le pagine o canali social ufficiali dell’azienda o realtà per cui lavorano. Alla base del loro mestiere c’è un’infarinatura di informatica, progettazione web e progettazione di pagine social.

l Web communication manager, il digital media manager, il web content manager, il social media manager, infatti, assistono i progettisti, gli analisti e gli sviluppatori di applicazioni web:
- Nella progettazione e sviluppo di siti web statici e dinamici, e di pagine social;
- Nella gestione e manutenzione di siti web statici e dinamici, e di pagine social;
- Nell’ottimizzazione del sito e delle sua pagine per i motori di ricerca (in ottica SEO SEM);
- Nella promozione su Internet del sito e/o della pagina social.

Gli sbocchi lavorativi riguardano prevalentemente:
- Imprese o organizzazioni che si occupano di comunicazione web per conto di terzi;
- Imprese o organizzazioni che gestiscono in proprio la loro comunicazione su siti web tradizionali e/o comunicano sui social media;
- Settori di imprese o di enti della pubblica amministrazione che gestiscono la comunicazione istituzionale dell’impresa o dell’ente su siti web tradizionali e/o sui social media.

Ti piacerebbe lavorare come Social Media Manager? Leggi il nostro approfondimento: Social Media Manager: mansioni, opportunità di carriera, retribuzione

 

Digital tourism manager o experience manager. E’ un mestiere nuovo, nato con la diffusione delle piattaforme per l’accoglienza diffusa, come AirBnB, e che consiste nel progettare i funnel o i percorsi online che consentono a una persona o a un gruppo di organizzare un’esperienza, un viaggio, un tour ecc.. 


Tour manager. E’ forse il lavoro dei sogni per chi, molto giovane, vuole entrare nel mondo della musica non come strumentista o cantante ma come organizzatore e manager di un gruppo. Il tour manager, infatti, è un pr specializzato nel mondo dei concerti e degli eventi musicali che organizza le date e gli spostamenti degli artisti e tiene i contatti con le agenzie specializzate e le major o etichette discografiche.


Giornalista, autore radio-tv e consulente editoriale. Si tratta degli sbocchi lavorativi tipici di chi si laurea in Scienze della Comunicazione. In particolare, molti non sanno che le redazioni di programmi radio e tv cercano neolaureati in media e linguaggi proprio perché siano inseriti nei team autoriali e organizzativi delle trasmissioni composti da profili che materialmente progettano una o più puntate. Ad esempio contattando gli ospiti, redigendo i testi che i conduttori dovranno pronunciare, curando la rassegna stampa.

 

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Con quanti altri profili devo competere per un posto di lavoro?

Secondo il report La rinascita delle lauree umanistiche redatto da Talent Ventures, nel 2018 alcune università italiane hanno avuto un “tasso di occupazione dei corsi ALPH (Art, Literature, Philosophy and History ndr) in linea con alcuni corsi di laurea STEM”. Certo, i laureati Stem potevano contare su 127 mila posti disponibili contri i 10 mila delle aree umanistiche, ma le opportunità ci sono.

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